RESPIRARE L’ARTE. Breve viaggio alla scoperta del mondo di Sotheby’s.

Milano, via Giuseppe Broggi 19, fermata Lima della metropolitana rossa, a pochi passi dal centralissimo C.so Buenos Aires. È un tranquillo pomeriggio di maggio, il sole risplende mentre mi sto dirigendo verso il palazzo giallo in fondo alla strada, verso il “tempio”, se così può essere  definito, delle case d’aste, dell’Arte, del collezionismo. Oggi la mia meta è palazzo Broggi, sede di Sotheby’s Milano.

Un ampio atrio mi accoglie all’interno della sede di quella che è la casa d’aste internazionale più antica del mondo e l’unica di questo genere ad essere quotata alla borsa di New York, dettaglio non trascurabile grazie al quale viene garantita la massima trasparenza ai clienti. Mentre attendo di essere ricevuta dalla responsabile dell’Ufficio Stampa, Wanda Rotelli Tarpino, mi guardo intorno, disturbata soltanto dal telefono che non vuole smettere di squillare. Un’atmosfera viva e vivace, nella quale non si può fare a meno di respirare l’Arte, quella con la A maiuscola, la protagonista principale della mia intervista.

Vengo accolta nell’ufficio della Sig.ra Rotelli Tarpino poco dopo, giusto il tempo di accomodarmi e subito le chiedo di raccontarmi qualcosa sulla nascita di Sotheby’s, su come questa, originariamente piccola, casa d’aste fondata a Londra nel 1744 sia riuscita a diventare uno dei massimi leader nel settore. Forse non tutti sapranno che nei primi anni di attività, ad esempio, essa era specializzata nella vendita di libri antichi, fra i quali quelli presenti nella biblioteca che Napoleone Bonaparte portò con sé durante l’esilio sull’isola di Sant’Elena.

Successivamente dagli inizi del ‘900 la sua attività cominciò a comprendere anche altri settori e vennero inaugurate nuove sedi in tutto il mondo. Varie piazze, ognuna delle quali possiede una propria specificità che traduce la realtà del collezionismo nazionale. Si pensi a Ginevra per i gioielli, a New York per quanto riguarda l’arte contemporanea, all’Italia per l’arte moderna e per i dipinti antichi, ambito grazie al quale qualche anno fa, con la vendita di un ciclo di dipinti del Tiepolo per oltre 6 milioni di euro, si è registrata la cifra record per qualsiasi oggetto venduto all’asta nel Paese. Un primato che non è certo l’unico a caratterizzare quella che è una vera e propria istituzione nel settore. Con l’apertura degli uffici di Hong Kong, infatti, Sotheby’s diventa la prima casa d’aste del mondo ad essere presente anche in Asia. Inoltre, sempre aperta a nuovi orizzonti commerciali e pronta ad accettare nuove sfide ed avventure, nel 2000 essa fu la prima auction house a realizzare vendite su internet, tramite le quali ottenne ingenti successi.

A questo punto, parlando di vendite e di acquisizioni, nasce spontanea la domanda su chi sia il cliente-tipo che si rivolge ad una casa d’aste tanto prestigiosa. Privati, mercanti, istituzioni museali o fondazioni bancarie? La risposta comprende tutti questi soggetti, trattandosi di una clientela decisamente eterogenea. «Se nel 1968, anno dell’inaugurazione della sede italiana di Sotheby’s, gli acquirenti erano composti per un 60% da dealers e per un 40% da privati, oggi possiamo notare come questo rapporto si sia complessivamente invertito», ci spiega la Rotelli Tarpino. Il privato, soprattutto sul nostro territorio, è sempre più attratto da una realtà importante come quella del collezionismo, nonostante ci sia ancora un vasto gap dal punto di vista dell’informazione.

Non tutti sanno “come funziona” questo mondo, come ci si debba relazionare con una casa d’aste, cosa fare per poter acquistare o per poter affidare ad essa pezzi da vendere. Partire dal catalogo, questa la prima regola alla quale si deve rigorosamente attenere il “non esperto” che si avventura per la prima volta in questo ambiente ancora inesplorato e sconosciuto. «La sua funzione è fondamentale ed è frutto di un incessante lavoro effettuato da vari consulenti che si impegnano mesi e mesi per redigerlo, inserendovi le immagini dei lotti e ovviamente il prezzo di riserva, ovvero la cifra al di sotto della quale il quadro, il mobile o il gioiello che sia non viene venduto. In ogni caso,- afferma la responsabile dell’Ufficio Stampa- non va dimenticato l’importante strumento costituito dal web. Il nostro sito internet, ben costruito e costantemente aggiornato, può essere consultato dagli interessati in qualsiasi momento lo desiderino».

Oggi è possibile partecipare ad un’asta comodamente da casa, dal proprio computer o per via telefonica, anche se, impegni permettendo, si consiglia sempre di assistervi di persona in modo da non privarsi di un’esperienza davvero interessante e altamente formativa.

E ora agenda alla mano. Non prendetevi impegni per il 25 e il 26 maggio, giorni nei quali si svolgerà un’asta di opere d’arte contemporanea presso Palazzo Broggi. Un attesissimo appuntamento, come d’altronde lo sono tutti quelli organizzati da Sotheby’s, che ogni volta riesce a riempire la propria auction room. Essa può arrivare a contenere fino a 400 persone ed è situata all’interno del palazzo stesso, un ulteriore punto di forza per il marchio londinese dato che è l’unico a possedere una sede d’aste fissa, mentre i suoi competitors sono costretti a noleggiare di volta in volta una location differente per i loro eventi.

L’esposizione dei pezzi che verranno battuti inizierà, come di consueto, cinque giorni prima della data in programma per l’asta, e comprenderà, perciò, un weekend così da offrire la possibilità anche a chi lavora di poter visionare prima i lotti e di poter consultare gli esperti che saranno sempre disponibili in loco per qualsiasi tipo di chiarimento o informazione.

Moltissime le cosiddette “punte di diamante” di queste giornate. Per quanto riguarda il ‘900 l’attenzione ricadrà in particolar modo su un mirabile esempio di cubismo sintetico di Severini dal titolo “Natura morta: carte da gioco e pipa” (fig.1), su un bellissimo Morandi proveniente dalla celebre collezione Jesi (fig. 2), su un gruppo di quattro opere degli anni ’50-’60 di Giorgio De Chirico (fig. 3, 4, 5, 6) e su un dipinto di Savinio, eseguito agli esordi della sua carriera di pittore ed esposto nel 1980 a Ferrara al Palazzo dei Diamanti (fig. 7).

Fig. 1: Natura morta: carte da gioco e pipa, Gino Severini

Fig. 2: Natura morta, Giorgio Morandi

Fig. 3: Piazza d’Italia con Arianna, Giorgio De Chirico

Fig. 4: Venezia – Palazzo Ducale, Giorgio De Chirico

Fig. 5: Archeologi, Giorgio De Chirico

Fig. 6: Cavalli spaventati dall’abbaiare dei cani, Giorgio de Chirico

Fig. 7: Senza titolo- Natura morta con orologio, Alberto Savinio

«Per quanto riguarda il post-war non bisogna dimenticare i due “Concetto spaziale” di Lucio Fontana, l’arazzo bianco di Boetti, il capolavoro con sei tele sostituibili ad incastro di Kounellis, le opere di Afro e il dipinto di Renato Birolli proveniente dal Detroit Institute of Art, che venne presentato alla XXX Biennale di Venezia nel 1960», suggerisce Wanda Rotelli Tarpino.

Nello sfortunato caso in cui la vostra agenda non prevedesse uno spazio libero per tutto il mese di maggio, niente paura, un’altra asta altrettanto interessante e degna di nota è prevista per il 14 e il 15 giugno. Altri imperdibili works of art, tra cui dipinti, libri e furniture, vi attendono in quelle date a Palazzo Broggi.

Perché scegliere Sotheby’s? Se è valida la massima “un nome, una garanzia”, in questo caso si ha il dovere di utilizzarla.

 

Maria Vittoria Corà