Mario Lipreri: interfaccia col futuro

Sabato 30 novembre alle ore 17.00, la Galleria Arianna Sartori, inaugura la mostra omaggio all’artista mantovano Mario Lipreri intitolata “Interfaccia col futuro” a Mantova, nella sede di Via Ippolito Nievo 10.

La mostra sarà presentata in galleria da Renzo Margonari, autore del testo in catalogo.

L’esposizione resterà aperta al pubblico fino al 23 dicembre 2013.

Mario Lipreri: interfaccia col futuro

Aggiungo una pagina a quanto già ho scritto -è parecchio- circa l’opera artistica di Mario Lipreri. Vorrei che queste righe fossero intese come un’ultima riflessione, aggiungendo un’altra interpretazione possibile, per una definitiva valutazione della notevole complessità estetica dei suoi dipinti. Nell’incomprensibile, insufficiente e confusa gestione degli affari culturali della nostra città è consuetudine incaricare ignari deliberanti a stabilire quali siano i maggiori rappresentanti della nostra arte figurativa. E’ facile comprendere come simili comportamenti corrispondano al peggior conformismo. Così sono preferiti quegli autori che hanno seguito il successo delle mode, gli imitatori, mentre s’ignora chi ha sviluppato un proprio mondo poetico ed eseguito una progressiva e personale qualità espressiva. Talvolta si è voluto porre in dubbio -pur senza argomentare-, la mia meditata affermazione che l’arte mantovana è prevalentemente di specie fantastica, evidente per chi conosce lo svolgimento di una sensibilità locale che s’è andata formando da Pisanello a Mantegna, a Giulio Romano, fino ad Aldo Andreani, proseguita in un gran numero d’artisti del XX secolo e dimostrabilmente si perpetua con quei giovani che non imitano maestri affermati, ma cercano autonomamente la propria verità. Allora, prima che intervenga qualche inopportuno sapiente ad affermare una diversa interpretazione dell’opera di Mario Lipreri, affermo l’ovvietà che egli illustra altamente la sensualità estetica mantovana perché interprete di un’espressione fantastica e visionaria. Sarei contento se qualcuno confermasse come tale precisazione sia del tutto inutile, data l’evidenza, ma in quest’occasione ritengo doveroso tentare senza alcuna formalità una sistemazione precisa della scelta poetica consapevolmente adottata dell’artista, anche perché –di conseguenza- afferma la sincerità poetica e l’aderenza coerente tra la sua immaginazione e i modi impiegati nel dare forma inconfondibile a uno stile riconoscibile della sua personalità sognante e speculativa, peculiare. Dico di un artista instancabile nell’indagare i meandri delle sensazioni primordiali e della loro configurazione naturalistica della memoria profonda. Simile osservazione non limita, bensì esalta l’arte di Mario Lipreri, in ultimo anche scultore, che ha coltivato al massimo la capacità di rappresentare e interpretare artigianalmente con i mezzi tradizionali e caparbietà accademista la realtà del pensiero, trasformando il vero oggettivo in sogno, la giustezza geometrica del progetto concettuale in sensualità immaginaria.

E’ assai probabile che l’arte seguendo gli sviluppi scientifici com’è sempre avvenuto, si stia avviando verso un proprio evo tecnologico. In questo processo si ravvivano le menti resistenti di chi non accetta mutazioni repentine senza aver prima formulato una ricognizione materiale del pensiero e dei mezzi estetici applicati fino a ora. In questi tempi osserviamo il recupero di Pittura e Scultura con le loro specifiche determinazioni specifiche anche da parte di molti autori giovani. Perciò stiamo assistendo al rinnovarsi di un approccio tradizionale, con parvenze retroattive e anacronistiche, contrario o controcorrente che dir si voglia, come un verismo esasperato e ripensamenti della forma estetica già maturati nell’era rinascimentale. Simile atteggiamento non dev’essere scambiato per antistorico, bensì accolto come una verifica totalizzante, un rendiconto, prima di eseguire un’effettiva connessione alle tecnologie contemporanee. In arte, infatti, come vede chiunque, l’applicazione dei nuovi mezzi elettronici e cibernetici non sta producendo nuove immagini, ma soltanto l’impiego di tecniche espressive inedite. Non si crea una nuova realtà virtuale ma una versione traslata della realtà materiale. E’ necessario, dunque, ormai, distinguere nettamente la rappresentazione della verità oggettiva da quella virtuale senza che l’una possa considerarsi più attuale dell’altra, affinché gli artisti possano definire i propri percorsi futuri.

Con i suoi dipinti, Mario Lipreri si è posto come a metà percorso attraversando un ponte. E’ ben piazzato, dunque, per operare la connessione tra l’Alto Medioevo e l’era elettronica. Finalmente ci accorgiamo che le sue meditazioni e i silenzi erano preveggenti. Tra le varie letture delle sue immagini, infatti, posso aggiungere che il labirintico brulicare di sedimenti realistici accanto a forme sconosciute di pura invenzione, può essere visto anche come l’intricato labirinto di particelle elettroniche conduttrici che ricevono e trasmettono impulsi tra loro seguendo tracciati di navigazione megatronica. Dapprima egli crea un impianto formale strutturale a sostegno di un’infinità di piccoli segni che s’interrompono e si riconnettono, si scontrano e si collegano. Emergono, così immagini di oggetti esistenti accanto a quelle che immaginiamo di scorgere nell’elaborata materia pittorica finemente tessuta, un groviglio intricatissimo di connessioni tra un segno e l’altro, tra un colore e l’altro. Nelle varie occasioni in cui ho commentato l’arte di Lipreri ho fornito letture e interpretazioni seguendo d’istinto la suggestione geologica mentre l’occhio scopre improbabili fossili e microrganismi pietrificati, calcificati, stratificazioni di sedimenti tellurici o alluvionali, ma oggi posso rileggerle come quelle di un microcircuito prestampato, l’interfaccia seriale di un calcolatore elettronico, la vista contemporanea di più pellicole sovrapposte, impressionate contemporaneamente. Simili possibilità interpretative seguono al fatto che si esamina una pittura ricca, proveniente da un’immaginazione anche armoniosamente ossessiva. L’artista ne sembra posseduto e perso nel piacere esplorativo dell’immagine che si autoproduce e prolifera moltiplicandosi e approfondendosi. E’ come se Lipreri usasse un microcopio per esaminare una macro formazione: riducendone le dimensioni, può osservarne una parte maggiore di quella che entrerebbe nell’obiettivo, individuando ogni dettaglio.

E’ convinzione comune -condivisibile ma indimostrabile- che gli artisti e i poeti possiedano facoltà medianiche e possano, involontariamente o inconsapevolmente, tramite la pura intuizione, preconoscere e predire situazioni passate rimaste occulte perfino alla scienza, e pure futuri sviluppi della cognizione tecnologica e biologica. Ciò accade, però, solo quando l’artista è capace di perdersi in quello stato di piena astrazione chiamata “fantasia” che consente di proiettare la mente e il corpo “dentro” l’immagine concepita nel suo progetto, conseguente a molti anni di ricerca, di pratica e annosa verifica. Mario Lipreri, con le sue tomografie telluriche, con la sua micro gestualità segnica da miniaturista, ha realizzato ogni volta e in ogni opera questo stato di vigile incoscienza così prossima all’automatismo surrealista, seguendo il proprio percorso spirituale come un rabdomante segue l’impulso nel cercare una vena d’acqua. Simile abbandono l’ha condotto a un immaginario che appare autoproliferante, autocreativo e continuo (la forma viva nasce dalla forma morta, il movimento consegue alla stasi, originando un ciclo perpetuo, come accade in natura). Ciò che chiamiamo realtà tangibile è originata da una vibrazione submolecolare, in un cero senso è realtà virtuale Tra la realtà virtuale e quella oggettiva, ricordiamocene, l’artista può individuarne una terza: la verità del sentimento che incontra l’idea assoluta dello stile espressivo comunicante, la poesia che ci fa umani.

Renzo Margonari

Mario Lipreri

Nasce a Curtatone (Mn) il 27 febbraio 1938; muore il 6 febbraio 2010.

Frequenta la Scuola Statale d’Arte di Mantova, seguendo i cosi del pittore e disegnatore Giovanni Minuti, approfondendo le tecniche del disegno e dell’acquerello. La sua vera attività artistica ha inizio negli anni Settanta, con l’esecuzione di paesaggi delicati, intimistici e nature morte con rimandi a Morandi e a Braque. Nel 1980 dal periodo delle nature morte, ancora leggibili figurativamente, si sposta a quello della “ricerca archeologica”, esposte nella sua prima mostra personale alla Galleria Leonardo di Pegognaga nel 1981. Inizia qui il lungo percorso di Lipreri nella ricerca tesa e sottile dell’archè. Dal 1982 si susseguono importanti personali (a Mantova, Bologna, Pisa, Verona, Milano, Prato, Treviso, Bergamo, Viadana), con letture critiche di R. Margonari, F. Bartoli. M, Corradini, N. Micieli, G. Segato, A. Righetti, e significative presenze in collettive a livello nazionale ed europeo, molte  delle quali aderendo al sodalizio artistico costituito dal pittore reggiolese Gianni Baldo. Nel 2000 prende parte alle rassegne “Arte a Mantova 1950-1999” alla Casa del Mantegna di Mantova e “Il disegno a Mantova 1950-2000” alla Pinacoteca Comunale di Quistello, e nel 2001 alla collettiva “Arte di Mantova e Siracusa”, organizzata nella città siciliana e poi al Museo di Gazoldo degli Ippoliti.

 

Mostre e rassegne recenti: 1995 – Galleria del Popolo, Mirandola (Mo), personale. Fondazione Battaglia, Milano, personale. “Artissima”, Lingotto Fiere, Torino, collettiva. Rassegna “Italian Art Team”, Baskiri (Russia), collettiva. 1996 – “UndicixUndici”, Atelier d’arte Ducale, Mantova, collettiva. “Artissima”, Lingotto Fiere, Torino, collettiva. Polveriera Napoleonica, Palmanova (Ud), collettiva. Galleria Comunale, Palazzo Municipale, Trieste, collettiva. “In un segno che in un sogno sogna se stesso…”, Galleria del Libraio, Treviso, collettiva. “Archeologia fantastica”, Centro Culturale S. Giorgietto, Verona, personale. “Percorrendo sentieri come spirali”, Galleria La Nuova Sfera, Milano, collettiva. 1997 – Galleria Bertrand Krass, Innsbrüch, collettiva. “Sette Codici per Comunicare”, Galleria d’Arte Radice, Lissone (Mi), collettiva. Società Artisti e Patriottica, Milano, personale. Galleria Incontri Scrimin, Bassano del Grappa (Vi), personale. Mostra dei libri d’artista, Fiera d’Arte “Art Jonction ‘97”, Nizza. “Dalle Fluttuanti regioni della memoria”, Galleria Il Rivellino, Ferrara, collettiva. “Natura Lacerata”, Atelier degli Artisti, Brescia, collettiva. 1998 – “Lungo viaggio verso la Luce”, Galleria Bedoli, Viadana (Mn), personale. Mostra dei libri d’artista, Galleria d’Arte Studio e Oggetto, Milano. Mostra dei libri d’artista, Galleria d’Arte Felini, Lugano. “Lungo Viaggio Verso la Luce”, Atelier Arti Visive “Ducale”, Mantova, personale. 1999 – IIa Biennale “Artisti e ambiente alpino”, Casa degli Artisti, Canale di Tenno (Tn). IIa Biennale “Artisti e ambiente alpino”, Palazzo Trentini, Trento. Galleria d’Arte Radice “Il Cerchio dei Mutamenti”, Lissone (Mi), collettiva. Mostra dei libri d’artista.Expo Arte, Bari. “Atlante”, Sala ex Filanda, Maniago (Pn), collettiva. 2000 – “Il disegno a Mantova 1950/2000”, Pinacoteca di Quistello (Mn). “Arte a Mantova 1950/1999”, Casa del Mantegna”, Mantova. Mostra dei libri d’artista, Cité Universitaire Maison de l’Italie, Parigi. “I Libri dell’Arte”, Galleria Libreria Bocca, Milano, collettiva. “I Segni dell’Evento”, Palazzo Comunale, Cremona, collettiva. “Inquietudini d’inizio secolo”, Circolo Arti Figurative, Empoli, collettiva. 2003 – Mostra Internazionale d’arte itinerante 30×30, Centro Studi L.A. Muratori, Modena, collettiva. Mostra Internazionale d’arte itinerante 30×30, Galleria Comunale di arte moderna e contemporanea, Piombino (Li), collettiva. “Conservare il tempo 1981-2002”, a cura di Renzo Margonari, MAMU Museo d’Arte Moderna, Gazoldo degli Ippoliti (Mn). 2004 – Ninos, Progetto Roberto “ONLUS”, Palazzo della Gran Guardia, Verona, collettiva. 2005 – 1a Rassegna d’arte contemporanea, Galleria Arianna Sartori, Mantova. 2007 – “Segreti di verità”, La loggia degli Artisti, Camera di Commercio, Mantova, personale. Rassegna internazionale d’arte città di Bozzolo, IIIa Biennale “Preesistenza della figurazione fantastica”, opera acquisita alla raccolta civica “Premio Bozzolo”, Bozzolo. 2008 – “Paleontografie visionarie”, Galleria 2E, Suzzara (Mn), personale. 2009 – “7Espressioni7. Magie dell’arte e della vigna”, Villa Mirra, Cavriana, collettiva. 2010 – Casa del Mantegna, Mantova, rassegna.

Di lui hanno scritto:

Werther Gorni, Renzo Margonari, Francesco Bartoli, Mario Cattafesta, Benvenuto Guerra, Mauro Corradini, Lino Lazzari, Giorgio Tomaso Bagni, Franco Riccomini, Beatrice Fonte, Nicola Micieli, Franco Pone, Carlo Milic, Franco Batacchi, Giorgio Segato, Alfredo Gianolio, Dino Pasquali, Alessandro Righetti, Renzo Francescotti.

ARIANNA SARTORI

ARTE & OBJECT DESIGN

Via Ippolito Nievo, 10 – 46100 MANTOVA – Tel. 0376.324260 - info@sartoriarianna.191.it

MARIO LIPRERI

interfaccia col futuro

30 Novembre – 23 Dicembre 2013

Nome della Galleria: Galleria “Arianna Sartori”

Indirizzo: Mantova – via Ippolito Nievo, 10 – tel. 0376.324260

Titolo della mostra: Mario Lipreri: interfaccia col futuro

Presentazione in galleria di Renzo Margonari

Date: dal 30 novembre al 23 dicembre 2013

Inaugurazione: Sabato 30 novembre, ore 17.00

Catalogo: in galleria

Orario di apertura: Feriali 10.00-12.30 / 16.00-19.30. Festivi 15.30-19.00

 

LUIGI DESIDERATI DANIELA SAVINI GIORGIO SOMENSARI: 23 Novembre – 5 Dicembre 2013

Sabato 23 novembre alle ore 17.00, la Galleria Arianna Sartori, inaugura la mostra “Luigi Desiderati – Daniela Savini – Giorgio Somensari” a Mantova nella sede di Via Cappello 17. I tre artisti mantovani esporranno alcuni dipinti inediti e mai esposti in precedenza.

La mostra resterà aperta al pubblico fino al 5 dicembre 2013.

DESIDERATI LUIGI

Nasce a Ceresara (Mn) nel 1934. Pittore e grafico, inizia ad occuparsi d’arte fin dai primi anni Cinquanta. Successivamente (1953-1957) frequenta e si diploma all’Istituto d’Arte di Mantova sotto la guida del Professor Giovanni Minuti (1889-1960). Dal 1969 aderisce al “Grupponove” di Mantova con il quale matura importanti esperienze artistiche. Desiderati ha lungamente ricercato una propria autonoma forma espressiva prima di provarsi in impegnative competizioni. La sua attività espositiva è documentata a partire dal 1958 da un cospicuo numero di partecipazioni a rassegne d’arte e di mostre personali in Italia ed anche all’estero. Ricco il florilegio di premi e riconoscimenti conseguiti, così come il novero degli scritti su pubblicazioni d’arte, cataloghi, riviste di settore e quotidiani a firma di nomi ragguardevoli della critica e del giornalismo. Dipinti di Luigi Desiderati sono presenti in collezioni private e pubbliche in Italia e all’estero.

DANIELA SAVINI

Nata a Teramo nel 1975, risiede a San Giorgio di Mantova. Sin dall’infanzia ha dimostrato un forte talento nel disegno perfezionato al Liceo Artistico Statale di Teramo in cui ha conseguito il diploma e contemporaneamente l’attestato professionale di Decoratore di Ceramica. Ma ciò non le da soddisfazione e spinta alla ricerca di sé forse per colmare un vuoto interiore si trasferisce a Parma per frequentare Conservazione dei Beni Culturali, quindi un indirizzo completamente diverso più letterario, consegue la laurea e subito dopo il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Mantova ed infine per varie vicissitudini si trasferisce a Mantova. Di nuovo continua a provare un forte malessere esistenziale e quanto ha realizzato non è sufficiente, pertanto si decide a ritornare sui suoi passi e riprendere la sua vera naturale inclinazione nel fare artistico come mezzo e processo catartico di manifestazione – realizzazione dell’io.

GIORGIO SOMENSARI

È nato a Mantova il 24 gennaio 1936, inizia a dipingere all’età di 16 anni, mostrando fin da subito una spiccata sensibilità e un precoce talento. Artisticamente è un autodidatta. Nipote di Luigi Somensari, artista degli anni Venti, dipinge paesaggi lacustri e scorci cittadini di Mantova, dapprima seguendo le orme dello zio paterno. Diplomatosi geometra, lavora come dirigente per un’azienda di laterizi che lo porta a trascorrere molto tempo lontano dalla sua città e di conseguenza a trascurare anche la pittura. Dal 1996, cessati gli impegni lavorativi, si dedica interamente all’attività artistica. Numerose sono le mostre personali e le rassegne collettive a cui partecipa. Da segnalare è, inoltre, la frequentazione del Laboratorio di Anna Moccia con il Gruppo “I pittori di Via Mazzini”. Di lui hanno scritto diverse persone autorevoli su altrettante testate giornalistiche.

Sandro Lorenzini. La Luna, il Sole e alter figure

Sabato 16 novembre alle ore 17.00, la Galleria Arianna Sartori, inaugura la mostra personale del Maestro Sandro Lorenzini “La Luna, il Sole e alter figure” a Mantova nella sede di Via Ippolito Nievo 10. La mostra sarà presentata in galleria da Luca Bochicchio.

La mostra resterà aperta al pubblico fino al 28 novembre 2013.

 

Le figure e il tempo nella pittura di Sandro Lorenzini

L’HAIKU è una tipologia di poesia giapponese, la cui metrica codificata in versi contratti e intensi viene usata per dare voce ad emozioni e suggestioni suscitate da eventi atmosferici improvvisi, visioni della natura o lirismo contemplativo. Ormai un anno fa, nel novembre del 2012, Sandro Lorenzini, noto al pubblico soprattutto come scultore ceramista, ha scolpito, uno dopo l’altro, versi haiku accompagnati da disegni e collages: piccoli dipinti che rapiscono l’occhio e il pensiero grazie alla simmetria delle linee e delle forme, ai contrasti cromatici e alla poesia delle figure. E’ iniziato così un momento introspettivo e contemplativo, una riflessione intellettuale e poetica, un passaggio che ha portato l’artista ad iniziare e a completare una serie di dipinti di grande formato. Il titano da fucina, che nelle notti e nei giorni creava giganti in terracotta, appare ora nel suo studio luminoso più simile ad un San Gerolamo con penna, libro e teschio in mano. La tensione creativa è immutata, anzi è aperta a ventaglio verso la letteratura (Borges, Calvino, Buzzati), la musica (Bach soprattutto), la contemporaneità, il mondo oltre la fisica.

Lorenzini riparte dalla figura: concretizzazione del pensiero che riveste per lui un significato profondo e strutturale. Nella figura c’è la costruzione, la scelta, la fissità di un ragionamento, di una volontà di rappresentazione che la pura ed effimera immagine non trattiene. Lorenzini si spinge oltre, e precisa che la figura esiste al di fuori e prima dell’uomo. Dal momento in cui sceglie di rivelarsi a uno o ad un altro essere umano è essa a governare il gioco, a farsi rincorrere. Chiede di essere seguita con tutte le forze e, in cambio, ti dona la consapevolezza del tuo lavoro, del tuo essere.

Questa serie pittorica di trenta quadri fra tele e cartoni, la prima dello scultore Lorenzini, è sbalorditiva per i risultati formali e concettuali. Un’arte che apparentemente potrebbe sembrare evasiva, di puro piacere estetico, racchiude chiaramente in sé una presa di posizione cosciente nei confronti del fare artistico all’interno di una società e di un tempo storico circoscritti all’attualità. La risposta di Lorenzini alla crisi dell’uomo e dell’arte parte dalla cura meticolosa con cui egli forgia il supporto (un cartone preparato con acrilici, telaio in legno e isolante sintetico), per dargli solidità, resistenza e tutto il corredo necessario ad attraversare il tempo come opera unica, come testimonianza storica.

Elementi ricorrenti quali il varco prospettico, le quinte teatrali, la centralità e la simmetria dello spazio, le forme archetipiche del cavallo, del cavaliere, del pesce, dell’albero e dell’angelo sono figure retoriche visuali che costruiscono un racconto anti-descrittivo, fatto di allusioni e rimandi al cammino dell’esistenza umana. La dimensione terrena, quella celeste e quella sottomarina si fondono in un’unità che è quella del pensiero, della visione, del rapimento lirico e spirituale. Il rigore geometrico e ritmico è simile a quello di una partitura musicale, nella quale le battute di apertura e chiusura sono iper-decorate, ricche di segni, arabeschi e colori.

Lorenzini rivendica il diritto, come artista, di guardare e criticare le tensioni, il mistero e la degenerazione dell’attualità con libertà di giudizio e di espressione poetica e figurativa. Attraverso la ridda di codici, colori, forme e scenografie, Lorenzini sembra voler sottolineare come la nostra storia presente non sia scissa da quella passata e dal mito che l’ha in qualche modo accompagnata e creata. Il ciclo del tempo accomuna il percorso della vita sulla terra e quello del racconto. La visione di Lorenzini è il lucido tentativo di fermare, spiegare e trasmettere l’emozione di trovarsi in questo momento di passaggio, con una finestra aperta in ascolto del brusio e del sibilare degli spiriti che attraversano le campagne dell’invisibile, vicinissimi a noi.

Luca Bochicchio

Sandro Lorenzini nasce a Savona nel 1948.

Terminati gli studi in scenografia all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, Sandro Lorenzini opera fino al 1975 come scenografo nell’ambito teatrale milanese.

Dopo questa data lo scultore sceglie come suo principale mezzo espressivo la ceramica, riconoscendo a questo materiale caratteristiche di duttilità ed espressività ideali.

Nel 1984 su invito di Peter Voulkos, si reca negli Stati Uniti per lavorare ad un progetto relativo alla scultura ceramica di grande dimensione presso la Berkeley University.

Successivamente svolge un’analoga attività presso la California State University, San José, ove sarà lecturer e visiting artist in più occasioni per tutti gli anni Novanta.

Dal 1986 sperimenta l’installazione di grandi opere di scultura ceramica in spazi architettonici e storici di forte connotazione, lavorando su specifiche impostazioni tematiche (1986 “Percorsi”, Fortezza Priamar, Savona; 1991 “La Casa di Asterione”, Galleria Comunale di Arte Contemporanea, Padova; 1996 “La Casa del Re”, Palazzo Reale di Caserta; 1999 “Tra il Disperato e il Sublime” Faenza; 2000 “Lo Spazio Ritrovato”, Castello di Roccavignale; 2007 “Concreta”, Palazzo Pretorio, Certaldo).

Intensa è la sua attività espositiva dagli anni ’80, dapprima in Italia, successivamente negli USA, in Europa (Francia, Germania, Spagna), Asia (Cina, Giappone) e Medio Oriente (Egitto, Emirati Arabi Uniti).

Partecipa ad innumerevoli mostre personali, collettive e rassegne; esegue prestigiose commissioni in tutto il mondo, spaziando fra vari materiali oltre alla ceramica, come il legno, il vetro, l’acciaio, la pietra, il bronzo.

Si aggiudica numerosi premi e riconoscimenti in competizioni internazionali, come la “Biennale de Ceramique” di Vallauris,Francia, la “International Ceramic Competition” di Mino, Giappone, La “Mostra Internazionale della Ceramica” di S.Stefano di Camastra, la “Biennale Internazionale della Cereamica” di Faenza, la “Biennale for Ceramics” del Cairo, Egitto, la “Huaxia Ceramic-Square International Competition” di Foshan, Cina.

E’ responsabile dell’ideazione e della direzione artistica di importanti progetti espositivi che coinvolgono istituzioni pubbliche ed artisti internazionali.

Dall’inizio degli anni Novanta suoi importanti lavori vengono acquisiti da prestigiosi musei in tutto il mondo, primo fra tutti il Museo Internazionale della Ceramica di Faenza, poi il Museo del Palazzo Reale di Caserta, Il Museo della Ceramica di S.Stefano di Camastra, la Casa-Museo Mazzotti di Albisola, I Musei della Ceramica di Mino, Snigaraki, Toki, Seto e Gifu in Giappone, l’Italian-American Museum di San Francisco e la Anderson Ranch Foundation for the Arts di Aspen, Colorado, negli USA, i Musei di Foshan, Shiwan, Fu-Ping e Jingdezhen in Cina, oltre al Ceramic Museum del Cairo, Egitto e il Quanat al Quasbah Cultural Center dell’Emirato di Sarjah, negli UAE.

Nel 2007 lo Shigaraki Cultural Ceramic Park (Giappone) lo incarica di realizzare un prestigioso progetto relativo a sculture ceramiche modulari sospese in occasione della visita dell’Imperatore e dell’Imperatrice del Giappone.

Più recentemente la sua attività di sperimentazione artistica e didattica lo vede al lavoro per lunghi periodi presso centri di eccellenza, come il Ceramic Cultural Park di Shigaraki o l’Anderson Ranch Foundation for the Arts in Colorado.

E’ presente alla 54. Biennale di Venezia.

Nel 2012, in seguito a concorso, ottiene la qualifica di “Professor in Ceramics” dalla National Academy of the Arts di Oslo, Norvegia.

Nell’estate 2012 è “Artist in resident” presso la storica Fornace Pagliero di Castellamonte ove realizza una serie di prestigiose sculture in ceramica di grande dimensione.

ARIANNA SARTORI

ARTE & OBJECT DESIGN

Via Ippolito Nievo, 10 – 46100 MANTOVA – Tel. 0376.324260 – info@sartoriarianna.191.it

 SANDRO LORENZINI

La Luna, il Sole e alter figure

16 – 28 Novembre 2013

 

Nome della Galleria: Galleria “Arianna Sartori”

Indirizzo: Mantova – via Ippolito Nievo, 10 – tel. 0376.324260

Titolo della mostra: Sandro Lorenzini. La Luna, il Sole e alter figure

Presentazione in galleria di Luca Bochicchio

Date: dal 16 al 28 novembre 2013

Inaugurazione: Sabato 16 novembre, ore 17.00

Orario di apertura: dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 16.00-19.30. Domenica 24 novembre 15.30-19.00

Casa Museo Sartori è lieta di invitarVi alla mostra “Artisti per NUVOLARI”

Ultimi giorni, L’esposizione resterà aperta al pubblico fino a Domenica 17 novembre 2013. Orario: sabato 15.30-19.30, domenica 10.30-12.30 / 15.30-19.00.
Ingresso gratuito.
da Domenica 15 Settembre alle ore 10.00 passeranno una cinquantina di auto storiche davanti alla Casa Museo Sartori a Castel d’Ario e alle ore 11.00 si inaugurerà la mostra “Artisti per Nuvolari”, con interventi di: Arianna Sartori curatrice della mostra e del catalogo, Alessandro Pastacci Presidente Provincia di Mantova, Sandro Correzzola Sindaco di Castel d’Ario, Nicola Sodano Sindaco di Mantova, Maria Gabriella Savoia ‘Casa Museo Sartori’, e autrice del testo critico in catalogo, Giancarlo Pascal Presidente Automobile Club Mantova, Alberto Sassi Segretario AMAMS Tazio Nuvolari e la partecipazione del pilota Giordano Mozzi vincitore delle 1000MIGLIA 2011 e alla presenza degli artisti che hanno aderito all’iniziativa.
Casa Museo Sartori è lieta di invitarVi alla mostra “Artisti per NUVOLARI”
 a Castel d’Ario (Mantova) in Via XX Settembre, 11/13/15.

ROSSANO CORTELLAZZI Ricostruire il futuro

La Galleria Arianna Sartori Arte, in Via Cappello 17 a Mantova, dal 9 al 21 novembre 2013, ospita la mostra personale dell’artista mantovano Rossano Cortellazzi intitolata “Ricostruire il futuro”.

L’inaugurazione si svolgerà Sabato 9 novembre, alle ore 17.00, con presentazione in galleria di Ivan Cantoni alla presenza dell’artista.

L’OSTINATO SILENZIO DELLE COSE

Nelle città vi sono luoghi che, dopo essere stati per molti anni al centro di una vita fervida e pulsante, sono oggi dimenticati, abbandonati dall’azione del tempo. Pareti, arredi, oggetti vi occupano lo spazio che le voci, i pensieri e i sentimenti degli uomini ormai non frequentano più. Come persone costrette a lunghi anni di isolamento, queste cose hanno perso la capacità di parlare; i ricordi cui sono portatrici si sono estinti insieme alle esistenze di chi le ha lasciate per l’ultima volta.

Rossano Cortellazzi ama e fa oggetto della propria pittura proprio di questi luoghi decadenti e muti, che rappresenta in grandi tavole a olio. Il tessuto vibrante delle pennellate, l’esecuzione rapida e vigorosa fanno percepire, dietro l’aspetto consunto di case abbandonate e muri scrostati, un agitarsi potente di forze di disgregazione le quali lavorano a cancellare le tracce del passato, come milioni di batteri dissolvono i tessuti di un corpo senza vita. Questa poderosa opera di distruzione avviene con lentezza inesorabile e nel più completo silenzio. Gettando uno sguardo attraverso porte aperte su stanze vuote, il pittore sembra cogliere confusamente l’eco di parole pronunciate chissà quando, le ombre e i riflessi di movimenti ripetuti innumerevoli  volte, ma nel momento in cui si sforza di comprendere con chiarezza queste impressioni, si scontra con lo stesso ostinato silenzio.

La luce del sole, che entra tagliando con linee nette pavimenti  e consunte carte da parati, rivela e sottolinea l’oggettività del degrado, rendendo sempre più impenetrabile il confine fra ciò che è e ciò che è stato.

L’uomo è assente  dai luoghi dipinti da Cortellazzi: dell’umanità passata restano solo tracce sbiadite, l’attuale si muove altrove, magari a pochi metri di distanza, ma in una dimensione parallela. Anche quando dipinge le facciate – il versante esterno delle sue dimore – egli esclude il piano in cui esse vengono inevitabilmente a contatto con il mondo: il livello della strada, il marciapiede. Dei palazzi di città ritrae, in inquadrature molto ravvicinate di sotto in su, solo i piani alti, quasi che questi edifici non abbiano fondamenta nel presente, ma affondino le loro radici in un tempo “ di mezzo” in cui al ricordo estinto non si è ancora sostituito l’agire vivo e concreto del qui e ora.

Ivan Cantoni

Rossano Cortellazzi nasce nel 1972, vive a Campitello (Mn) dove svolge l’attività di pittore e decoratore.

La sua passione per il colore ha radici lontane, nel mestiere di imbianchini svolto nella sua famiglia da generazioni e che lo vede coinvolto fin da giovanissimo.

Verso la fine degli anni ’90 inizia il suo percorso artistico principalmente come autodidatta, ma la necessità di affinare la sua tecnica, la tenacia e la passione per l’arte lo inducono a ricercare gli insegnamenti quanto più diversi.

Inizia frequentando dal 2001 al 2006 i corsi di pittura del Prof. Enrico Beccari a Mantova e corsi estivi di trompe l’oeil a Sorano in Toscana.

Nell’estate del 2005 segue un corso di Acquerello en plein air presso la Scuola Internazionale di Grafica a Venezia.

Tra il 2006 e il 2007 frequenta a Firenze l’atelier del Maestro Silvestro Pistolesi, noto allievo di Annigoni, prendendo lezioni private di disegno dal vero.

Dal 2007 inoltre comincia a frequentare i Corsi Liberi dell’Accademia di Belle Arti “Cignaroli” a Verona, cimentandosi dapprima in disegno e nudo dal vero, poi anche in affresco e tecniche antiche; nel 2012 studia Iconografia presso la Scuola dell’Abbazia di Maguzzano (Bs).

Infine negli ultimi anni la sua maturazione artistica viene segnata dall’amicizia con lo scultore e pittore Prof. Azeglio Bertoni di Luzzara (Re), che gli fornisce preziosi insegnamenti.

Dal 2001 ad oggi ha partecipato a numerosissime rassegne d’arte e mostre collettive nel mantovano e nelle province limitrofe, ricevendo diversi riconoscimenti.

Nel 2007 e nel 2009 vince il 1° premio nella rassegna “Arte in Arti e Mestieri” a Suzzara (Mn); inizia una serie di mostre personali in provincia di Mantova, Reggio Emilia, Piacenza, e figura anche nelle Fiere di Arte Moderna di Massa Carrara e Reggio Emilia.

Partecipa anche a vari concorsi nazionali: nel 2011 vince il 4° Premio nel Concorso Internazionale “30 x 30” a Trieste.

Nel 2012 realizza la pala raffigurante S. Rita da Cascia per la Chiesa di S. Michele in Bosco (Mn).

Nel 2013 è invitato alla rassegna “Artisti per Nuvolari” alla Casa Museo Sartori di Castel d’Ario (Mn), fino al 17 novembre.

Bibliografia essenziale:

2012 – Arianna Sartori, “Catalogo Sartori d’arte moderna e contemporanea”, Mantova, Archivio Sartori Editore.

2013 – “Artisti per Nuvolari”, a cura di Arianna Sartori, Mantova, Archivio Sartori Editore.

ARIANNA SARTORI

ARTE & OBJECT DESIGN

Via Cappello, 17 – 46100 Mantova – tel. 0376.324260 - info@sartoriarianna.191.it

 ROSSANO CORTELLAZZI

Ricostruire il futuro

 9 – 21 novembre 2013

 Nome della Galleria: Galleria “Arianna Sartori”

Indirizzo: Mantova – via Cappello, 17 – tel. 0376.324260

Titolo della mostra: Rossano Cortellazzi. Ricostruire il futuro

Mostra a cura di: Arianna Sartori

Presentazione di: Ivan Cantoni

Date: dal 9 al 21 novembre 2013

Inaugurazione: Sabato 9 novembre, ore 17.00

Orario di apertura: dal lunedì al sabato 10.00-12.30 / 16.00-19.30. Chiuso festivi

LA TERRA DEL MARE Roberto Gaiezza – Giacomo Lusso Aldo Pagliaro – Ylli Plaka – Carlo Sipsz

Domenica 3 novembre alle ore 17.00, la Galleria Arianna Sartori, inaugura la mostra “La Terra del Mare. Roberto Gaiezza – Giacomo Lusso – Aldo Pagliaro – Ylli Plaka – Carlo Sipsz” a Mantova nella sede di Via Ippolito Nievo 10. La mostra e il catalogo sono a cura di Vittorio Amedeo Sacco.

La mostra resterà aperta al pubblico fino al 14 novembre 2013.

 La Terra del Mare

Una terra tutta speciale, quella in mostra a Mantova alla galleria Arianna Sartori.

Eterogenea, spesso inaspettata, dinamica e vivace, l’arte contemporanea, nella mostra, viene ricondotta necessariamente alla dimensione quotidiana, per offrire la tutti la possibilità di avvicinarvisi e fruirla. Sono stati chiamati ad esporre artisti italiani e stranieri degni di nota, nomi già ben affermati a livello nazionale e internazionale ed in grado di interpretare gli spazi a loro disposizione con modalità diverse. Il titolo della mostra, “La Terra del Mare” sottende alcuni originali significati: l’arte contemporanea qui e’ espressa in terra ceramica e poi, gli artisti presenti vengono tutti da una speciale terra di mare, quella incantevole terra ligure che ha fatto della ceramica un sogno condiviso da artisti di tutto il mondo e li ha visti aprire nel proprio territorio studi e laboratori. Tra gli altri il “gruppo cobra”. Ed e’ proprio a loro, che, con infinita modestia ma grandissimo rispetto, il nostro gruppo di artisti ha dedicato il proprio nome: “gruppo kapra”. Nella loro opera c’e’ ricerca, sperimentazione e mediazioni culturali di ogni ordine e grado: si sorprendono loro stessi di ciò che fanno, di ciò che appare loro davanti agli occhi. Quanta sana verità e umiltà. L’esposizione si articola in cinque diverse installazioni che conducono il visitatore all’interno di un percorso obbligato, creato dalle opere, dalla loro collocazione e dalle loro dimensioni. In questa mostra sono collocate opere e installazioni realizzate da artisti di diversa nazionalità’, eta’, formazione e linguaggio, in un dialogo serrato, molto suggestivo, tra estetiche diverse, secondo una modalità oggi sempre più in voga in tutto il mondo. La fruizione di queste presenze resta e resterà un fatto squisitamente personale. Ciascun visitatore sarà libero di accogliere questi segni contemporanei secondo la propria sensibilità: guardandoli come protagonisti o ignorandoli, percependone il rapporto con l’ambiente circostante o semplicemente leggendoli come opere a se stante.

Roberto Gaiezza

L’attitudine ampiamente sviluppata da Roberto Gaiezza nell’ambito di una pittura che si rinnova e si genera intorno ai valori del gesto e dell’immediatezza, mostra qui, nelle sue opere in ceramica, l’irrefrenabile intensità di un’azione che non intende esaurirsi o fermarsi nella sia pur ricca enfasi della tridimensionalità. D’altronde, l’autore non rinuncia mai al segno, al colore, all’espressione ed attraversa il territorio della pittura giungendo a testimoniare l’identità del suo gesto anche nelle forme dell’oggetto.

Giacomo Lusso

L’arte di Giacomo Lusso non esprime nulla in quanto tale, non mostra direttamente, non racconta l’ineffabile. Al contrario, presuppone un reticolo di significati riccamente articolato. La funzione di segni e simboli nella realtà di Giacomo Lusso si esprime nel tentativo di razionalizzare e dare un ordine alle cose. Nell’attribuire un senso a quanto vede e sente intorno e dentro di se’.

Aldo Pagliaro

Tracce, segni, impronte ripetuti come textures sulla materia scultorea, creano ritmi di colore, luci e volumi. Nelle opere che realizza, Aldo Pagliaro utilizza una sua personalissima scultura segnica dove la forma, benché non del tutto assente, tende a trasformarsi in “segno”. La scultura segnica di Aldo Pagliaro e’ un’altra versione dell’arte informale, anche se da questa si differenzia per la mancanza di un netto rifiuto della forma.

Ylli Plaka

Nelle sue opere si intravedono dei riflessi dell’arte barocca e qualche visione del contemporaneo incline a tutto ciò che è figurativo ma anche molta energia condita con sapiente magia. Ylli Plaka scolpisce le sue figure con quella serena plasticità come di chi ha contiguità con la creatività della natura. Ylli Plaka dà voce alle forme dando evidenza al gesto plastico, dove i grumi della materia ed il segno rivelato dal gesto sulla superficie offrono una nuova e più affascinante possibilità narrativa.

Carlo Sipsz

La scultura di Carlo Sipsz si materializza sotto la ispirata gestualità di natura emotiva che contraddistingue coerentemente tutto il suo percorso artistico, rielaborando la storia dell’espressionismo astratto. Carlo Sipsz incide e scava blocchi di argilla in un processo controllato di erosione, così da manipolare lo scabro materiale ai fini della modellazione. Nasce il gioco della apparentemente divertita giustapposizione di emozione e di casualità, di amore e di dissacrazione.

Vittorio Amedeo Sacco

ARIANNA SARTORI

ARTE & OBJECT DESIGN

Via Ippolito Nievo, 10 – 46100 MANTOVA – Tel. 0376.324260 - info@sartoriarianna.191.it

 LA TERRA DEL MARE

Roberto Gaiezza – Giacomo Lusso

Aldo Pagliaro – Ylli Plaka – Carlo Sipsz

3 – 14 Novembre 2013

 Nome della Galleria: Galleria “Arianna Sartori”

Indirizzo: Mantova – via Ippolito Nievo, 10 – tel. 0376.324260

Titolo della mostra: “La Terra del Mare. Roberto Gaiezza – Giacomo Lusso – Aldo Pagliaro – Ylli Plaka – Carlo Sipsz”

Mostra a cura di Vittorio Amedeo Sacco

Date: dal 3 al 14 novembre 2013

Inaugurazione: Domenica 3 novembre, ore 17.00

Orario di apertura: dal lunedì al sabato 10.00-12.30 / 16.00-19.30. Chiuso festivi.