LA NUOVA VISIONE GEOMETRICA DI GIANNI ROSSI

La pittura di Gianni Rossi ha come fondamenta la ratio geometrica. In altri termini tutta la sua ricerca affonda le radici nell’humus euclideo ed è da qui che essa prende la sua linfa. Ma, come avviene nella natura, i frutti che scaturiscono da tali radici sono ben diversi da quelli più canonici relativi alla tradizione dell’astrazione geometrica. Infatti, se si sono dipanati (ormai è un secolo) nelle declinazioni che vanno, grosso modo, dal Concretismo all’Arte Madì, passando per i russi Suprematismo, Costruttivismo, Prunismo, l’olandese Neoplasticismo, i francesi Cercle et Carré, Abstraction-Création, Réalitès Nouvelles, Groupe Espace, le percettiviste Recherches Visuelles, nonché per i nostrani Astrattismo lombardo, la romana Forma1, il fiorentino Astrattismo Classico ed il diramato Movimento Arte Concreta (MAC), che, formatosi a Milano, ebbe diramazioni a Torino, Chiavari, Roma, Napoli e Catania, i frutti dell’arte aniconica attuale sono, quali più quali meno, intrisi di memorie e soluzioni note e consacrate. Ed è dal peso da un lato e dall’altro dalle innovazioni (e stavo per scrivere: tradimenti) che derivano le singole declinazioni più o meno personalizzate.

Il lessico di Gianni Rossi appartiene al versante delle innovazioni personalizzate, come s’addice ad un artista che s’è formato a Napoli, la città di Renato Barisani, Lucio Del Pezzo, Mario Persico, tanto per fare alcuni esempi di libera e originale creatività.

Infatti egli progetta le sue opere assemblando più tele bianche di differenti misure, per lo più rettangolari, con vari accostamenti che costituiscono di per sé costruzioni geometriche di base, su cui poi dipinge spesso usufruendo delle linee determinate dai bordi accostati. Con tale procedimento, che potremmo assimilare ad un euclideo puzzle minimalista, Gianni Rossi ottiene geometrie cromatiche solcate da una sorta di rettilinee sinopie, che, quando non vengono obnubilate dal colore, entrano in rapporto dialettico con le morfologie ottenute con le stesure del colore.

Ne nasce un connubio di ottica e di virtualità tattili, con cui l’artista napoletano ama talvolta creare scansioni ritmiche, tramite l’accostamento di 4 tele più piccole poste sopra ad una quadrata, com’è in Esperienza sensoriale dello spazio e Luci e colori materia e realtà, opere del 2000, nella prima delle quali la tattilità si concretizza con l’applicazione di lignei cerchietti e un brandello di carta colorata all’interno delle 4 telette.

Del resto, tutta la produzione di Gianni Rossi oscilla tra reificazione di forme geometriche e fisicizzazione delle stesure pittoriche, che si fanno materiche nella parte inferiore sia nelle due opere testé citate che in tantissime successive, talvolta giungendo ora a incrostazioni (Intersecazioni di colore e creatività, Colore dell’immaginazione, Sperimentazione cromatica, 2007) ed ora a escrescenze simili a pustole (Caduta di figura geometrica, 2008; A… ma sarà poi vero che siamo tutti…, 2010; Osa con il colore, 2012). La fisicizzazione delle stesure pittoriche certo derivano dall’esigenza di movimentare le superfici con rilievi, che già nei suoi materici studi su cartoncino nero l’artista campano esperisce in corpore coloris, come finestre che si aprono in stanze buie. E non ci si stupisca del mio insistere sul corpus nei miei richiami, dettatimi dal fatto innegabile che tutta la pittura di Rossi è sostanzialmente corporale, o, se si preferisce, corporata. Tuttavia l’esprit de géometrie che, nonostante tutto governa il suo “navegar pitoresco”, fa sì che egli sul corpo delle stesure materiche spesso ami incidere o far emergere quadrati, sia su giallo (Ritratto di città contemporanea, 2011) che su verde (Il tempo che si manifesta, 2007), triangoli, su giallo (Intersecazione di colore e creatività, 2007), ma anche su azzurro, com’è in Il riaffiorare del segno 2, composta di una tela cm. 130×80 + 2 tele cm. 35×80, in cui sulla parte gialla invece è inciso un tronco trapezio, mentre nel lato destro di Osa con il colore (2012) una sezione di cerchio s’accampa sul giallo attraversato da bande rosse e di carta colorata.  Altrove Rossi ama pettinare con serpentine incatenate il fondo giallo al centro del quale è incastrato un motivo verticale formato da un rettangolo su un quadrato con all’interno un triangolo diviso dalla parte terminale della banda che dall’alto taglia l’intera composizione in rosso, blu e gialli (Sussulto di coscienza, 2010).

D’altronde, come avviene nel parlato di ciascun individuo, nel lessico di Gianni Rossi ricorrono frequentemente alcuni termini e intercalari, per cui la verticale banda (forse ottenuta con la rotazione di 90° di quella orizzontale che divideva orizzontalmente un’opera del 2004, quale Opus alchemico sigillo dell’esistenza) è ricorrente, con declinazioni differenti, pure nello medesimo anno:  in Piega formale di una emozione (2006) scende dall’alto più snella ed a punta in carta vetro e stoffa, dividendo la composizione, mentre nel coevo Testimonianza temporale del colore la divisione è più articolata in quanto ai lati della più larga banda azzurra altre corrono parallelamente ai due lati, alternando l’azzurro con il violetto del fondo, per non dire delle altre varianti in Metamorfosi di un lepidottero del 2007 ed in A… ma sarà poi vero che siamo tutti… del 2010.

Naturalmente le strutturazioni di questi elementi si differenziano per “colloqui” e connubi di motivi euclidei e cromatici.

Ed a proposito di connubi, il discorso del nostro pittore va molto oltre. Poiché non c’è dubbio che combinando astrattismo geometrico e materismo informale, egli non esita, sempre per meglio esprimere i due momenti del suo sentire (quello “loico” e quello istintuale), a spingersi alle soglie del neodadaismo con gli inserimenti di stoffe, strisce di pellicole Kodak, legni sagomati, carta colorata, carta vetro ed altro ancora, come se il suo “costruttivismo” di base gli abbia fatto riaffiorare, con gli aggiustamenti dovuti al suo temperamento,  echi del Costruttivismo russo.

Comunque va precisato che le sue soluzioni spesso si fanno unificanti, tanto che i rettilinei solchi dei bordi delle tele accorpate non di rado vengono riveduti e corretti dagli andamenti dei suoi motivi geometrici (si vedano, ad esempio, una delle più gaie e dinamiche sue opere, in virtù della grande svirgolata rossa in legno e carta colorata, cioè De…Costruzione dell’oggetto e della sua azione, 1998-99, ma anche Esperienza sensoriale dello spazio, 2000, in cui la rettilinea banda rossa, che, dopo aver seguito da destra la base delle telette dipinte in azzurro, all’improvviso scivola e risale angolarmente, rubando un po’ del loro azzurro, e L’essere e il divenire dell’emozione, 2004, per le bande verticali che presentano un simile sussulto angolare). L’opera del 1998-99, da me pubblicata anche sul tomo II di Generazione anni Quaranta della mia Storia dell’arte italiana del ‘900, instrisecamente denuncia il background grafico anni Ottanta da cui proviene il discorso pittorico di Gianni Rossi.  Anche quest’aspetto, cioè il temperamento grafico, si amalgama alla perfezione con il innegabile temperamento cromatico.

Non bastasse, in altri lavori le oscillazioni tra pittura e inserti oggettuali convivono in perfetti amalgami strutturali, tanto che si potrebbe parlare di visive rime, non sempre sciolte, tra fisicità e planarità policromatica, sempre sub specie geometriae, soggetta alla coazione a ripetere stilemi, morfemi, soluzioni, tecnica e scarti geometrici, che, tutto sommato, creano, mutatis mutandis, un discorso di estrema coerenza al di là delle varianti apparenti con cui Rossi inventa nuovi motivi, quale quella sorta di euclideo punto interrogativo, formato dall’ovale rosso posto sotto il verticale rettangolo nella parte destra del dimidiato Strategie contemporanee (2006), ovale che, appunto per l’allusa coazione a ripetere, riaffiora, anche se non così frequentemente come il quadrato ed il triangolo, in altre opere, quali Testimonianza temporale di un colore (2006) e Innamoramento del colore (2010).

Già, il colore.

Gianni Rossi vi insiste, anche nei titoli delle sue opere, in perfetto parallelo con la geometria, osando sia nell’una che nell’altro, anche dichiaratamente (Osa con il colore), nel contesto di un personale discorso che è una risposta al Concretismo e nel contempo alla teosofia mondrianesca ed alla New Abstraction statunitense.

Il corpus dell’intero discorso di Gianni Rossi è articolato, come lo sono le singole opere costruite con più tele. Questa sua scelta mi fa sorgere il sospetto che egli, seppur inconsciamente, abbia voluto ricostruire una personale dimensione euclidea sulle macerie di Euclide: in un mondo in cui è impossibile essere integri e perfetti, soprattutto oggi, egli riaccorpa “membra” euclidee per creare, attraverso la pittura, una nuova visione moderna della geometria.

Giorgio Di Genova

Gianni Rossi nasce il 22 marzo 1944 ad Angri (Sa), dove vive e lavora. Diplomato in Decorazione Pittorica all’Istituto Statale d’Arte, consegue successivamente il Magistero di Belle Arti di Napoli. Espone dal 1968. Esponente dell’arte astratto-geometrica del Sud, ha tenuto mostre personali in Italia e all’estero, ed è presente in numerose collezioni pubbliche e private. Prevalentemente attivo in pittura, ma autore altresì di pregevoli libri d’arte con monotipi, incisioni, serigrafie e di installazioni, l’artista ha svolto fino al 1995 anche una notevole attività di operatore culturale. E’ presente in dizionari e compendi storici dell’arte italiana del secondo dopoguerra.

ARIANNA SARTORI

ARTE & OBJECT DESIGN

Via Cappello, 17 – 46100 MANTOVA – Tel. 0376.324260 - info@sartoriarianna.191.it

 La nuova visione geometrica di GIANNI ROSSI

 26 ottobre – 8 novembre 2013

 Nome della Galleria: Galleria “Arianna Sartori”

Indirizzo: Mantova – via Cappello, 17 – tel. 0376.324260

Titolo della mostra: La nuova visione geometrica di Gianni Rossi

Mostra a cura di: Arianna Sartori

Date: dal 26 ottobre all’8 novembre 2013

Inaugurazione: Sabato 28 ottobre, ore 17.00

Orario di apertura: dal lunedì al sabato 10.00-12.30 / 16.00-19.30. Chiuso festivi

La Galleria Arianna Sartori Arte, in Via Cappello 17 a Mantova, dal 26 ottobre all’8 novembre 2013, ospita la mostra “La nuova visione geometrica di Gianni Rossi”.

L’inaugurazione si svolgerà Sabato 26 ottobre, alle ore 17.00, alla presenza dell’artista.

BRUNIVO BUTTARELLI

Il mio tempo, al centro della mia ricerca artistica ho posto il tema del tempo, vissuto ed indagato nelle sue molteplici valenze.
Ricostruisco le alchimie che esso opera lavorando sui materiali che il tempo stesso ha segnato, inciso, levigato, modificato e su cui agisco ripercorrendo le fasi cruciali della trasformazione e ridando vita a ciò che sembrava ormai inerte anche con associazioni nuove e inedite tra materiali diversi.
 
Un momento focale verso cui spesso tutto converge è per me quello della classicità; non a caso molte delle mie opere riprendono, anche nei titoli, miti classici.
Un’allusione alla classicità è presente sia in lavori di piccolo che di grande formato fra i quali i “sacri templi”: in essi uno spazio delimitato e chiuso da una struttura essenziale, che nella forma allude contemporaneamente a un tempio e a un teatro di marionette, accoglie elementi simbolo capaci di suscitare il racconto di molteplici storie. In queste opere coesistono una dimensione teatrale ed una religiosa, che anche nella nostra quotidianità possono travalicare una nell’altra.
Al disopra di tutto incombe un’entità che dirige e domina ogni evento: il tempo, simboleggiato da kronos.
È appunto il tempo che nasconde e copre o fa riaffiorare ogni cosa, modificando la natura, accompagnandola nelle sue cicliche mutazioni, o indossando le vesti di guardiano del cielo.
Le fasi diverse del mio lavoro si collocano appunto in vari momenti di una mia scansione cronologica che le contiene e che nello stesso tempo trova in esso la propria sintesi.

Brunivo Buttarelli

 

Brunivo Buttarelli

Nasce nel 1946 a Casalmaggiore (Cr) dove vive e lavora. Si diploma nel 1968 all’Istituto “T. Toschi” di Parma dove, dal 1971 al 1990, è chiamato ad occupare la cattedra di Tecniche Pittoriche Murali. In questo periodo lavora prevalentemente come restauratore di pitture murali e affreschi, e impegna molto del suo tempo nello studio e scoperta della archeologia. Fonda il C.C.S.P. (Centro Casalasco di Studi Paletnologici). Collabora con il Museo Tridentino di Scienze Naturali, realizzando stratigrafie, planimetrie e disegni in molti scavi in Italia Settentrionale. Nel 1986 inizia l’attività di pittore e scultore scenografo al Teatro Regio di Parma, incarico che dura sino al 1991. In questi anni matura un rapporto di conoscenza e familiarità con le materie prime – il legno, la pietra, il ferro, la cera – delle sue future sculture.

Nel 1990 interrompe l’attività didattica per dedicarsi completamente alla ricerca scultorea.

Figura ad oltre cento esposizioni collettive, nel 2011 è invitato da Vittorio Sgarbi al Padiglione Italia 54a Esposizione Internazionale di arte contemporanea della Biennale di Venezia a Milano alle Sale del Re. Sue opere si trovano in importanti collezioni pubbliche e private in Italia ed all’estero.

Mostre personali: 1995 – Palazzo Ducale – Loggiaio D’Onore, Revere (Mn). Sculture nell’Antico Uliveto, Pozzi di Seravezza (Lu). Sala delle Colonne, Nonantola (Mo). Galleria Alphacentauri, Parma. 1996 – Forte Spagnolo, Sala Chierici – Bastione Est, L’Aquila. 1997 – Palazzo Comunale di Carrara (Ms). Villa Boselli, Arma di Taggia (Im). 1998 – “Affioranti” Sculture nel parco, Concamarise (Vr). Spazio S. Croce, Piazza Garibaldi, Casalmaggiore. Yanagisawa Gallery, Urawa Saitama (Japan). 1999 – Private Banking-Credito Italiano, Parma. Brunivo Buttarelli & Nono Takaoka “Two Sculptur Show”, Gallery F, Minokamo, Gifu (Japan). “Brunivo Buttarelli & Nono Takaoka, “Two Sculptur Show”, Plaza Gallery, Tokyo (Japan). 2000 – “Una fontana in piazza”, Coenzo (Pr). 2002 – “Poobelisco”, Piazza Turati, Casalmaggiore. 2003 – “Elogio alla leggerezza”, Museo Geologico di Castell’Arquato (Pc). “Planimetria di Paesaggi”, Galleria Arianna Sartori Arte, Mantova. 2005 – “Carte e sculture”, Yanagisawa Gallery, Urawa Saitama (Japan). 2006 – “Il sentimento del tempo”, Palazzo Stanga, Cremona. 2007 – “Sorvolo”, Galleria San Ludovico, Parma. 2008 – “Storie Incantate”, Spazio Pisanello, San Fermo Maggiore, Verona. 2009 – “I luoghi del tempo”, Museo Diotti, Casalmaggiore. 2010 – “Imagomundi”, Contemporary Art, Lamezia Terme (Cz). 2011 – “Il Bosco” Euroflora, Palazzo della Borsa, Genova. “Ciò che rimane del Tempo”, Galleria Ostrakon, Teatro Verdi, Palazzo di Villa Hanau, Milano. 2012 – “TEMPOR(natur)ALE”, Galleria Il Sipario, Parma.  “Taurus in Terrae”, Turro di Podenzano (Pc). Funabashi 2012 (Giappone). Galleria Il Lepre, Piacenza. “A red carpet for italian interiors”, Londra. 2013 – “Vertebre”, Meano Borgo dei Creativi.

Simposi: 2013 – “Symposium of Art 2013”, Gabelhofen (Austria). 2012 – “FIDENZA VILLAGE e FONDAZIONE D’ARS”. “European Artists”, Essen. 2011 – Sculpture And Painting Symposium, Shree Guru Vidya Peetha Campus, Gulbarga (India). Vth International Art Symposium Alanica 2011, Vladikavkaz (Russia). “PADIGLIONE ITALIA 54a Esposizione Internazionale di arte contemporanea della Biennale di Venezia”, a cura di Vittorio Sgarbi. 2010 – Kendlimajor Symposium, Muvcszeti Akademia, Nagykanizsa (Ungheria). 18° European Artists Symposium, Essen (D). 2009 - Dialogue of identities Symposium. The Society for Fine Arts, Muscat (Oman). Mayer Symposium, St. Michael (A). Schloss Gabelhofen symposium, Fohnsdorf (A). 2008 – Kendlimajor Symposium, Muveszeti Akademia, Nagykanizsa (Ungheria). Schloss Gabelhofen Symposium, Fohnsdorf (A). 2007 – Canale dell’arte, Cerva di Rossa, Valsesia (Va). 2006 – Thermal Park Symposium, Besenova (Slovacchia). 2005 – Svetionik 2005 Kulturni Centar Begec Symposium, Novi Sad (Serbia). Freies, atelier, symposium, Hausatelier Brandner, Niklasdorf (A). 5° european artist symposium, Kunstaktion in der Leobener Straussgasse (A). 1999 – The 1st PuYò International Modern sculture Symposium, (Corea). 1998 – “Moto Perpetuo” III Rassegna Internazionale, Pescocostanzo (Aq). 1996 – XXIII Premio Internazionale “Valle Roveto”, Civitella Roveto (Aq). 1994 – IV Simposio Internazionale di Scultura Linea, Lama Mocogno (Mo).

ARIANNA SARTORI

ARTE & OBJECT DESIGN

Via Ippolito Nievo, 10 – 46100 MANTOVA – Tel. 0376.324260 - info@sartoriarianna.191.it

 BRUNIVO BUTTARELLI

 19 – 31 Ottobre 2013

 Nome della Galleria: Galleria “Arianna Sartori”

Indirizzo: Mantova – via Ippolito Nievo, 10 – tel. 0376.324260

Titolo della mostra: Brunivo Buttarelli

Mostra a cura di Arianna Sartori

Date: dal 19 al 31 Ottobre 2013

Inaugurazione: Sabato 19 ottobre, ore 17.30

Orario di apertura: dal lunedì al sabato 10.00-12.30 / 16.00-19.30. Chiuso festivi.

Sabato 19 ottobre alle ore 17.30, la Galleria Arianna Sartori, inaugura la mostra personale dello scultore Brunivo Buttarelli a Mantova nella sede di Via Ippolito Nievo 10.

La mostra resterà aperta al pubblico fino al 31 ottobre 2013.

 

CHIARA ROSSATO “Tango” Sculture in terracotta

“Morbide sensazioni avvolgono lo scenario delle terrecotte di Chiara Rossato, scandito da invitanti volute materiche e da lieti ritmi ancestrali. In questo magma di creatività scultorea s’intuisce una personalità solare, dotata di forte impatto comunicativo e temprata dall’esperienza della manualità.

L’artista mantovana riesce a ricreare suggestioni interiori mediante la valorizzazione dei contenuti e delle forme, sempre morbide e dinamiche, che la terracotta esalta con una patinatura e verniciatura a freddo. Ne risulta una straordinaria sintesi esecutiva, che diviene specchio di una ricerca ben più complessa di quella formale: l’indagine introspettiva, rivolta alla conoscenza di se stessa e dell’anima.

La rievocazione del passato e della gloria della tradizione storico-artistica fà di Chiara Rossato una grande interprete delle profonde motivazioni dell’arte del nostro tempo”.

Sabrina Falzone

“Forte carica di espressione compositiva hanno le opere scultoree che esegue con dedizione ed amore. Con le sue opere m terracotta riesce a trovare appaiamento del suo io, e della sua arte, creando in questo modo con sincera emotività ogni torma di intima riflessione. I suoi lavori esprimono sensualità, delicatezza, e forza, che non sono altro che le parti fondamentali del suo animo”.

Elena Cicchetti, Viterbo 15 maggio 2010

 Ho iniziato così

Sono Chiara Rossato nata a Mantova dove vivo e lavoro.

Nel 1992 ho iniziato un corso di terracotta per dilettanti con il Maestro Andrea Jori. L’ho fatto spinta dalla curiosità e per sperimentare cose diverse; ho seguito corsi avanzati nel ‘93 e ‘94, poi per 10 anni non ho più toccato “terra”.

Ho ripreso alla fine del 2004 con rinnovato entusiasmo. Con la terra mi sento a mio agio e sempre più lascio che siano le mani ed il cuore a far uscire l’opera.

L’opera è finita quando mi sento soddisfatta.

 Esposizioni principali

2006 – Ristorante Portichetto, Mantova. 2007 – Ristorante Portichetto, Mantova. Bar Elena, Mantova. Bar 981, Mantova. Minuetto Cafè, Mantova. Ca’ Tiepolo, Isola di Albarella (Ro). 2008 – Minuetto Cafè, Mantova. Galleria “Il Rivellino”, Ferrara. Galleria “Studio 5”, Conversano (Ba). Ca’ Tiepolo, Isola di Albarella (Ro), luglio e agosto. Galleria “Artecultura”, Milano, settembre e novembre. Galleria “Il Saggio”, Mantova. 2009 – Torre Strozzi, Parlesca (Pg). Bar “Scatola Magica”, Mantova.  Galleria “Il Saggio”, Mantova. 1° Rassegna Reg. Prov. Com., Brescia. Castello Pallavicino-Casali, Monticelli d’Ongina (Pc). Ca’ Tiepolo, Isola di Albarella (Ro). L’Arte delle Donne, Corte Castiglioni, Club Unesco, Casatico (Mn). 2009/2010 – Galleria “La Spadarina”, Piacenza. 2010 – Ospedale Carlo Poma, Club Unesco, Mantova. Galleria “Arte Città Amica”, Torino. Galleria “Il Borgo”, Milano. Arte Fiera, Marina di Carrara. Galleria “Studio Arte Quattro”, Roma. Galleria “Il Borgo”, Milano. Palazzo Leti Sansi, Spoleto (Festival dei Due Mondi). Colonne d’Artista, Matera. Galleria “La Spadarina”, Piacenza, Premio della Critica. La Bicocca, Desenzano del Garda. Galleria 9+1, Moniga del Garda (Bs). Galleria “Studio Arte Quattro”, Roma. Arte Fiera, Padova. Galleria “Il Saggio”, Mantova. 5° Biennale d’Arte, Ferrara. Salone Espositivo “Carletti”, Alassio (Sv). 2011 – Galleria “Artecultura”, Milano. Galleria “La Telaccia”, Torino. Premio Leone d’Oro per l’Arte, Sirmione (Bs). 55° Salone Internazionale d’Arte Contemporanea, Palazzo Congressi, Beziers (Francia). Galleria “Il Rivellino”, Ferrara. Galleria “Il Saggio”, Mantova. Artisti Europei a Cremona, Cremona. Hotel Miramare, Cesenatico con Artexpo, Cesenatico. Galleria “Amart Louise”, Bruxelles. Galleria “Arte Città Amica”, Torino. Premio S. Crispino, Villa Baruchello, Porto S. Elpidio (Fm). 2011/2012 – Galleria “Sabrina Falzone”, Milano. 2012 – Galleria “Artecultura”, Milano. 1° Concorso d’Arte Internazionale “La Grisaglia”, Villa Rosa di Martinsicuro (Te). 2° Biennale Internaz. d’Arte di Asolo (TV). Galleria Vista, Roma. Itaca Gallery, Verona. Arte Fiera Padova. 2013 – Galleria Il Saggio, Mantova, Arte Fiera, Innsbruck. Arte Fiera, Forlì. Reus Galerie, Berlino. “Artquake”, Casa del Mantegna, Mantova.

 Hanno scritto di Lei:

Mariarosaria Belgiovine, Ottavio Borghi, Elena Cicchetti, Paola Cortese, Sabrina Falzone, Teodosio Martucci, Salvatore Russo, Giorgio Saggiani.

ARIANNA SARTORI

ARTE & OBJECT DESIGN

Via Ippolito Nievo, 10 – 46100 MANTOVA – Tel. 0376.324260 - info@sartoriarianna.191.it

 

CHIARA ROSSATO

Tango

Sculture in terracotta

5 – 17 Ottobre 2013

 Nome della Galleria: Galleria “Arianna Sartori”

Indirizzo: Mantova – via Ippolito Nievo, 10 – tel. 0376.324260

Titolo della mostra: Chiara Rossato. Tango. Sculture in terracotta

Date: dal 5 al 17 Ottobre 2013

Inaugurazione: Sabato 5 ottobre, ore 18.00

Presentazione in galleria: critico d’arte e regista teatrale Walter Delcomune

Esibizione: Marialba & Stefano – MantovaTangoClub

Orario di apertura: dal lunedì al sabato 10.00-12.30 / 16.00-19.30. Chiuso festivi.

La Galleria Arianna Sartori di Mantova, ospita nella sede di Via Ippolito Nievo 10, una mostra di sculture in terracotta di Chiara Rossato.

Il prossimo sabato 5 ottobre alle ore 18.00, l’esposizione intitolata “TANGO”, sarà presentata dal critico d’arte e regista teatrale Walter Delcomune alla presenza dell’artista. L’inaugurazione sarà arricchita da una esibizione di Marialba & Stefano del MantovaTangoClub.

La mostra resterà aperta al pubblico fino al 17 ottobre 2013.