ASTA DI OLTRE 300 LOTTI DI ARREDI CASA, OGGETTI, DIPINTI, TAPPETI, STRUMENTI MUSICALI

L’Istituto Vendite Giudiziarie di Ferrara nella giornata di mercoledì 19 luglio alle ore 15.00 presso la sede in via Gulinelli 9 Ferrara “Sala aste” proporrà oltre 300 lotti di un’esecuzione mobiliare di arredi casa, dipinti, oggetti, tappeti, strumenti musicali ecc., la visione dei beni + presso la villa in Ferrara via Ercole d’Este n. 63, oltre la partecipazione in sala aste per alzata di mano sarà possibile partecipare, on line, telefonicamente o presentare offerta scritta previo versamento cauzionale sul sito www.astepay.it

estense.jpg

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

LIBERAZIONE IMMOBILE  E CONCORDATO N. 3/2008 IVG 246

Giudice delegato Dott.ssa Anna Ghedini

Commissario Dott. Valter Bignozzi

A S T A

MERCOLEDÌ 19 LUGLIO ORE 10.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE

VISIONE DEI BENI

martedì 18 luglio dalle ore 8.30 alle 18

e mercoledì 19 luglio dalle ore 8 alle 9

FERRARA C.SO ERCOLE D’ESTE N. 63

POSSIBILITÀ DI OFFERTE ON LINE, SCRITTE E TELEFONICHE

OLTRE 300 LOTTI DI

ARREDI CASA E UFFICIO, OGGETTISTICA, DIPINTI, LAMPADARI, TAPPETI,  STRUMENTI MUSICALI, ECC.  

astepay.jpg HOME 19 LUGLIO 2017.jpgREGISTRATI PER FARE LE OFFERTE

CATALOGO CON FOTO E BASI D’ASTA

   
   
     
    
 
    

ASTA GIUDIZIARIA E FALLIMENTARE ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

L’Istituto Vendite Giudiziarie di Ferrara nella giornata di lunedì 10 luglio alle ore 15.00 presso la sala aste di Ferrara in via Gulinelli 9, proporrà all’asta oltre 300 lotti tra attrezzature, autoveicoli, moto, muletti, arredi casa, ufficio, ecc., le offerte potranno essere effettuate, oltre che per alzata di mano in sala aste, on line in diretta, scritte e telefoniche, tutti i dettagli sul sito internet www.asteferrara.it

Per informazioni 0532756655 3356740955 estenseaste@gmail.com

copertina asta 3 del 2017.jpg

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

ASTA N. 7/17 

LUNEDI’ 10 LUGLIO 2017 ORE 15.00 

VIA GULINELLI 9 FERRARA “SALA ASTE” 


 consigliamo di prendere visione dei beni  

prima di partecipare all’asta


OLTRE LA PARTECIPAZIONE IN SALA ASTE PER ALZATA DI MANO 

 E’ POSSIBILE

PARTECIPARE ON LINE 

a) registrazione e approvazione sul sito www.i-bidder.com

 b) versamento cauzionale e documenti di identità sul sito astepay.it  

c)  L’approvazione all’asta è successiva al versamento cauzionale con carta di credito o bonifico del 10% dell’importo del probabile acquisto, versamento minimo € 100,00 e all’inserimento dei documenti di identità richiesti sul nostro sito astepay.it e iscrizione sul sito www.i-bidder.com  

PRESENTARE OFFERTE SCRITTE

PARTECIPARE TELEFONICAMENTE 

a)  registrazione, inserimento dei documenti di identità e compilazione delle domande sul sito  astepay.it 

b)   versamento cauzionale del 10%, con carta di credito o bonifico, per le offerte scritte versamento minimo € 100,00 

c)  versamento del 10%, con carta di credito o bonifico dell’importo del probabile acquisto in caso di partecipazione telefonica versamento minimo € 100,00, non si accettano richieste telefoniche per beni inferiori a € 100,00

ESEMPIO VERSAMENTO CAUZIONE: € 200,00, acquisto fino ad un massimo di € 2.000,00 in caso di nessuna aggiudicazione la somma versata sarà restituita entro 24 ore  

CHIUSURA DELL’ISCRIZIONE ALL’ASTA ON LINE, SCRITTE E TELEFONICHE 30 MINUTI PRIMA DELL’INIZIO DELL’ASTA  

IN CASO DI NESSUNA AGGIUDICAZIONE LA SOMMA VERSATA SARÀ RESTITUITA ENTRO 24 ORE

CATALOGO

CLICCA SUL NUMERO DELLA PROCEDURA  

PER VISUALIZZARE I DETTAGLI E I BENI ALL’ASTA

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

TERMINE DI RACCOLTA DI OFFERTA CON

ESECUZIONI TRIBUNALE FERRARA SENZA INCANTO

EQUITALIA CENTRO SPA CON INCANTO

ASTA

LUNEDÌ 10 LUGLIO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

ARREDI, AUTOMEZZI, ATTREZZATURA, ECC.

SECONDI INCANTI: DAL N. 1 AL N. 10 DEL CATALOGO LIVE

PRIMI INCANTI: DAL N. 30 AL N. 40 DEL CATALOGO LIVE

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

FALLIMENTO N 26/16 IVG N. 632

Giudice delegato Dott.ssa Anna Ghedini

Curatore Avv. Marina Bertelli

ASTA

LUNEDÌ 10 LUGLIO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

Autovettura Fiat Punto

N. 97 DEL CATALOGO LIVE

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

FALLIMENTO N. 8/2017 IVG N. 672

Giudice Delegato Dott.ssa Anna Ghedini

Curatore Fallimentare Francesco Ruvioli

ASTA LUNEDÌ 10 LUGLIO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

VISIONE DEI BENI SU APPUNTAMENTO

LOTTO 1) LIDO DEGLI ESTENSI VIALE G. CARDUCCI, N.136

ARREDI NEGOZI ABBIGLIAMENTO

LOTTO 2) SALA ASTE VIA GULINELLI 9 FERRARA

PLOTTER E PRESSA PER STAMPA

DAL N. 98 AL N. 99 DEL CATALOGO LIVE

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

FALLIMENTO N. 2/17 - N. IVG 662

Giudice delegato Dott.ssa Anna Ghedini

Curatore Avv. Francesco Ballardini

ASTA

LUNEDÌ 10 LUGLIO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

VISIONE DEI BENI

Lunedì 10 luglio dalle ore 10 alle 12

VIA DEL BAJOCCO N. 19 – FERRARA

MULETTI

DAL N. 100 AL N. 102 DEL CATALOGO LIVE

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

FALLIMENTO N. 13/15 - N. IVG 574

Giudice delegato Dott.ssa Anna Ghedini

Curatore Dott.ssa Elena Tapetto

ASTA

LUNEDÌ 10 LUGLIO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

VISIONE DEI BENI SU APPUNTAMENTO

VIA DEL LAVORO 26/28 FERRARA

ATTREZZATURA FOTOCOPIATORI ECC.

DAL N. 103 AL N. 109 DEL CATALOGO LIVE

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

Liquidazione coatta amministrativa ex art. 2545 “La Carpigiana Service”

IVG N. 627

Commissario Liquidatore Dott. Massimo Sani

Vendita con offerte irrevocabile in busta chiusa e asta palese

avanti il Commissario Liquidatore Dott. Massimo Sani

presso Istituto Vendite Giudiziarie Ferrara via Gulinelli 9

FIAT FIORINO MULTIJET TARGATO EK625VV CIRCA 66006 E ARREDI UFFICIO

DAL N. 110 AL N. 120 DEL CATALOGO LIVE

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

FALLIMENTO N. 7/17 - N. IVG 673

Giudice delegato Dott.ssa Anna Ghedini

Curatore Dott.ssa Chiara Pizzi

ASTA

LUNEDÌ 10 LUGLIO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

VISIONE DEI BENI SU APPUNTAMENTO

BENI IN SANT’AGOSTINO VIA DEL COMMERCIO SNC

ATTREZZATURA CELLE FRIGO ECC.

N. 121 DEL CATALOGO LIVE

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

FALLIMENTO N. 1/17 - N. IVG 661

Giudice delegato Dott.ssa Anna Ghedini

Curatore Avv. Antonio Salzano

ASTA

LUNEDÌ 10 LUGLIO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

VISIONE DEI BENI SU APPUNTAMENTO

via Renata Viganò n.1 Ferrara

ARREDI E ATTREZZATURA PER UFFICIO E MAGAZZINO ELETTRICO

DAL N. 121 AL N. 154 DEL CATALOGO LIVE

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

FALLIMENTO N. 6/17 - N. IVG 671

Giudice delegato Dott.ssa Anna Ghedini

Curatore Avv. Marina Bertelli

ASTA

LUNEDÌ 10 LUGLIO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

PC PRODUCTIVA

N. 155 DEL CATALOGO LIVE

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

EREDITÀ RILASCIATA N. 1272/16 N. IVG 5.350

Giudice Dott. Paolo Sangiuolo

Curatore Avv. Maria Elena Fornasini

ASTA

LUNEDÌ 10 LUGLIO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

VISIONE DEI BENI SU APPUNTAMENTO

Portomaggiore via Mazzini n.7

ARREDI CASA E DIPINTI

N. 156 DEL CATALOGO LIVE

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

EREDITÀ RILASCIATA N. 539/2014 N. IVG 5.348

Giudice Dott. Paolo Sangiuolo

Curatore Avv. Chiara Brentel

ASTA

LUNEDÌ 10 LUGLIO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

VISIONE DEI BENI SU APPUNTAMENTO

Stellata di Bondeno, Via Argine Po n. 145

AUTOVETTURA LANCIA THEMA

N. 157 DEL CATALOGO LIVE

 ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

FALLIMENTO N. 47/16 - N. IVG 667

Giudice delegato Dott.ssa Anna Ghedini

Curatore Avv. Francesco Ballardini

ASTA

LUNEDÌ 10 LUGLIO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

VISIONE DEI BENI SU APPUNTAMENTO

Rivà strada Statale Romea n. 17/A

N. 2 CELLE FRIGO RIVA COLD, ADRIATIC SEA

N. 158 DEL CATALOGO LIVE

 ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

FALLIMENTO N. 76/13 - N. IVG 465

Giudice delegato Dott.ssa Anna Ghedini

Curatore Dott. Claudio Marchetti

ASTA

LUNEDÌ 10 LUGLIO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

TELEFONI E ACCESSORI

N. 159 DEL CATALOGO LIVE

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

FALLIMENTO N. 20/16 IVG 617

Giudice delegato Dott.ssa Anna Ghedini

Curatore Dott.ssa Elisabetta Fini

ASTA

LUNEDÌ 10 LUGLIO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

VISIONE DEI BENI

FERRARA  FRANCOLINO VIA CALZOLAI 362

ATTREZZATURA E ARREDAMENTI NUOVI E USATI

DAL N. 160 AL N. 188 DEL CATALOGO LIVE

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

CONCORDATO N. 1/12 IVG 649

Giudice delegato Dott.ssa Anna Ghedini

Curatore Dott. Ettore Donini

ASTA

LUNEDÌ 10 LUGLIO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

VISIONE DEI BENI SU APPUNTAMENTO

Via 2 Pezzi N. 2 Ferrara

COMPUTER E ARREDI

N. 189 DEL CATALOGO LIVE

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

CONCORDATO PREVENTIVO N. 20/14 N. IVG 615

Giudice delegato Dott.ssa Anna Ghedini

Commissario Giudiziale Avv. Antonio Finessi

Commissario Liquidatore Dott. Gian Luca Soffritti

ASTA

LUNEDÌ 10 LUGLIO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

VISIONE DEI BENI SU APPUNTAMENTO

VIA SALBONE 7 – POGGIO RENATICO

AUTOMEZZI E MACCHINARI PER CONFEZIONARE FRUTTA

DAL N. 190 AL N. 191 DEL CATALOGO LIVE

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

TRIBUNALE DI FIRENZE FALLIMENTO 256/14 IVG 652

Giudice Delegato Dott.ssa Silvia Governatori

Curatore Dott. Massimo Scarafuggi

ASTA

LUNEDÌ 10 LUGLIO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

ACCESSORI E ATTREZZATURA PER LA PESCA

N. 192 DEL CATALOGO LIVE

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

VENDITE COMMISSIONARIE

ASTA

LUNEDÌ 10 LUGLIO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

ARREDI, DIPINTI E GIOIELLI

DAL N. 200 AL N. 304 DEL CATALOGO LIVE


Istituto Vendite Giudiziarie Ferrara importante asta di macchine movimento terra e altro

Il giorno 12 giugno 2017 alle ore 15.00 presso la sala aste dell’IVG di Ferrara in via Gulinelli 9, saranno proposti oltre 400 lotti tra macchine movimento terra, meccanica, automezzi, attrezzatura ecc., su incarico del Tribunale di Ferrara, tra Esecuzioni Giudiziarie, Fallimenti, Concordati ed Eredità, sarà possibile oltre la partecipazione in sala aste per alzata di mano, partecipare on line, presentare offerte scritte o partecipare telefonicamente previo versamento cauzionale sul sito www.astepay.it., tutti i dettagli su www.asteferrara.it 

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

ASTA N. 6/17

LUNEDI’ 12 GIUGNO 2017 ORE 15.00

VIA GULINELLI 9 FERRARA “SALA ASTE”

consigliamo di prendere visione dei beni 

prima di partecipare all’asta

 OLTRE LA PARTECIPAZIONE IN SALA ASTE PER ALZATA DI MANOE’ POSSIBILEPARTECIPARE ON LINEa) registrazione e approvazione sul sito www.i-bidder.com

b) versamento cauzionale e documenti di identità sul sito astepay.it

c)  L’approvazione all’asta è successiva al versamento cauzionale con carta di credito o bonifico del 10% dell’importo del probabile acquisto, versamento minimo € 100,00 e all’inserimento dei documenti di identità richiesti sul nostro sito astepay.it e iscrizione sul sito www.i-bidder.com

PRESENTARE OFFERTE SCRITTE

PARTECIPARE TELEFONICAMENTE

a)  registrazione, inserimento dei documenti di identità e compilazione delle domande sul sito  astepay.it

b)   versamento cauzionale del 10%, con carta di credito o bonifico, per le offerte scritte versamento minimo € 100,00

c)  versamento del 10%, con carta di credito o bonifico dell’importo del probabile acquisto in caso di partecipazione telefonica versamento minimo € 100,00, non si accettano richieste telefoniche per beni inferiori a € 100,00

ESEMPIO VERSAMENTO CAUZIONE: € 200,00, acquisto fino ad un massimo di € 2.000,00 in caso di nessuna aggiudicazione la somma versata sarà restituita entro 24 oreCHIUSURA DELL’ISCRIZIONE ALL’ASTA ON LINE, SCRITTE E TELEFONICHE 30 MINUTI PRIMA DELL’INIZIO DELL’ASTA

IN CASO DI NESSUNA AGGIUDICAZIONE LA SOMMA VERSATA SARÀ RESTITUITA ENTRO 24 ORE

clicca sul numero della procedura per accedere

alle descrizioni, foto e basi d’asta dei lotti di tuo interesse 

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

TERMINE DI RACCOLTA DI OFFERTA CON

ESECUZIONI TRIBUNALE FERRARA SENZA INCANTO

EQUITALIA SERVIZIO RISCOSSIONI FERRARA CON INCANTO

ASTA

LUNEDÌ 12 GIUGNO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

ARREDI, AUTOMEZZI, ATTREZZATURA, ECC.

SECONDI INCANTI E PRIMI INCANTI

DAL N. 1 AL 39 DEL CATALOGO PARTECIPAZIONE LIVE E SEQUENZA ASTA IN “SALA ASTE”

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

FALLIMENTO N. 54/16 IVG 656

Giudice delegato Dott.ssa Anna Ghedini Curatore Dott.ssa Elisabetta Fini

ASTA

LUNEDÌ 12 GIUGNO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

VISIONE DEI BENI SU APPUNTAMENTO

Cento via Ferrarese N. 31

LOTTO UNICO DI ARREDAMENTI CASA

N. 62

DEL CATALOGO PARTECIPAZIONE LIVE E SEQUENZA ASTA IN “SALA ASTE”

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

FALLIMENTO N. 7/17 - N. IVG 673

Giudice delegato Dott.ssa Anna Ghedini Curatore Dott.ssa Chiara Pizzi

ASTA

LUNEDÌ 12 GIUGNO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

VISIONE DEI BENI SU APPUNTAMENTO

Sant’Agostino via del Commercio Snc

Cento via Malagodi 39

ATTREZZATURA PER RISTORAZIONE, MULETTO E AUTOMEZZO

DAL N. 63 AL 88

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

Liquidazione coatta amministrativa ex art. 2545 “La Carpigiana Service”

IVG N. 627

Commissario Liquidatore Dott. Massimo Sani

Vendita con offerte irrevocabile in busta chiusa e asta palese 

avanti il Commissario Liquidatore Dott. Massimo Sani 

presso Istituto Vendite Giudiziarie Ferrara via Gulinelli 9 

ARREDI UFFICIO E FIAT FIORINO

DAL N. 89 AL 99 DEL CATALOGO PARTECIPAZIONE LIVE E SEQUENZA ASTA IN “SALA ASTE”

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

FALLIMENTO N. 1/17 - N. IVG 661

Giudice delegato Dott.ssa Anna Ghedini Curatore Avv. Antonio Salzano

ASTA

LUNEDÌ 12 GIUGNO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

VISIONE DEI BENI

VENERDÌ 9 GIUGNO DALLE ORE 9 ALLE 12.00

LUNEDÌ 12 GIUGNO 2017 ORE DALLE ORE 9 ALL 12.00

via Renata Viganò n.1 Ferrara

MACCHINE MOVIMENTO TERRA, ATTREZZATURA E AUTOMEZZI    

DAL N. 100 AL 258 DEL CATALOGO PARTECIPAZIONE LIVE E SEQUENZA ASTA IN “SALA ASTE”

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

FALLIMENTO N. 6/17 - N. IVG 671

Giudice delegato Dott.ssa Anna Ghedini Curatore Avv. Marina Bertelli

ASTA

LUNEDÌ 12 GIUGNO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

VISIONE DEI BENI

VENERDÌ 9 GIUGNO DALLE ORE 9 ALLE 12.00

LUNEDÌ 12 GIUGNO 2017 ORE DALLE ORE 9 ALL 12.00

MACCHINE MOVIMENTO TERRA, ATTREZZATURA E AUTOMEZZI   

DAL N. 259 AL 291 DEL CATALOGO PARTECIPAZIONE LIVE E SEQUENZA ASTA IN “SALA ASTE”

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

FALLIMENTO N. 8/2017 IVG N. 672

Giudice Delegato Dott.ssa Anna Ghedini Curatore Fallimentare Francesco Ruvioli

ASTA

LUNEDÌ 12 GIUGNO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

VISIONE DEI BENI SU APPUNTAMENTO

LIDO DEGLI ESTENSI  Viale Giosuè Carducci, n.136

ARREDAMENTO PER NEGOZIO, PLOTTER E PRESSA, LOTTO DI ABBIGLIAMENTO

DAL N. 292 AL 294 DEL CATALOGO PARTECIPAZIONE LIVE E SEQUENZA ASTA IN “SALA ASTE”

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

FALLIMENTO N. 40/15 - N. IVG 581

Giudice delegato Dott.ssa Anna Ghedini Curatore Dott. Stefano Raddi

ASTA

LUNEDÌ 12 GIUGNO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

VISIONE DEI BENI SU APPUNTAMENTO

VIA COPERNICO 18 – BONDENO

CARROPONTI E ATTREZZATURA

N. 295 DEL CATALOGO PARTECIPAZIONE LIVE E SEQUENZA ASTA IN “SALA ASTE”

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

CONCORDATO PREVENTIVO OMP N. IVG 551

Giudice delegato Dott.ssa Anna Ghedini

Commissario Giudiziale Dott.ssa Eleonora Permunian

Commissario Liquidatore Rag. Paolo Ferrari

ASTA

LUNEDÌ 12 GIUGNO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

VISIONE DEI BENI

VENERDÌ 12 GIUGNO 2017 DALLE ORE 10.30 ALLE 12.30

VIA VESPUCCI 44 FERRARA

TORNI A BARRA, ATTREZZATURA MECCANICA E ARREDI UFFICIO   

DAL N. 296 AL 374 DEL CATALOGO PARTECIPAZIONE LIVE E SEQUENZA ASTA IN “SALA ASTE”

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

FALLIMENTO N. 59/2016 IVG N. 659

Giudice Delegato Dott.ssa Anna Ghedini Curatore Fallimentare Dott. Enrico Baraldi

ASTA

LUNEDÌ 12 GIUGNO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

VISIONE DEI BENI SU APPUNTAMENTO

ATTREZZATURA

N. 375 DEL CATALOGO PARTECIPAZIONE LIVE E SEQUENZA ASTA IN “SALA ASTE”

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

EREDITÀ RILASCIATA N. 1272/16 N. IVG 5.350

Giudice Dott. Paolo Sangiuolo Curatore Avv. Maria Elena Fornasini

ASTA

LUNEDÌ 12 GIUGNO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

VISIONE DEI BENI SU APPUNTAMENTO

Portomaggiore via Mazzini n.7

ARREDI CASA

N. 376 DEL CATALOGO PARTECIPAZIONE LIVE E SEQUENZA ASTA IN “SALA ASTE

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

EREDITÀ RILASCIATA N. 539/2014 N. IVG 5.348

Giudice Dott. Paolo Sangiuolo  Curatore Avv. Chiara Brentel

ASTA

LUNEDÌ 12 GIUGNO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

VISIONE DEI BENI SU APPUNTAMENTO

Stellata di Bondeno, Via Argine Po n. 145

AUTOVETTURA

N. 377 DEL CATALOGO PARTECIPAZIONE LIVE E SEQUENZA ASTA IN “SALA ASTE”

 ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

FALLIMENTO N. 47/16 - N. IVG 667

Giudice delegato Dott.ssa Anna Ghedini Curatore Avv. Francesco Ballardini

ASTA

LUNEDÌ 12 GIUGNO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

VISIONE DEI BENI SU APPUNTAMENTO

Rivà strada Statale Romea n. 17/A

N. 2 CELLE FRIGO

N. 378 DEL CATALOGO PARTECIPAZIONE LIVE

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

FALLIMENTO N. 76/13 - N. IVG 465

Giudice delegato Dott.ssa Anna Ghedini Curatore Dott. Claudio Marchetti

ASTA

LUNEDÌ 12 GIUGNO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

TELEFONI E RAC

N. 379 DEL CATALOGO PARTECIPAZIONE LIVE E SEQUENZA ASTA

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

CONCORDATO N. 3/15 IVG 604

Giudice Delegato Dott.ssa Anna Ghedini

Commissario Giudiziale Avv. Dino Ricchieri  

Liquidatore Giudiziale Dott. Alessandro Monteleone

ASTA

LUNEDÌ 12 GIUGNO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

VISIONE DEI BENI

PRESSO OFFICINA KFZ-KLINIK ANDERNACH
HANS-JULIUS-AHLMANNSTR. 11 & 11A
ANDERNACH GERMANIA TEL. +492632-958837

AUTOVETTURA LIMOUSINE LINCOLN

MATR. ILNLM81W5PY664742, ANNO 1993 € 500,00

N. 380 DEL CATALOGO PARTECIPAZIONE LIVE E SEQUENZA ASTA IN “SALA ASTE”

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

FALLIMENTO N. 20/16 IVG 617

Giudice delegato Dott.ssa Anna Ghedini Curatore Dott.ssa Elisabetta Fini

ASTA

LUNEDÌ 12 GIUGNO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

VISIONE DEI BENI

FERRARA  FRANCOLINO VIA CALZOLAI 362

ATTREZZATURA E ARREDAMENTI NUOVI E USATI

DAL N. 381 AL 412 DEL CATALOGO PARTECIPAZIONE LIVE E SEQUENZA ASTA IN “SALA ASTE”

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

CONCORDATO N. 1/12 IVG 649

Giudice delegato Dott.ssa Anna Ghedini Curatore Dott. Ettore Donini

ASTA

LUNEDÌ 12 GIUGNO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

VISIONE DEI BENI SU APPUNTAMENTO

Via 2 Pezzi N. 2 Ferrara

COMPUTER E ARREDI

N. 413 DEL CATALOGO PARTECIPAZIONE LIVE E SEQUENZA ASTA IN “SALA ASTE”

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

CONCORDATO PREVENTIVO N. 20/14 N. IVG 615

Giudice delegato Dott.ssa Anna Ghedini

Commissario Giudiziale Avv. Antonio Finessi Commissario Liquidatore Dott. Gian Luca Soffritti

ASTA

LUNEDÌ 12 GIUGNO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

VISIONE DEI BENI SU APPUNTAMENTO

VIA SALBONE 7 – POGGIO RENATICO

AUTOMEZZI E MACCHINARI PER CONFEZIONARE FRUTTA 

DAL N. 414 AL 415 DEL CATALOGO PARTECIPAZIONE LIVE E SEQUENZA ASTA IN “SALA ASTE”

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

TRIBUNALE DI FIRENZE FALLIMENTO 256/14 IVG 652

Giudice Delegato Dott.ssa Silvia Governatori Curatore Dott. Massimo Scarafuggi

ASTA

LUNEDÌ 12 GIUGNO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

ACCESSORI E ATTREZZATURA PER LA PESCA

N. 416 DEL CATALOGO PARTECIPAZIONE LIVE E SEQUENZA ASTA IN “SALA ASTE”

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CATALOGO


CHIERI UNA SCUOLA dal LABORATORIO di via Avezzana, a ILQUADRATO.2

ILQUADRATO.2 di Chieri (TO) presenterà quindici artisti incisori alla Galleria Arianna Sartori di Mantova in via Ippolito Nievo 10. La rassegna, curata da Anna Russo, si inaugurerà sabato 3 giugno alle ore 17.30 alla presenza degli artisti: Bruno Cantino di Reino, Ada Castelli, Gian Franco Civitico, Margherita Cravero, Luciana Francone, Silvana Granero, Luca Impinto, Dora Paiano, Giorgio Parena, Mariella Pelissero, Maria Rosaria Perrella, Carla Siccardi, Maurizio Sicchiero, Salvatore Simone, Giuliana Tucci e con presentazione della curatrice.

La mostra “CHIERI UNA SCUOLA dal LABORATORIO di via Avezzana, a ILQUADRATO.2” resterà aperta al pubblico fino al prossimo 22 giugno 2017. 

ARIANNA  SARTORI

ARTE & OBJECT DESIGN

Via Ippolito Nievo, 10 – 46100 MANTOVA – Tel. 0376.324260 – info@ariannasartori.191.it 

CHIERI UNA SCUOLA dal LABORATORIO di via Avezzana, a ILQUADRATO 2 

3 – 22 giugno 2017 

Nome della Galleria: Galleria “Arianna Sartori”

Indirizzo: Mantova – via Ippolito Nievo 10 – tel. 0376.324260

Titolo della mostra: “Chieri una Scuola, dal Laboratorio di via Avezzana, a ILQUADRATO.2”

Artisti:    Bruno Cantino di Reino, Ada Castelli, Gian Franco Civitico, Margherita Cravero,

Luciana Francone, Silvana Granero, Luca Impinto, Dora Paiano, Giorgio Parena,

Mariella Pelissero, Maria Rosaria Perrella, Carla Siccardi, Maurizio Sicchiero,

Salvatore Simone, Giuliana Tucci 

Date: dal 3 al 22 giugno 2017

Inaugurazione: Sabato 3 giugno, ore 17.30. Saranno presenti gli artisti

Mostra e presentazione a cura: Anna Rosso

Orario di apertura:       dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 16.00-19.30.

Chiuso Domenica e festivi 

“Gocce d’aria” Olii su tela di Patrizia Masserini

Ritorna a Mantova l’artista bergamasca Patrizia Masserini con la personale “Gocce d’aria”, olii su tela. La mostra si inaugurerà Sabato 13 maggio alle ore 17.30 alla presenza dell’artista. La personale resterà aperta al pubblico fino al prossimo 25 maggio 2017.

PATRIZIA MASSERINI nasce a Gazzaniga (Bg). Non ancora ventenne inizia un’intensa attività espositiva conseguendo importanti premi e consensi di pubblico e critica. In particolare: 1° Premio Concorso nazionale di Trieste, 1982; premio acquisto Rassegna nazionale Santhià, 1985, 1986 e 1995; selezionata nel 2°, 3°, 4° Premio Murano 1987, 1989, 1991; premio acquisto 1° Rassegna d’arte siciliana, Vittoria (Ragusa) 1994; selezionata al Premio Ravenna 1994; invitata al Premio Lissone 1999. 

Le sue opere sono in numerose collezioni private e in spazi pubblici, tra i quali: Istituto di Ricerca Negri, Bergamo; Volksuniversiteit, Rotterdam; Staats Universitatsbibliothek, Amburgo; reparto d’Ostetricia, Ospedali Riuniti, Bergamo.

Insegna pittura alla Scuola d’Arte A. Fantoni di Bergamo per undici anni, dal 1982 al 1993, per poi dedicarsi esclusivamente all’attività professionale.

Nel 1982 per il Comune di Dossena realizza una grande pittura murale e ha occasione di lavorare con alcuni affermati artisti bergamaschi (Scarpanti, Sirtoli, Nicoli, Lizioli, Longaretti, Mazzoleni). Segue, nello stesso anno, la creazione di un’altra opera murale a Villa di Serio. In questo periodo si dedica anche all’incisione calcografica sperimentando le tecniche dell’acquaforte e dell’acquatinta.

Nel 1985 l’architetto Don Pino Gusmini fa incontrare Patrizia Masserini con il “frate-poeta” David Maria Turoldo. A quest’incontro segue l’opera Parola e Immagine una cartella di poesie e grafiche che ben rappresentano il pensiero del “poeta” “tradotto” dalla Masserini in immagini cariche di pathos interiore. La pubblicazione è presentata presso la ProVertova nel 1986 a cura dello stesso Turoldo, relatori Lino Lazzari e Pino Gusmini; successivamente a Trento, presso il Centro di cultura “A. Rosmini”.

Nel 1987 viene realizzato un catalogo monografico sull’opera della pittrice con la presentazione di Carlo Franza dal titolo: L’apparenza del simbolo nella pittura di Patrizia Masserini. 

Interessante in questi anni l’esperienza di progettazione per il vetro.

Viene selezionata e invitata a partecipare al Premio Murano a Venezia, dove è presente, nelle edizioni 1987, 1989, 1991, all’Ateneo S. Basso in Piazza S. Marco nelle esposizioni dei progetti e relative realizzazioni dei maestri vetrai  con artisti del calibro di Licata, Nespolo, Mainolfi, Pozzati, Celiberti, Alinari, Benetton (1987), Strazza, Tadini, Accardi, Bodini, Del Pezzo, Nativi, (1989) Zigaina, Carmi, Dadamaino, Soffiantino, Plessi, Raciti, Della Torre (1991).

Negli anni ’90 si susseguono le presenze della Masserini in mostre e in fiere d’arte che culminano con una mostra antologica presso il Centro S. Bartolomeo di Bergamo (1991) e la partecipazione a Lineart, Gand (Belgio), ad Etruria Arte, ad Arte Fiera Padova; a Contemporanea, Forlì; ad Arte Fiera Brescia-Montichiari e Vicenza Arte.

Con David Maria Turoldo viene realizzata nel 1991 una nuova cartella di poesie ed immagini, ma la malattia che mina la forte fibra del “frate-poeta” non ne permette la pubblicazione in quell’anno, e il 6 febbraio 1992 si spegne. L’opera editoriale Uomo del mio tempo viene pubblicata nell’autunno 1992 come omaggio al poeta Turoldo e coincide con una mostra che s’inaugura a Bergamo.

Nel 1993 presenta a Bergamo la mostra Paesaggi improbabili con il patrocinio dell’Assessorato Territorio e ambiente della Provincia. Prosegue l’attività espositiva; Bruno Missieri la invita ad esporre a Piacenza; in seguito sono numerose le presenze in diverse realtà come la grande mostra personale alla Torre Capitolare di Porto Venere o la mostra a Bergamo Intorno alla figura (con Bonetti, Bonfanti, Defendi e Visinoni). Con la presentazione di Tiziana Tiraboschi viene realizzato nel 1997 un servizio televisivo di Bergamo TV sulla pittura di Patrizia Masserini in occasione della mostra Humanitas. 

Nel 1999 riceve il 1° Premio acquisto dal Comune di Vertova nella XXVIII Rassegna di pittura La bellezza che salva – omaggio a Giovanni Paolo II - patrocinata dal Pontificio Consiglio della Cultura.

Negli ultimi anni l’attività pittorica prosegue costantemente; segnaliamo in particolare le mostre organizzate presso la Galleria Sansoni di Pavia; la Galleria Elga Wicher di Wuppertal (Germania); la Trimarchi Gallery di Jonesboro, Arkansas (USA); Art Choices gallery (Olanda); la Galleria Della Pina Arte contemporanea di Pietrasanta; la Galleria Cappelletti e lo Spazio Bocca in Galleria Vittorio Emanuele a Milano; il Museo della Basilica di Clusone (La nave dei folli a cura di Domenico Montalto con testi di Emanuele Severino ed Umberto Galimberti); Verdello (Artisti della realtà con Ferroni, Bertoni, Bonetti, Bonfanti, Defendi, Previtali, Severino, Visinoni); la Franco Senesi Fine Art Gallery di Positano e Capri, la Casa Museo Sartori di Castel d’Ario (nel 2013 Artisti per Nuvolari a cura di Arianna Sartori con testo di Maria Gabriella Savoia; nel 2014 Donna fonte ispiratrice d’arte a cura di A. Sartori con testo di M.G. Savoia e Artisti per Nuvolari 2014 a cura di A. Sartori con testo di M. G. Savoia, nel 2015 L’arte italiana dalla terra alla tavola a cura di A. Sartori con testo di M.G. Savoia e Artisti per Nuvolari 2015 a cura di A. Sartori con testo di M. G. Savoia, nel 2016 50anni d’Arte in Lombardia a cura di A. Sartori con testo di M.G. Savoia e nel 2017 L’Arlecchino Tristano Martinelli – la Commedia dell’Arte nell’Arte Contemporanea a cura di A. Sartori con testo di M.G. Savoia), Paviart a Pavia, Galleria Unique di Torino e Art Fair Strasburgo e nel 2015 Art Innsbruck. 

Sull’opera di Patrizia Masserini
PERCORSI

di Elena Esposito 

È arduo riassumere in poche pagine il percorso di una pittrice che si può considerare fra le più interessanti personalità dell’attuale pittura figurativa, quando per “pittura figurativa” si intenda una ricerca autentica sull’immagine e sul linguaggio pittorico e non una mera superficiale trasposizione di iconografie mutuate da altri media, o dalle mode visuali di turno, come oggi spesso accade[1]. Con queste parole Domenico Montalto sintetizza la cospicua produzione dell’artista bergamasca, che da molti anni rappresenta un’alternativa intelligente al gusto dilagante di espressioni artistiche indecifrabili poiché vuote di significato. Al contrario, Patrizia Masserini mette al centro del suo lavoro le grandi tematiche che opprimono la società, le accuse alle odierne violenze, le denunce di ciò che emargina[2], affrontate senza la presunzione di dare giudizi inopinabili, ma come analisi personale della condizione umana nella quale tutti possiamo riconoscerci.

La Masserini, sempre fedele alla sua ricerca e al suo modo di dipingere, ma nello stesso tempo sempre nuova e in evoluzione, ha dedicato gran parte della sua vita allo studio e alla disciplina dell’arte, mantenendo un linguaggio personale. L’artista di Gazzaniga, con mezzi espressivi raffinatissimi e oggi di raro riscontro per qualità, lavora infatti su una sottile sutura, unendo – con una cifra stilistica riconoscibile, di assoluta novità ma anche formata sulla lezione del passato – mondi e retaggi apparentemente distanti e inconciliabili: unendo cioè il versante “esistenziale” della pittura figurativa della prima metà del XX secolo – quel filone dell’angoscia, della crisi e del disagio antropologico che da Hopper giunge a Giacometti e quindi a Bacon e al Realismo Esistenziale italiano del Dopoguerra – all’interesse contemporaneo per le visioni urbane, per le iconografie di riporto dai codici visuali e virtuali dei mass media, delle riviste patinate, della moda, della pubblicità, della fotografia, della televisione, del cinema, del videoclip[3].

In occasione della pubblicazione del catalogo Patrizia Masserini per il ventennale di attività dell’artista bergamasca, Cristiana de Leidi ha tracciato un quadro esauriente degli studi e delle analisi di illustri critici ed esperti d’arte, da cui emerge il ritratto di un’artista sempre mossa da una ricerca introspettiva e impossibile da relegare in un cliché: La Masserini non può essere inquadrata rigidamente in una particolare corrente artistica, anche perché, essendo una personalità profondamente riflessiva, si colloca nel campo della ricerca continua, che la conduce a evolversi progressivamente modificando tecniche e forme espressive[4].

L’agitazione interiore che caratterizza i personaggi sapientemente raffigurati è fortemente percepita dallo spettatore, il quale di fronte alle sue opere comprende che la progettualità creativa della Masserini nasce da una sensibilità inquieta, nervosa, in continua tensione, presa nel fascino di un espressionismo che, figurativo o no, propone una penetrante indagine nella realtà da cui astrae il simbolo, di accensioni quasi sempre tese e drammatiche[5].

È un’arte complessa, forte nel suo marchio stilistico ed intensa nei contenuti; un’arte che non lascia indifferenti, induce ad un giudizio, positivo o negativo che sia, che scuote l’anima e porta a interrogarsi su temi importanti, affrontati sempre con serietà e scrupolo, come ha ben sottolineato il maestro bergamasco Trento Longaretti nella sua lettera-prefazione al catalogo Patrizia Masserini: Le dirò che non mi è facile “dire” della Sua pittura, trovare le parole appropriate per definire idee e sensazioni, la Sua è una pittura complessa; non è la “bella pittura” fine a se stessa, il frammento, la macchia, il segno, la geometria o l’informale, ma mi pare vada oltre, alla ricerca di qualcosa di più profondo, dove la pittura è il mezzo e l’arrivo è più lontano, più nascosto, un messaggio quasi cifrato[6]. Lo stesso Longaretti, nelle sue considerazioni, evidenzia quello che secondo lui è il punto focale della ricerca nell’arte di Patrizia Masserini: la Sua pittura è costantemente dedicata alla figura umana, anzi, alla figura della donna immersa in un mondo irreale, senza riferimenti realistici. […] Credo che un elemento comune leghi il Suo operare al mio, anche se lontani sono il linguaggio e i modi, ed è l’elemento “uomo”, “noi”, con tutto ciò che di bene e di male ci forma e trasforma[7].

Proprio la figura umana è il soggetto prediletto da Patrizia Masserini, presente fin dalle prime sue opere e inesauribile oggetto di interesse; uomini e donne spesso accomunati da un fascino androgino, seducenti nell’intensità delle fattezze, remoti anche se colti in primo piano, perennemente protesi verso un altrove ambìto e temuto: questo il nucleo di una ricerca introspettiva prima ancora che pittorica, nata da un bisogno personale d’indagine sul senso intimo delle cose e dell’essere[8], come scrive la giornalista Stefania Burnelli. Ma non solo. La rappresentazione dell’uomo diventa il veicolo ideale per esprimere il disagio sociale e le problematiche attuali, attraverso un’arte che non si limita a trasportare sulla tela corpi ben disegnati, ma che si traduce in figure inquiete, tormentate e angosciate dalla difficoltà di comunicare con l’altro. Da qui uno stile che rifugge da un estetismo facile e sereno, poiché oggi nell’arte si rispecchia “la morte di Dio” ossia ciò che per lo stesso Nietzsche ha un carattere tragico. In questo senso si può dire che l’arte del nostro tempo esprima la follia di chi è rimasto privo di Dio. Conseguenza della morte di Dio è la morte del Bello, cioè del modo in cui l’arte dona all’uomo la salvezza. L’arte astratta, l’atonalismo musicale, il rifiuto del “testo” hanno in comune la distruzione del modello salvifico[9].

Anche se, come sostiene Romano A. Fiocchi, l’uomo della Masserini […] non ha volto: rifiuta un’identità e si rifiuta persino di esprimere qualcosa, sofferenza o gaudio che sia[10], pare però evidente che l’attenzione dell’artista privilegi l’universo femminile, forse meglio conosciuto e più congeniale alla stessa, forse più complesso e dal quale è facile prendere spunti per analizzare tensioni o perché rappresenta per la Masserini la figurazione ideale, fisiologicamente e psicologicamente predisposta ad incarnare il malessere interiore, il disagio di vivere, il senso di abbandono, lo spleen tanto ben descritto da Baudelaire[11].

Le parole dell’artista stessa, estrapolate da un’intervista rilasciata ad Elisabetta Calcaterra, riassumono e concentrano in poche righe ciò che la sua arte racchiude: Io presento la realtà quotidiana in una dimensione non trascendente bensì trascendentale: non la traduco in chiave divina ma umana. Il travaglio dell’esistenza scorre nel moto continuo delle figure, nelle anatomie scavate e sfuggenti, nella quotidianità dei paesaggi urbani. L’uomo vive nella vana ricerca di una meta indefinibile: l’ansia lo logora, l’angoscia lo consuma nel corpo e nell’anima[12]. Tele interrotte da linee improvvise tracciate su un volto o su un paesaggio, impregnate di colori azzardati e di movimenti improvvisi o trattenuti, dove l’ampia gamma cromatica è originale, provocatrice a volte insolente con mistificanti gialli, verdi sfacciati, sepolcrali violetti, tonalità di lilla e di malva, il ventaglio dei rossi, azzurri guizzanti e deliranti oltremare, determinando stranianti impressioni di vuoto e silenzio, eleganti pienezze di corpi, bagliori in fuga, deflagranti tramonti, inserendo invenzioni di effetto con segmenti roventi, graffi di luce, tracce di lucciole, scie di lapilli e impazzite faville[13].

Immergendosi nella visione dei lavori della pittrice ci si addentra in un’analisi intima, personale, sicuramente sofferta, dove la donna-artista si interroga, si pone davanti al mondo, si mette in gioco raccontandosi nei suoi personaggi e denunciando la difficoltà del vivere quotidiano, la distanza e la solitudine dell’uomo nella società moderna. Il messaggio è espresso da un linguaggio e da una forma sempre più personali, che completano e amplificano il contenuto. Se da un lato sembra scavalcare completamente la lezione cromatica degli Impressionisti e dei loro successori, dall’altro esalta la plasticità dei corpi, la carica vitale che posseggono, la fisicità stessa. Una vitalità che arriva alla torsione, alla deformazione fisiologica della materia. Ma qui le distorsioni della figura diventano metamorfosi tecnologiche che esprimono angosciosamente la condizione dell’uomo moderno[14].

La sua espressività traduce in modo esemplare, nel mondo della pittura contemporanea e in particolare bergamasca, sia l’inquietudine, sia la frenesia e i ritmi sempre più pressanti a cui siamo giornalmente sottoposti, il tutto accentuato da un’attenzione alle nuove forme di comunicazione ed espressione, come la televisione e la fotografia. La rivoluzione recente dell’artista lombarda sta nell’aver tramutato il quadro in piano-sequenza, in un’inquadratura cinematografica da film, che scorre. Non si tratta più di una visione fissa, di un racconto in una sola immagine, dove il movimento è suggerito da accorgimenti tecnici: le tele sono ora schermo su cui scorrono i fotogrammi di una pellicola, e ogni scena è ripresa e mostrata in soggettiva. In soggettiva, ovvero come se lo spettatore fosse uno dei personaggi della sequenza e l’occhio della telecamera coincidesse col suo[15].

L’osservatore non è solamente uno spettatore passivo, ma diviene il protagonista dei quadri della Masserini, egli stesso attore coinvolto dal movimento, dall’introspezione che i personaggi ci trasmettono, da un modo di raffigurare la scena estremamente moderno, come sintetizza al meglio Maurizio Sciaccaluga: La stupefacente novità di questi dipinti è nello spostare il movimento dalla scena all’osservatore…Non sono le macchine a lasciare la scia dei fari, non sono i raggi a colpire diversamente, col salire in cielo del sole, le arie dell’atmosfera. È lo spettatore che si muove, che si avvicina o si allontana dalla scena. E, cambiando il suo punto di vista, vede cambiare l’illuminazione del frame, il riflesso della situazione[16].

Anche Ennio Concarotti percepisce che di fronte alle sue composizioni si compone uno strano avvertimento di qualcosa di estremamente realistico e fotografico che si sfalda, si disintegra, rinuncia ad una sua obiettiva plasticità per trasformarsi in pura vibrazione psicologica e spirituale che non soltanto annulla ma contesta quella dimensione di impatto figurativo[17], ribadendo nuovamente che l’artista non ignora i nuovi mezzi di comunicazione, ma li utilizza per accentuare maggiormente il senso di irrequietezza, in una ricerca che tocca anche la sfera mistica.

Infatti, la componente spirituale è inscindibile dalle opere della pittrice, come evidenziano tutti i critici che si sono confrontati con il lavoro dell’artista. Questo aspetto si accentua dopo l’incontro avvenuto nel 1986 tra una giovane Patrizia Masserini e il frate-poeta David Maria Turoldo. La collaborazione nata tra i due si concretizza nella pubblicazione “Parola e immagine”, una traduzione delle poesie di padre Turoldo in immagini grafiche cariche di pathos. Un’analisi che la pittrice conduce dell’angoscia dell’uomo, dei suoi tormenti e assilli quotidiani, ma che lascia intravedere anche uno spiraglio di speranza, dettato dal confronto con il poeta, anch’egli impegnato nella descrizione dell’essere umano e nell’analisi delle sue cadute e redenzioni.

E Patrizia Masserini sembra trasmettere e interpretare nelle sue tele la profondità delle parole che padre Turoldo le dedicò in una lettera scritta dopo il loro primo incontro: Creature, voi non siete che involucri di divine sillabe…È tutta qui l’essenza dell’arte: saper cogliere la realtà dell’Immaginato, del Fascinoso. Perché la realtà dell’immagine è tutta in ciò che rappresenta, appunto nell’immaginato. Ma come superare la barriera delle forme, la ringhiera dei simboli, far cogliere ciò che non ha forma, esprimerne l’Informe e dire l’Indicibile? È questa la divina fatica dell’arte, e il suo rischio. Perciò, dopo, non c’è che il silenzio…[18]

Un seme gettato lungo il cammino spirituale intrapreso dalla pittrice, che segna inevitabilmente anche il suo futuro percorso artistico, e di cui scrisse anche Sem Galimberti in occasione della mostra “Uomo del mio tempo”, seguita alla pubblicazione dell’omonima cartella di poesie di Turoldo e immagini della Masserini nel 1993: Patrizia Masserini si è misurata con le sollecitazioni del testo utilizzando e raffinando le sue tecniche già collaudate; non si tratta di illustrazioni ma di interpretazioni che nascono prima di tutto dal sentire personale. La parola poetica dà spessore di contenuto, traccia dei confini all’indagine ma non ne esaurisce la portata espressiva. L’operazione artistica si configura come un ciclo, come una serie in sequenza che vede nella germinazione il suo inizio e nella sublimazione la sua fine. […] Uno sforzo interpretativo meditato e riuscito, quello della Masserini. Una corposa testimonianza, aspra, vitale e mistica, il poemetto di Turoldo [19].

La figura umana non è però l’unico soggetto presente nelle sue opere. Il paesaggio, infatti, nel corso degli anni acquista sempre più spazio e dignità nella produzione dell’artista. Desta interesse la posizione centrale che Patrizia Masserini riserva allo spazio fisico nelle sue ultime opere, quasi la sua ricerca personale si sia allargata al mondo “fuori”. L’ambientazione in cui si inseriscono i soggetti dei suoi primi quadri è asettico, quasi assente od “obbligato” per la costruzione della scena; col tempo anche il paesaggio, sia metropolitano o naturalistico, diventa un soggetto autonomo fino a essere il protagonista assoluto del dipinto. Non si tratta di paesaggi ameni e tranquilli o di semplice trasposizione della realtà, bensì di una lettura inconsueta del paesaggio. È l’operazione di Patrizia Masserini […] che si è sempre misurata con i temi fondamentali della pittura del nostro secolo. Non si tratta di visioni bucoliche che rasserenano lo spirito: i tagli, le striature, le cancellazioni, le graffiature in primo piano o in dissolvenza si caricano di significati simbolici e si legano indissolubilmente alle tematiche ambientali[20].

Non più contenitori vuoti per sottolineare la solitudine dell’uomo. La figura, inserita in spazi aperti, lotta per trovare un suo posto, può esprimersi con movimenti del corpo più liberi e liberatori.  Ma dopo aver fatto per lungo tempo della figura il fulcro della propria riflessione intellettuale, la pittrice ha ora appuntato la propria attenzione sul paesaggio […] Strade, campagne, periferie e metropoli vi appaiono infatti come luogo antropologico di una civiltà alienata: la stessa per intenderci che domina i suoi personaggi. Da qui le prospettive inquietanti che caratterizzano questa produzione […] Natura e scorci urbani non interpretati come pausa di tranquilla contemplazione, bensì proiezioni di uno squilibrato rapporto fra l’uomo e i propri simili colto attraverso l’ambiente che egli ha costruito[21].

Il paesaggio, come i suoi personaggi, è percorso dal movimento e non scaturisce dall’occhio, o meglio: non scaturisce solo dall’occhio, perché Masserini non vuole trascrivere la realtà, ma interpretarla; è la sua facilità esecutiva, retaggio inevitabile di una grande abilità, a fuorviare spesso il giudizio. […] Per Masserini il paesaggio è la misura della vita, con le sue contraddizioni, ma è anche l’esperienza più sognata, più fantastica, quella che apre alla fantasia la misura di uno spazio dove l’animo può arricchirsi di stimoli e addentrarsi senza timore[22].

Nelle opere più recenti di Patrizia Masserini si evince un’evoluzione formale e contenutistica caratterizzata dalla fusione tra figura e paesaggio. Ripercorrendo l’itinerario critico delle sue opere, rispetto alla cripticità tipica dei primi quadri, si nota come l’artista ora, pur rimanendo fedele a una tecnica pittorica ben riconoscibile, ha liberato i suoi personaggi ritraendoli in spazi aperti che consentono una maggiore possibilità di azione. Le figure, inserite in contesti sia naturalistici che metropolitani, appaiono meno estraniate dalla realtà e ripiegate dolorosamente su se stesse; dallo spazio circostante esse assorbono un’energia che, interiorizzata, si sprigiona attraverso i movimenti, i colori e le sfumature.

Il paesaggio, ora, sembra non essere più un cammino “alternativo”, “altro” rispetto alla figura umana, ma entrambi gli elementi si compenetrano, come se avessero proseguito per decenni su strade parallele, con la loro difficoltà di emergere e farsi capire, con un loro percorso artistico, coloristico, spirituale, di profonda ricerca. E ora l’uomo e il paesaggio finalmente si fondono: la loro singolarità li ha resi forti, indipendenti ma incompleti, tanto da avere bisogno ora l’uno dell’altro per potersi esprimere al meglio. Il paesaggio ha impresso una nuova vitalità e libertà alla figura umana. Personaggi che si aprono al mondo, alla natura, che sembrano urlare, chiudersi, aprirsi, muoversi freneticamente, correre. Un movimento e una potenza che esprimono in modo nuovo i messaggi che l’artista vuole comunicare attraverso le sue opere.

L’interesse si sposta dall’analisi formale e stilistica della raffigurazione all’essenza dei personaggi e dei paesaggi, dalla forma al contenuto, anche grazie a una ormai consolidata tecnica che ha le sue basi nella conoscenza e nel confronto con l’arte del passato e del presente. Come asserisce Montalto, fosse nata nel ‘500, la Masserini si sarebbe senz’altro insediata in quel filone di “rinascimento umbratile” che Longhi vedeva germogliare nel solco lottesco; una cultura pittorica dove la norma del bello, la nozione della perfezione appare contaminata, anche se non ancora corrotta, dall’ombra insidiosa dell’anima moderna, dalle ansie della psyché. […]: scenari urbani in cui vediamo, fuggenti e sfuggenti, misteriose figure di uomini e di donne che trascorrono come rapide comparse davanti ai nostri occhi, ibridando in una cifra iconica totalmente nuova le suggestioni desunte dai vari media del nostro tempo[23].

Infatti l’artista, perfezionata la sua capacità tecnica e interiorizzati gli insegnamenti dei maestri dell’arte, ha elaborato una linea espressiva molto personale che rende inconfondibili le sue tele. Una pennellata sapiente e ben distesa, interrotta ma non disturbata da graffi decisi; l’utilizzo di colori accesi, violentemente accostati;  personaggi isolati o solitari in mezzo alla gente; paesaggi urbani percorsi dalla velocità, dalla modernità e dalla tecnologia, ma anche i luoghi solitari dove l’uomo può ascoltarsi e sentire in silenzio l’urlo della propria anima. Tutto questo e molti di più, nel corso degli ultimi trent’anni, Patrizia Masserini ha racchiuso nelle sue opere: sentimenti, perplessità, dolori, ma anche speranza e ricerca di un riscatto per il genere umano.

Le opere dimostrano il desiderio dell’artista di non ripiegarsi nell’interiorità della propria arte, ma di confrontarsi con altri autori contemporanei. Un esempio è il tema inquietante della follia discusso e ripreso da letterati, artisti, filosofi nei diversi periodi storici, e principio ispiratore della mostra in cui importanti pittori e scultori, tra cui Patrizia Masserini, hanno dato un significativo contributo artistico, attraverso la propria visione e capacità di espressione. Da questa esperienza è emerso che noi viviamo nell’era della tecnica, che è la forma più alta di razionalità, cioè nell’iper-razionalità: gli uomini sono ridotti a funzionari di apparati, che devono agire come il computer che tengono davanti a sé. […]. Ebbene, in questo contesto culturale l’arte, che vorrebbe essere il contrappunto della ratio tecnica, trova necessariamente un’attrazione per l’antagonista della razionalità, che è appunto la follìa[24].

La pittrice si mette a nudo attraverso le sue opere, i suoi personaggi, il modo di vedere e sentire: non i riflettori, ma un costante e serio lavoro interessa a Patrizia Masserini. In una società dove tutto è in piazza, dove le parole si sprecano e scivolano, dove i ruoli dei sessi sembrano sempre più confusi e in conflitto, l’artista si racconta con poche parole, attraverso una creatività che privilegia l’essere all’apparire nelle sue silenziose figure, le quali esprimono ciò che viene dal profondo, gridando senza clamore. Infatti, i nudi femminili nelle opere dell’artista non sono mai semplici manichini in posa, mai scontati né messi in mostra per il solo piacere visivo, bensì sono caratterizzati da una fisicità dalla quale traspare un’interiorità spesso angosciante, irrequieta e turbolenta, quale rappresentazione della realtà attuale.

Nello stesso modo, anche i paesaggi sono scelti come metafore di significati più reconditi. La rappresentazione naturalistica, luogo familiare all’artista, richiama ad esempio la maestosità, la fatica, la perseveranza di continuare un cammino per arrivare alla cima, alla meta. Nel percorso degli ultimi decenni lo spazio raffigurato nelle opere di Patrizia Masserini era soprattutto un anonimo scenario metropolitano che omologa serialmente, ad ogni latitudine, un po’ tutti i luoghi del nostro presente. Una dimensione di spaesamento universale nella quale le malinconiche figure della Masserini, in massima parte di giovani donne, sembrano però cercare una propria intimità, un proprio spazio fisico, una ragione individuale dell’essere al mondo[25]. A questo punto, invece, anche i paesaggi diventano spunto di una ricerca intima e profonda, lontani dalle tensioni e dalle teatralità dell’ambiente urbano. Questa nuova dimensione dello spazio aiuta la figura a recuperare un senso di libertà, a riscoprirsi e ad immergersi in un’atmosfera più cosmica.

Quello scenario, che era un mezzo per isolare ancora di più le figure nella loro incomunicabilità esistenziale, diventa ora il luogo ideale per la loro crescita e ricerca personale; quello spazio deformato e deformante…come la dimensione inquieta di un animo, nell’incontro con il fuori di sé[26], si trasforma in un luogo dove stare in ascolto silenzioso, a porsi nuove domande di fronte all’universo, a riscoprire se stessi e a non fuggire la nostra presenza[27].

E intanto il percorso continua…

ARIANNA  SARTORI

ARTE & OBJECT DESIGN

Via Cappello, 17 – 46100 MANTOVA – Tel. 0376.324260 - info@ariannasartori.191.it

 “Gocce d’aria”

Olii su tela di

Patrizia Masserini

13 – 25 maggio 2017 

Nome della Galleria: Galleria “Arianna Sartori”

Indirizzo: Mantova – via Cappello 17 – tel. 0376.324260

Titolo della mostra: “Gocce d’aria” Olii su tela di Patrizia Masserini

Date: dal 13 al 25 maggio 2017

Inaugurazione: Sabato 13 maggio, ore 17.30. Sarà presente l’artista

Mostra a cura: Arianna Sartori

Orario di apertura:          dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30.

Chiuso Domenica e festivi

 

 


[1] Domenico Montalto, Milano Viva, Avvenire, 12 gennaio 2011

[2] Recensione di Luciano Bertacchini andata in onda nel giornale radio regionale del 5 giugno 1984

[3] Domenico Montalto, catalogo Patrizia Masserini – Opere, 2006

[4] Gianni Barachetti, Giornale di Bergamo, 2 febbraio 1999

[5] Enio Concarotti, Libertà, Piacenza, 25 aprile 1996

[6] Trento Longaretti, dalla lettera-prefazione al catalogo Patrizia Masserini, 1999

[7] Trento Longaretti,  cit.

[8] Stefania Burnelli, Pathos e figure dell’anima di Patrizia Masserini

[9] Emanuele Severino, catalogo della mostra La nave dei folli, 2007

[10] Romano A. Fiocchi, Cronache d’Arte

[11] Maria Guerriero, cit.

[12] Elisabetta Calcaterra.

[13] Giovanni Serafini, catalogo Patrizia Masserini, 2005

[14] Romano A. Fiocchi, op. cit.

[15] Maurizio Sciaccaluga, catalogo Patrizia Masserini, 2005

[16] Maurizio Sciaccaluga, cat. cit.

[17] Ennio Concarotti, op. cit.

[18] David Maria Turoldo, lettera inviata a Patrizia Masserini e datata 10 marzo 1986

[19] Sem Galimberti Bergamo 15 – n. 2 – 31 gennaio 1993

[20] Sem Galimberti, Bergamo 15 – n. 23 – 30 dicembre 1993

[21] Elisa Motta

[22] Mauro Corradini, catalogo Patrizia Masserini, 1999

[23] Domenico Montalto, catalogo della mostra “Artisti della realtà”. Pittura e scultura dal 1960 a oggi. Figurazione lombarda fra visione classica ed esistenzialità, 2008

[24] Umberto Galimberti, catalogo della mostra La nave dei folli, 2007

[25] Domenico Montalto, Milano Viva, Avvenire, 12 gennaio 2011

[26] Mauro Corradini, op. cit.

[27] David M. Turoldo, Esilio: “E tutti e sempre in folla a cercare riviere ospitali, a fuggire la nostra presenza”

ESTENSE CASA ASTE, ASTA DI ANTIQUARIATO A MANTOVA

Sabato 13 maggio 20177 alle ore 16,00 presso la sala aste Estense di Mantova, saranno proposti all’asta oltre 300 lotti, provenienti da eredità e committenze private, tra cui, i pittori, Guindani, Mattioli, Tassi, Silvan, Tano Festa e altri pittori dal 700 al 900, oltre ad arredi e gioielli   

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ESTENSE CASA ASTE

ASTA N. 62

D’ANTIQUARIATO E GIOIELLI

Eredità e Collezioni private

SABATO 13 MAGGIO 

ORE 16.00

Mantova via I. Nievo 8 “Sala Aste Estense”

Tornata sabato 13 Maggio ore 16.00 n. 335 lotti

Dipinti scuola Italiana ed Europea dal ’600 al ’900 

Arredi antichi, Specchiere, Lampadario, ecc.

Tappeti Persiani  

Gioielli d’epoca e attuali e Orologi da polso

Sculture varie epoche

Curiosità d’epoca

Argenti varie epoche

Sheffield varie epoche  

Porcellane varie epoche   

ESPOSIZIONE CON VISIONE BENI

da Sabato 6 a Sabato 13 Maggio 2017

 dalle ore 10 alle 12.30  e dalle ore 16.00 alle 19.30

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PINO DI GENNARO “Mappe e Appunti d’oltremare”

Ritorna ad esporre a Mantova il Maestro Pino Di Gennaro. Dopo la personale del 2010, la Galleria Arianna Sartori in via Ippolito Nievo 10, presenta la nuova interessante mostra “Mappe e Appunti d’oltremare”.

La mostra si inaugurerà Sabato 8 aprile alle ore 17,30 alla presenza dello scultore troiano di nascita e milanese d’adozione. L’esposizione resterà aperta al pubblico fino al prossimo 4 maggio 2017. 

Il simbolismo organicista di Pino Di Gennaro

Pino Di Gennaro (1951) è scultore di chiara fama, giunto a Milano  giovanissimo, fine anni Sessanta, allievo nei primi anni Settanta del Novecento prima di Alik Cavaliere eppoi dal 1972 al 1983 dello scultore Arnaldo Pomodoro. Un apprendistato di spessore che gli ha dato la possibilità di afferrarne il mestiere e costruire tutti i capitoli del suo percorso. Con la sua partecipazione attiva e coerente ad ogni espressione della cultura internazionale, ha saputo sorvegliare e dinamizzare le esigenze della scultura contemporanea, talvolta con un’originalità e una fisionomia personale, da porlo fra i migliori artisti dell’avanguardia contemporanea. Egli è tornato a far rivivere i miti umani della classicità mediterranea, con la ricerca della purezza risolta in forme chiare e pensose, in un clima di simbolismo organicista  di tipo naturalista con l’esaltazione non solo di certi miti storico-culturali, ma l’approfondimento del tema della vita dell’universo e la forza dei simboli germinali. È una ricerca la sua  che parte da una certa visione spirituale  o modo di fare umano, di fronte alla relazione tra le forze creatrici  dell’esistenza e del mondo naturale. Questo scultore riunisce come pochi la forza vitale e l’impulso dionisiaco del vivente, tanto che le forme si concentrano sino a convertirsi in un potente ritmo di masse. Ha operato a lungo nell’ambito di una figurazione allusiva, e superato questo stato di metamorfosi, la sua ricerca più impegnata, grazie all’impiego di materiali diversi, dalla cartapesta al bronzo, dalla resina all’acciaio, dalla cera al piombo, si è svelata  in un’inventiva spontanea e impetuosa, dando prova talvolta come ne “i pilastri del cielo” ad architetture spaziali che, pur conservando il loro elemento chimerico, si rifanno a una spiccata e costruttiva monumentalità, declinandosi anche come colonne totemiche, certo espressioni di memorie arcaiche e sintesi di civiltà. La sua è ancora oggi un’avventura pregna di grandi idealità, che lasciano intravedere quasi un ritorno ai monumenti simbolici primitivi, che stimolano e aprono lo spirito a una concezione poetica delle forze imponderabili della natura. Di Gennaro si guarda attorno, legge il mondo, legge la natura, legge l’ordine delle cose e dello spazio tra cielo e terra, aurore e crepuscoli e sfere celesti; tutto poi diventa luogo dove il tempo concreto viene proiettato nel tempo mitico e dove lo spazio-tempo ordinato ritualmente diventa centro del mondo, incontro con il cielo e della terra. Di Gennaro riconosce e ricrea alcune suggestioni che la combinazione della natura e dell’invenzione umana hanno sempre fornito all’esperienza poetica, e mediante questo monumentalismo simbolico, al margine delle evocazioni nate dalla natura variabile, attraverso masse e vuoti, giunge quasi all’invenzione di una liturgia pagana. Fortunati esiti raggiunti grazie allo spessore culturale e artistico che l’ha preceduto e di cui ha tenuto conto, ovvero il dinamismo futurista, le lacerazioni spaziali di Fontana, il minimalismo dell’ABC art. D’altronde si sa che le cose più importanti sono isolate, e sono più intense, chiare e potenti, sicchè questi solidi nella semplicità delle forme richiamano il lavoro di alcuni artisti americani, la Louise Nevelson di “Presenza di colonne del cielo”, e ancora Anthony Smith, Carl Andre, Robert Morris e Donald Judd. Gli ultimi sviluppi hanno registrato il passaggio a una sorta di neoplasticismo in cui l’ereditarietà del costruttivismo si risolve in una sorta di quadratura a parete (vedi “Preghiera” del 2000), una topografia metallica fortemente magica, con vuoti o cavità abitati da rotoli che cercano un linguaggio estetico nelle relazioni tra proporzioni e intervalli e i cui vocaboli sono la luce, la qualità del metallo, il colore, le ombre e la valorizzazione dello spazio. L’opera, di tipo murale, presenta situazioni ottiche evidentemente studiate per la sua integrazione nell’architettura. Sorprende la capacità che ha Di Gennaro di lavorare alle sculture con materiali diversi, e con il ritmo assolutamente proprio che lo scultore è riuscito a cogliere liberando la sua vocazione costruttiva e facendovi confluire le culture plastico-architettoniche che avevano colpito la sua immaginazione. Ora geometria e mistero fanno pendant con il grembo della terra, con le ombre della memoria, con segni e scritture antiche che spiegano l’invenzione umana. Una geometria, la sua, che incapsula grandiosamente il senso del mistero, la vita universale e il partito del colore che crea le forme con una progressiva chiarezza di intenzioni.

Carlo Franza 

Pino Di Gennaro nato Troia (Foggia) nel 1951, si diploma in scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera dove attualmente insegna.

L’intensa attività dedicata alla didattica e all’insegnamento della scultura si esplicita nella stesura del testo scolastico “I modi della scultura”, per le edizioni Hoepli.

Nell’esaltare l’espressività del singolo materiale Pino Di Gennaro abbina materiali poveri a materiali nobili: cartapesta e acciaio; cera e bronzo; cartapesta e piombo. Preferisce il bronzo per le opere all’aperto, usando la tecnica della fusione a cera persa, declinata nelle sue numerose possibilità espressive; esalta il colore del materiale se trattato con acidi e pigmenti; con la lucidatura a specchio ne esalta luminosità e preziosità.

Il colore della cartapesta, la luminosità del bronzo, la trasparenza della cera e l’opacità del piombo, qui non sono viste come qualità dei singoli materiali, bensì come possibilità espressive della materia, a creare l’affascinante dialettica tra materia fragile e materia dura, povera e ricca.

La poetica artistica dello scultore è volta alla funzione sociale della scultura negli spazi urbani quale possibilità di concorrere a migliorare la qualità estetica dei luoghi, l’identità e la qualità di vita degli abitanti valorizzando il rapporto scultura-architettura, nel favorire momenti di interazione tra lo spazio l’opera d’arte e il suo fruitore.

Le sue opere sono presenti in numerosi spazi pubblici: tre grandi sculture-fontana “Monumento alla Pace” piazza di S. Secondino,  Comune di Troia, 1997; Cimitero Monumentale di Bruzzano, Tomba della Famiglia Antico scultura “Quelli che vanno”, 1998; “Scultura tattile” per non vedenti  installata nel centro storico di Gallarate su commissione del Lions Club Gallarate Seprio, 2004; Nuova Biblioteca Comunale del Comune di Somma Lombardo scultura “Memorie di segni ritrovati”, 2004; Scultura per non vedenti “Alghero una città da toccare” installata nel centro storico di Alghero su commissione del Lions Club Alghero, 2005.

Vincitore del Concorso Nazionale per un’opera d’arte da ubicare nella nuova sede degli Uffici Giudiziari e Servizi Minorili di Sassari, installazione delle sculture “Pilastri del cielo”, 2005. 

Espone in numerose mostre personali tra le quali:

Frammenti di spazi celesti, Galleria San Fedele, Milano 1995. Mostra antologica, Civica Galleria d’Arte Moderna, Gallarate 1991. Pilastri del cielo, Fondazione Luciana Matalon, Milano 2003. Segni e scrittura, Spazio Zero Arte, Gallarate 2004. Il colore della scultura, Sale d’arte Città di Alessandria 2008. Sculture, Galleria Arianna Sartori, Mantova 2010. La Materia della scultura, Spazio Hajech Liceo Artistio di Brera, Milano 2011. La formica e le cicale, Palazzetto dell’Arte e Sala Propilei, Museo Civico, Foggia. “Sculture in castello”, Museo d’arte contemporanea Castello Dal Verme, Zavattarello 2012. L’enigma paesaggio, Scuderie Aldobrandini Frascati, Roma 2013. 5 di 5, Spazio Eventi-Palazzo Pirelli, Milano 2014. “Volare alto” monumento a Paolo Rovagnati, piazza Paolo Rovagnati, Biassono Monza 2015. 8×8 Forme nello spazio, Fondazione Stelline, Milano 2016. Genius Loci, Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto”, Bari 2016-2017.

ARIANNA  SARTORI

ARTE & OBJECT DESIGN

Via Ippolito Nievo, 10 – 46100 MANTOVA – Tel. 0376.324260 - info@ariannasartori.191.it 

PINO DI GENNARO

“Mappe e Appunti d’oltremare” 

8 aprile – 4 maggio 2017 

Nome della Galleria: Galleria “Arianna Sartori”

Indirizzo: Mantova – via Ippolito Nievo 10 – tel. 0376.324260

Titolo della mostra: Pino Di Gennaro. “Mappe e Appunti d’oltremare”

Date: dall’ 8 aprile al 4 maggio 2017

Inaugurazione: Sabato 8 aprile, ore 17.30. Sarà presente l’artista

Orario di apertura:          dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30.

Chiuso Domenica e festivi

 

FILIPPO MAGGIORE “Il Paesaggio” Immaginario

Per la prima volta a Mantova si potranno ammirare i dipinti del Maestro Filippo Maggiore. La Galleria Arianna Sartori di Mantova, in via Ippolito Nievo 10, ospiterà l’interessante personale “Il Paesaggio” Immaginario dell’artista catanese di nascita e milanese d’adozione, dal 25 marzo al prossimo 6 aprile 2017. La mostra, che gode del patrocinio del Comune di Mantova, si inaugurerà Sabato 25 marzo alle ore 17,30 alla presenza dell’artista. Per l’occasione è stato edito un catalogo con testi di Francesca Lucioni e Susanne Capolongo. 

Sulla veridicità del paesaggio

Ci sono due modi di fare esperienza del paesaggio: muovendosi al suo interno, fissando un orizzonte, un limite mobile che avanza con l’avanzare del corpo generando una profondità, oppure avere uno sguardo onnisciente, una sorta di sguardo divino che vede al di sopra di esso. Il primo approccio prevede un’esperienza meramente fisica, un addentrarsi nei suoi meandri, mentre il secondo prevede un distaccamento ed una ricostruzione mentale. Due modalità differenti che rimandano ad un avvicinamento e allontanamento dall’oggetto in questione.

La pittura di Filippo Maggiore è il collante fra questi due elementi: da una parte la sua esperienza vissuta, dall’altra il suo ricordo e rielaborazione.

L’artista nasce e passa la sua infanzia a Catania, dove ha modo di osservare e vivere in un ambiente denso di colori dalle tinte calde, vivaci ed avvolgenti, dominato da una luce che abbaglia penetrando ogni elemento, la sua maturità invece la trascorrerà a Milano, cittadina sul finire degli anni cinquanta ricca di stimoli culturali ma dall’atmosfera più cupa. A contatto con questo ambiente, Maggiore, ha modo di affinare la tecnica ed arrivare a una maggiore consapevolezza artistica.

Nascono così i suoi Paesaggi retaggio ed elaborazione delle sensazioni ed esperienze avute durante il passato. Quelle che osserviamo sono delle visioni in cui il ricordo agisce da filtro selettivo e semplificativo, un velo che conferisce maggior consapevolezza. A passare in rassegna nella mente dell’artista sono le forme e i colori; le tinte sempre evocative abitano forme dai caratteri onirici, mai descrittivi nella volontà di identificare un paesaggio reale. Ad ogni osservatore infatti sembrerà di avere di fronte luoghi già visti. Quella di Filippo Maggiore non è una pittura realistica anche se ad uno sguardo distratto parrebbe così.

Un elemento che concorre a determinare la cifra stilistica di Maggiore è la fissità degli elementi. Il tempo sembra bloccato, paesaggi immobili ricordo delle composizioni metafisiche di Giorgio De Chirico, dove ogni elemento sembra bloccato nel suo processo. Anche nelle opere di Maggiore vige una sorta di chiarezza compositiva; l’ordine conferisce alle sue opere un senso di immobilità permanente che fa perdere la relazione diretta con le realtà.

Allo stesso modo l’interrogativo che potrebbe porsi l’osservatore è sulla veridicità dei soggetti osservati, innescando il medesimo quesito che si ha di fronte alle tele degli artisti Surrealisti. Sogno e realtà dunque si fondono in modo indissolubile provocando una beatitudine visiva.

In alcuni lavori scorgiamo delle presenze umane, figure in armonia con l’ambiente, mai ingombranti ma piuttosto fusione con il contesto circostante.

Maggiore attraverso di esse ci racconta della sinergia fra uomo e natura, un rapporto sofferto e rimpianto. Tali figure, infatti, sono trattate nella stessa maniera pittorica degli alberi, dell’acqua e delle colline che li avvolge. Giovani e adulti, sembrano colti in momenti di assoluta pace. Tale potrebbe essere la medesima sensazione che si ha osservando uno dei dipinti più noti di Georges Seurat “Una domenica pomeriggio all’isola della Grande Jatte”, opera realizzata fra il 1884-86. Anche qui l’atmosfera è luminosa e calda, un senso di rilassatezza pervade la scena, le figure sono immobili anche se colte nell’atto di svolgere delle azioni.

Esattamente come accade nelle composizioni di Maggiore, lo stesso trattamento pittorico è destinato sia alle figure umane che al contesto paesaggistico; un abbraccio primitivo sembra pervadere le composizioni provocandoci una sorta di malinconia. Immaginiamo la tecnica di Seurat, come quella di Maggiore, molto lenta e riflessiva, il contrario di una pittura istintiva e gestuale. E questa è la stessa sensazione che ci restituisce l’artista, una lentezza che sembra contrastare con la frenesia e l’incalzante ritmo della società contemporanea, è forse questo clima, dominato da un soffio lento, che ci porta a leggere le composizioni con estrema calma restituendoci un sentore di armonia e un forte senso di perdita.

Francesca Lucioni (dal catalogo della mostra) 

Il Paesaggio Immaginario

Non bisogna accontentarsi della prima impressione davanti ai paesaggi di Filippo Maggiore. Occorre osservarli con diligenza, passando dall’immediata sensazione di piacevolezza alla valutazione della composizione d’insieme e dei particolari: coglierne la segreta armonia, la felice sinergia di disegno e colore, l’ordinata disposizione delle parti entro le quinte scenografiche degli alberi.

Solo così è possibile accedere nel “mondo segreto” dell’artista, cogliere nella scena una singolare “patria dell’anima” il racconto di un’esperienza, nella difficile intesa tra ragione e sentimento e nel segno della Bellezza.

Non si tratta di stereotipi di “bel paesaggio” o di esemplari di fotoverismo.

Paesaggi, certo. Tutta la storia dell’arte è cadenzata dalla storia di questo “genere”; da quando si sviluppa in forma autonoma, nel primo quarto del Cinquecento, fino al XX secolo. Secolo in cui sembra che la pittura di paesaggio, in grande auge sino all’Ottocento con la pratica dell’en plein air, sia respinta dall’incalzare della civiltà industriale e tecnologica, che della visione di natura ha profondamente cambiato i connotati.

Ma il gusto del paesaggio, cacciato dalla finestra, rientra ancora una volta dalla porta nella cultura visiva. Via via si perviene ad un linguaggio sintetico e moderno, che del paesaggio scruta l’essenza. E si coglie infine, nella seconda metà del Novecento, la nuova complessità del rapporto arte/paesaggio e più ampiamente arte/natura, in cui agiscono valenze sociali, ecologiche, mitico-letterarie, spirituali, etnologiche…

I paesaggi da fiaba, da cartoon disneyano di Filippo Maggiore sono fatti più di memoria che di “citazioni”; anche se le componenti culturali riscontrabili nel lavoro di questo artista autodidatta sono molteplici e complesse, vengono in mente le “favole” del Beato Angelico, la Venezia da sogno delle “Storie di Sant’Orsola” del Carpaccio, le fantasie su rame di Poul Bril. E poi le visioni del “doganiera” Rousseau, i colori dell’emozione di Matisse, il “ritmo” dei paesaggi all’Estaque di Cezanne e Braque…

Maggiore può essere annoverato tra i visionari del paesaggio, tra i pittori degli Eden perduti.

La sua è una “visione da lontano” che fissa il flusso inarrestabile del tempo in una visione di eternità e di assoluta bellezza. Il paesaggio è come trasfigurato, e da “genere” illustrativo passa alla profondità dell’evocazione.

A modo suo Maggiore, come i pittori metafisici, concepisce una natura silente, anche se solare, emblema del tempo salificato. E come i Surrealisti gioca all’ambiguità del “vero-falso”.

Si avverte in questi paesaggi coloratissimi ma raggelati, chiari e armonici, il peso dell’illusione, poiché non nascono da uno sguardo diretto dal vero. Sono “composizioni” di alberi, prati, cielo, mare, fiori: comunicano una sorta di beatitudine visiva, improvvisa e misteriosa, nonostante la riconducibilità iconografica.

Il valore timbrico del colore – emotivo, evocativo – si coniuga con il forte senso della composizione, della modulazione di zone cromatiche, nei rapporti lineari, proporzioni, disposizione di pieni e vuoti. Il quadro nasce dall’emozione o dalla memoria di uno spettacolo della natura, ma diventa sistema e struttura di “segni”, ciascuno dei quali è “necessario” nell’ambito di questo sistema. La tela è il campo entro cui si stabiliscono relazioni, si attiva una struttura della visione: si realizza così un’armonia analoga a quella di una composizione musicale. L’assoluta bidimensionalità dell’opera (che ignora, perciò, qualsiasi “realismo” dell’immagine) ne è coerente conseguenza. Non è estranea a questi esiti pittorici la pratica di Maggiore con il linguaggio della grafica pubblicitaria, in cui i valori lineari e cromatici, assenza di chiaroscuro e nettezza dei contorni determinano una riduzione alla superficie dell’immagine.

Il quadro diventa struttura, costruzione autonoma, che assume la natura come pretesto di ispirazione. Anzi, la natura stessa è intesa come architettura perfetta: l’artista opera su di essa una sorta di “contemplazione strutturale” che tuttavia non l’ha portato né mai lo porterà agli esiti cui, partendo dalle stesse premesse, è giunto Mondrian.

L’effetto è di smaterializzazione, di trasparenza, le cose sono sottratte alla concretezza per essere bloccate in una sorta di metafisica fissità e stupore. Da qui deriva quel senso di astrazione o di “iperrealismo irreale” della pittura di Filippo Maggiore. Il Grande Astratto e il Grande Reale, le due strade dell’arte contemporanea teorizzata da Kandiskij, sono qui coincidenti.

Nostalgia di un mondo non più reale, utopia di un’armonia uomo-natura, allarme ecologico: questo e altro nella pittura di questo artista.

Una sorta di archeologia dello sguardo, di memoria incantata affida all’immagine dipinta un valore effimero di paesaggio, ma duraturo, eterno. Quello di Maggiore è un autentico atto di fede nella pittura, come possibilità di esprimere la nostalgia di una Bellezza che, forse, può essere recuperata.

Marina Pizzarelli 

Filippo Maggiore nasce a Catania il 12 ottobre 1929.

Già da bambino dimostra attitudine per il disegno ed a 9 anni affascinato dal fare pittura frequenta la bottega di un pittore copista.

Le ristrettezze post-belliche lo inducono già a 16 anni a dipingere per aiutare la famiglia.

Ben presto sente la necessità di esplorare il mondo dell’arte visitando musei e mostre.

Nel ’57 il suo incontro con l’avanguardia in una grande mostra a Roma, sente il fascino dell’astratto ed esplora nuovi linguaggi espressivi riscuotendo consensi di critica.

Matura l’idea di lasciare Catania dagli angusti orizzonti culturali e nel ’59 si trasferisce a Milano ricca di fermenti e di nuove idee.

Lavora in una impresa pubblicitaria e di notte dipinge. Gli stimoli milanesi e i contatti con le nuove tendenze lo portano ad aggiornare la sua pittura.

Dal cromatismo formale passa al monocromo materico dell’informale che approfondisce con grande successo e riscontro di mercato.

Ma il suo mondo interiore è fatto di luce e di colori ed il soggiorno in Sicilia del ’66 risveglia in lui il fascino della natura a lungo sopito nel grigiore metropolitano.

Lavora ad una lunga serie di dipinti, i pic nic ed i week-end accostando al paesaggio  esuberante ed idealizzato una nuova ed originale figurazione i colori ed i ricordi della Sicilia seguiranno per sempre le sue opere sino ad oggi.

È presente in permanenza nelle Gallerie “II Prisma” ed il “Cannocchiale” dove conosce critici e collezionisti tra cui Antonio Mazzotta ed i suoi fratelli che collezionano numerose sue opere.

Il Comune di Milano gli dedica una grande mostra all’Arengario; intesse rapporti con numerose gallerie in tutta Italia tra cui la Galleria L’Osanna di Nardò con cui tuttora coltiva un intenso rapporto.

La sua opera è un costante inno alla Natura tanto amata ed idealizzata quanto surreale ed improbabile: un messaggio all’umanità per la sua conservazione. 

L’artista ha allestito numerose mostre personali in Italia e all’estero, dal 1947 al 2011, ha partecipato a molti premi di pittura e mostre collettive dal 1946 al 2009. 

Dalle sue opere hanno scritto saggi di critica e articoli sulla stampa:

G. Traversi, C. Munari, M. Valsecchi, C. Delfino, M. Lepore, E. Mastrolonardo, L. Rossi, O. Signorini, G. Ferro, P. Zanchi, J. Buckelew, M. Chiesa, C. Galasso, F.M. Belluzzi, E. Della Noce, L. Barezzi, C. Voltolini, C. Franza, N. Del Natta, F. Passoni, L. Cabuti, S. Milluzzo.

ARIANNA  SARTORI

ARTE & OBJECT DESIGN

Via Ippolito Nievo, 10 – 46100 MANTOVA – Tel. 0376.324260 - info@ariannasartori.191.it 

FILIPPO MAGGIORE

“Il Paesaggio” Immaginario

25 marzo – 6 aprile 2017

Nome della Galleria: Galleria “Arianna Sartori”

Indirizzo: Mantova – via Ippolito Nievo 10 – tel. 0376.324260

Titolo della mostra: Filippo Maggiore. “Il Paesaggio” Immaginario

Date: dal 25 marzo al 6 aprile 2017

Inaugurazione: Sabato 25 marzo, ore 17.30. Sarà presente l’artista

Patrocinio: Comune di Mantova

Mostra e Catalogo a cura di: Arianna Sartori

Catalogo con testi di: Francesca Lucioni e Susanne Capolongo

Orario di apertura:       dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30.

Chiuso Domenica e festivi 

ESTENSE CASA ASTE MANTOVA, eredità con beneficiario fondazione Mons. Arrigo Mazzali

Nelle giornate di venerdì 24 e sabato 25 marzo alle ore 16.00 Estense casa aste propone all’asta oltre 250 dipinti di pittori del ’900 tra cui: Giuseppe Guindani, Walter Mattioli, Lucia Zelati, Pietro e Giovanni Di Lucia, Sergio Ghidoni, Natalino Mucci, Lorenzo Taddei, Marino Scardigli, Alfonso Monfardini  ’800 e dipinti antichi, inoltre arredi, e oggetti provenienti dall’eredità con beneficiario la Fondazione Mons. Arrigo Mazzali di Mantova, possibilità di partecipazione, on line, scritta e telefonica
ASTA 20 MARZO 2017 (2).JPG 
ESTENSE CASA ASTE
ASTA N. 61

D’ANTIQUARIATO E GIOIELLI

“Eredità,  beneficiario Fondazione Mons. Arrigo Mazzali”

ed Eredità e Collezioni private

VENERDÌ 24 E SABATO 25 MARZO 2017  

ORE 16.00

Mantova via I. Nievo 8 “Sala Aste”  

Prima tornata venerdì 24 Marzo ore 16.00N. 190 dipinti scuola Italiana del ’900 (eredità beneficiario Fondazioni Arrigo Mazzali) tra cui: Giuseppe Guindani, Walter Mattioli, Lucia Zelati, Pietro e Giovanni Di Lucia, Sergio Ghidoni, Natalino Mucci, Lorenzo Taddei, Marino Scardigli, Alfonso Monfardini e dipinti fine ’800 primi ’900,  e Curiosità d’epoca

Seconda tornata sabato 25 Marzo ore 16.00

Dipinti scuola Italiana ed Europea dal ’600 al ’900 

Arredi antichi, Specchiere, Lampadario, ecc.

Tappeti Persiani  

Gioielli d’epoca e attuali e Orologi da polso

Sculture varie epoche

Curiosità d’epoca

Argenti varie epoche

Sheffield varie epoche  

Porcellane varie epoche  

ESPOSIZIONE CON VISIONE BENI

da Sabato 18 a Sabato 25 Marzo 2017 

dalle ore 10 alle 12.30  e dalle ore 16.00 alle 19.30

   CATALOGO ASTA FALLIMENTO 

LTRE LA PARTECIPAZIONE IN SALA ASTE 

E’ POSSIBILE: 

PARTECIPARE ON LINE 

a) registrazione e approvazione sul sito www.thesaleroom.com

b) versamento cauzionale e documenti di identità sul sito www.astepay.it 

c)  L’approvazione all’asta è successiva al versamento cauzionale con carta di credito o bonifico del 10% dell’importo del probabile acquisto, versamento minimo € 100,00 e all’inserimento dei documenti di identità richiesti sul nostro sito www.astepay.it e iscrizione sul sito www.thesaleroom.com 

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a)  registrazione, inserimento dei documenti di identità e compilazione delle domande su   www.astepay.it 

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c)  versamento del 10%, con carta di credito o bonifico dell’importo del probabile acquisto in caso di partecipazione telefonica versamento minimo € 100,00  

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ESEMPIO VERSAMENTO CAUZIONE: € 200,00, acquisto fino ad un massimo di € 2.000,00 in caso di nessuna aggiudicazione la somma versata sarà restituita entro 24 ore  

CHIUSURA DELL’ISCRIZIONE ALL’ASTA ON LINE, SCRITTE E TELEFONICHE 30 MINUTI PRIMA DELL’INIZIO DELL’ASTA  

IN CASO DI NESSUNA AGGIUDICAZIONE LA SOMMA VERSATA SARÀ RESTITUITA ENTRO 24 ORE

se non è ben comprensivo chiama il tel . 3356740955 o estenseaste@gmail.com

fax 0376/1888017 –  email  estenseaste@gmail.com