Cambi Casa d’aste, Asta di Antiquariato n. 200, sessioni 28 – 29 – 30 e 31 ottobre h 10 e 15

In occasione del primo impegno autunnale fissato per la fine di ottobre e piu precisamente per le giornate del 28, 29, 30 e 31,  la Cambi Casa d’Aste si appresta a festeggiare sia  l’Asta numero 200 che il raggiungimento dei dieci anni di attività svolta presso il Castello Mackenzie, prestigiosa sede di Genova.

Le giornate che saranno dedicate all’Antiquariato  ai Dipinti Antichi, ai  Dipinti del XIX e XX  secolo e infine ai Tappeti Antichi  e verranno proposti numerosi ed interessanti arredi, argenti, oggetti d’arte,  Pittura di Antichi Maestri e del XIX e XX secolo provenienti da   raffinate dimore liguri, piemontesi, lombarde e toscane e collezioni private.

Il primo giornata di vendita è Martedi 28 Ottobre che  verrà dedicata  a due sessioni dell’ampio catalogo di  Antiquariato che comprende in tutto piu di 1500 lotti e fra le moltissime proposte  possiamo menzionare per la sezione arredi un comò Luigi XV lastronato in palissandro, fronte e fianchi mossi decorati con motivo del quadrifoglio, lotto 592, (stima 12.000-14.000) e una console Luigi XVI con specchiera in legno intagliato del XVIII secolo, lotto 81,  (stima 6.000-7000) oltre ad una selezione scelta di sculture tra cui un importante nucleo di reperti archeologici, lotto 264,  stimati 15.000-18.000, e poi argenti, orologi da tavolo, alcuni esemplari di  fontane in marmo , maioliche e objets de vertu. Le altre sessioni si terranno nei giorni a seguire.

Il catalogo dei Dipinti Antichi che verrà proposto Mercoledi 29 alle ore 15presenta  un’ importante  selezione di 190 opere tra le quali spicca   su tutti un olio su tela di Bernardo Strozzi, San Giovanni Evangelista stimato tra i 35 e i 40 mila euro, lotto 146,  ma di altrettanto interesse  possiamo menzionare   una Scuola Olandese del XVII secolo raffigurante una Battaglia con cavalieri, lotto 151, stimata 16.000-18.000 euro, un Paesaggio con figure  attribuito a  Gaspard Dughet, lotto 139,   stimato 15.000-20.000 e di Pietro Mulier detto cavalier Tempesta un altro Paesaggio  con figure che partirà dai 15.000 euro, lotto 137,  oltre ad opere attribuite a scuole Napoletane, Romane Lombarde del XVII e XVIII secolo.

Subito dopo è la volta dei  Dipinti del XIX e XX secolo il cui catalogo composto da   200 lotti presenta molti autori  fra i quali vogliamo evidenziare  un olio su tela di Pompeo Mariani, lotto 122,  intitolata “la Zelata con Anatre” (stima 10.000-15.000 euro), di Umberto Dall’Orto di cui vengono proposte tre opere, spicca il “Taglio del grano”, lotto  95, stimato  8.000-10.000 euro mentre di Giovanni Carmovali detto il Piccio verrà battuto una Vergine Adorante del 1868, lotto 118,  con una stima che va dai 25.000 ai 30.000 euro.

Il catalogo dei Tappeti Antichi vede riuniti circa 130 esemplari con lavori di manifattura medio orientale e asiatica, dal XVIII al XX secolo  tra i quali spiccano un tappeto cinese della fine del XIX secolo, lotto 91,   stimato 12.000-14.000, un Nord ovest Persia Serapi, lotto 58,   e un Amritzar della seconda metà del XIX secolo, lotto 116, stimati 10.000-12.000 , uno Shirvan Baku caucasico della fine del XIX secolo, lotto 71,  stimato 8.000-10.000 e una rara passatoia persiana Kirman della seconda metà del XIX, lotto  stimata 4.500-5.000 oltre ad una decina di Aubusson  che vanno dalla seconda meta XIX secolo agli inizi del XX secolo con stime dai 2.000 ai 9.000 euro.

Come di consueto nei giorni precedenti la vendita  i lotti sanno in esposizione da venerdì  24 al 27 ottobre (orario dalle 10 alle 19) ed in questa occasione si riaprirà al pubblico anche l’ultima parte del castello rimasta in attesa di restauro: le grotte artificiali che si affacciano sul chiostro antistante l’edificio e che saranno destinate in futuro anche a spazio eventi.

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 Le grotte del Castello Mackenzie

Matteo Fochessati

Tra le molteplici articolazioni architettoniche e artistiche del Castello Mackenzie – opera prima e capolavoro eclettico del fiorentino Gino Coppedè – spicca, per il suo sorprendente sviluppo scenografico, il romantico paesaggio delle grotte artificiali che affacciano su un cortile mattonato, posto a una quota sottostante al livello dell’edificio e collegato, attraverso un piccolo portone, a una sezione del giardino degradante verso via Cabella.

A tale area si accede attraverso una scala addossata alle mura e decorata con un assemblaggio di reperti archeologici e di rilievi in pietra e ceramica. Questo tipo di decorazione – presente anche in altre zone del Castello: ad esempio nella Loggia dei Cavalieri, sulla grande terrazza a lato della torre o nelle cantine – si rifaceva all’uso, invalso nei palazzi di molte città della Toscana, di murare sulle facciate dei cortili una sorta di galleria di stemmi. Le armi applicate alle pareti del cortile, pur riprendendo tipologie di gusto basso medievale e rinascimentale, risalgono tuttavia a un’esecuzione di fine Ottocento e dei primi del Novecento e molte delle terrecotte invetriate furono realizzate dalla manifattura toscana di Ulisse Cantagalli. Combinati senza alcun criterio filologico con tali decorazioni, furono però incastonati sulle pareti del cortile anche alcuni reperti archeologici di epoca imperiale romana e una lastra in travertino con iscrizione, databile verso la metà del I secolo a.C.

L’area del cortile appare dunque strettamente connessa al paesaggio naturalistico delle grotte nel segno del comune obbiettivo dell’architetto e del committente – il ricco assicuratore scozzese Evan Mackenzie – di stupire e meravigliare il visitatore attraverso la ricostruzione di ambienti intrisi di riferimenti storici, in un impossibile sogno di collegamento tra il presente e un antico e glorioso passato.

Tornando all’ampia scenografia delle grotte sotterranee del Castello Mackenzie, affacciate sul cortile esterno, la realizzazione di questo spettacolare sfondo – inquadrato da un loggiato di archi gotici, decorato con il reiterato motivo della salamandra – fu tuttavia originariamente determinata dall’esigenza di ricoprire la cavità aperta nel giardino durante i lavori di sbancamento eseguiti all’interno del cantiere.

L’ampio e profondo sistema di grotte artificiali – la cui misteriosa suggestione è comparabile, se non superiore, a quella suscitata dalle grotte interne del Castello di Neuschwanstein, edificato nella seconda metà dell’Ottocento dal re Ludovico II di Baviera -  fu dunque concepito, su di un’area di circa 500 metri quadri, grazie alla realizzazione di un solaio in profilati d’acciaio, poggiante sui muri perimetrali del Castello e sul muro di cinta della proprietà. Ad esso furono infatti fissate – per mezzo di ganci di ferro simili a dei grossi ami – stalattiti provenienti, con ogni probabilità, da Postumia e tenute insieme tra loro da un amalgama di cemento.

Il gusto teatrale che ispirò questa romantica rappresentazione artificiale di una natura oscura e selvaggia determinò la creazione di un antro pittoresco, costituito da sassi, rocce e stalattiti, a cui era possibile accedere anche dall’interno del castello, attraverso un’apertura situata in una sala dei sotterranei. Da tale passaggio dipartivano due sentieri: uno si distendeva internamente lungo un tragitto ad anello; l’altro conduceva all’esterno delle grotte attraverso un passaggio di collegamento con il cortile, contrassegnato all’uscita da due colonne in pietra a fasce orizzontali bianche e nere. Il fascino e l’incanto di questa vasta cavità sotterranea erano ulteriormente accentuati, in origine, dal serpentino fluire di un corso d’acqua che, attraversato da un rustico ponticello di legno, si addensava verso il fondo in una sorta di laghetto. Alcune testimonianze orali dei discendenti di Evan Mackenzie ricordano inoltre che il rivo fu navigato, in occasione dell’inaugurazione del Castello, da una piccola imbarcazione; mentre è quasi certo che giochi d’acqua si trovavano all’interno di un prolungamento della grotta, utilizzato come passaggio sotterraneo per accedere, al di là delle mura, ai locali della scuderia e dell’autorimessa.

L’interno della grotta artificiale si presentava infine come suggestivo fondale per una copia in cemento della Venere di Milo che – per misura, per fattezze e per il rilievo del panneggio – corrispondeva perfettamente all’originale. Nel basamento, circondato nella parte inferiore da un rilievo raffigurante un corteo di cammelli e di cavallucci marini, si può tuttavia ravvisare l’influenza del gusto esotico che si sviluppò diffusamente in Italia tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento. Curiosamente un’identica versione della statua si trova anche, sempre a Genova, nel giardino del neogotico castello ideato dal capitano Enrico De Albertis e costruito tra il 1886 e il 1892, sotto la supervisione di Alfredo De Andrade, su progetto degli ingegneri Graziani e Parodi, dello scultore Agostino Allegro e dell’architetto Marco Aurelio Crotta.

Il tema della Venere è peraltro riproposto internamente, nel vano scala  dell’atrio d’onore, dalla copia, identica nelle proporzioni e nella fattura, della Venere di Capua conservata al Museo Nazionale di Napoli.

Questo interesse da parte del Mackenzie nei confronti della rappresentazione della dea dell’amore è d’altronde confermato anche dal suo ritratto eseguito nel 1902 da Luigi De Servi, pittore alla moda e ritrattista ufficiale della borghesia genovese e toscana. L’uomo d’affari scozzese appare infatti raffigurato, nel dipinto conservato presso la Galleria d’arte moderna di Genova Nervi, all’interno di una cornice pittorica di genere che metteva in evidenza la sua duplice attività di imprenditore e collezionista. Alle sue spalle s’intravede una piccola copia della Venere di Milo che se pure fu una presenza ricorrente nell’arredo dei diversi studi del pittore, come confermato anche da altri suoi dipinti, trova dunque un significativo collegamento con la citata copia della celebre statua, scenograficamente collocata nella parte più remota delle grotte del castello.

Per ulteriori informazioni e foto potete collegarvi al nostro sito www.cambiaste.com

Asta 28 – 29 – 30 e 31 Ottobre 2014

24-27  Ottobre     Esposizione presso Castello Mackenzie – Mura S. Bartolomeo 16 – Ge

Antiquariato  ASTA 200        sessioni  28 – 29 -  30 e 31 ottobre  h 10 e 15

Dipinti Antichi                       sessione 29-10-14       h 15

Dipinti del XIX e XX secolo   sessione 29-10-14       h 17

Tappeti Antichi                      sessione 30-10-14       h 17

Cambi Casa d’Aste

Mura di S. Bartolomeo 16

16122 Genova

tel. +39 010 8395029 – fax +39 010 879482

L’Incisione Blu

Sabato 25 ottobre 2014, alle ore 18.30, in occasione del finissage della mostra Stampa2, l’Atelier Controsegno, sito in Via Napoli 201, Pozzuoli, Napoli (nei pressi della stazione della Cumana Dazio), presenta il testo L’Incisione Blu, scritto dall’artista e ricercatrice romana Fabiola Mercandetti, primo “quaderno” della collana edita dall’ALI (Associazione Libera Incisori).

Il secondo incontro del ciclo L’Incisione: percorsi e tendenze (partito con le conferenze a tema l’11 ottobre, in occasione dellaGiornata del Contemporaneo, organizzata da AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanei Italiani) si apre in bellezza con la presentazione del testo, accompagnato da video-proiezioni, di Fabiola Mercandetti, artista dedita, insieme a Marco Innocenzi, allo studio delle procedure atossiche già dal 2005. Il libro  propone la storia del movimento di incisione non toxic e dei mordenti salini, ed è il frutto di anni di approfondimento e contatti con i maestri internazionali del settore: Nik Semenoff, Emilie Aizier e Paco Mora (di cui si offrono le note scritte persolmente), per giungere alla realizzazione delle attuali varianti e metodi innocui.

L’Incisione Blu (Blue Etching) : è il nome scelto da Fabiola Mercandetti e Marco Innocenzi per indicare la ricerca sull’incisione non toxic; una chiara allusione al colore del mordente salino (solfato di rame) usato nelle tecniche calcografiche indirette per incidere alcuni metalli. Tale definizione rispecchia idealmente anche il “blu spirituale di Kandinsky”: il colore della natura e dell’arte, uniti in un binomio comune, che ha come obiettivo il rispetto dell’ambiente e una maggiore consapevolezza nell’uso di metodologie e prodotti più sicuri. I procedimenti calcografici atossici rappresentano una complessa evoluzione verso il nuovo, ma anche il ritorno a dei materiali utilizzati nelle ricette antiche, non a caso, il solfato di rame è citato da Dioscoride, Plinio il Vecchio e molti altri, mentre l’uso degli oli vegetali per pulire le lastre si ritrova nei vecchi trattati degli incisori.

Fabiola Mercandetti, incisore e bulinista, nata a Roma nel 1970, consegue la Maturità Artistica al Primo Liceo Artistico di Roma nel 1988 e il Diploma Accademico in Decorazione all’Accademia di Belle Arti di Roma nel 1996. Inizia a incidere a bulino da autodidatta e approfondisce questa tecnica in Francia, studiando i bulinisti antichi e contemporanei presso collezioni pubbliche, mercanti di stampe e visitando atelier di incisori e stampatori.  Nel 2007 scrive il saggio Storia di una tecnica calcografica: identità e linguaggio dell’intaglio a bulino, allegato al catalogo Sette donne al bulino. Dal 2009, assieme a Marco Innocenzi, ha realizzato un sito (www.occhiodellincisore.com) dedicato ai maestri del bulino del ‘900, con la collaborazione di Pierre Martin, René-Louis Berge e altri grandi nomi internazionali. Dal 2011 al 2013 perfeziona la sua padronanza con il bulinista austriaco Jürgen Czaschka; in quegli anni inizia pure a insegnare incisione tradizionale e atossica presso l’associazione Società Cattolica Operaia Tiberina a Roma e l’Opificio della Rosa a Montefiore Conca (Rimini).

Per tutti coloro che non sono riusciti a essere presenti alla giornata del contemporaneo che si è tenuta l’11 ottobre, AtelierControsegno ripresenterà i corsi di incisione che inizieranno a breve presso la sede della stamperia.

INGRESSO GRATUITO

Info: +39 3332191113 - controsegno@libero.it - info@controsegno.com

www.controsegno.com - www.facebook.com/AtelierControsegno

CAMBI PRESENTA IL NUOVO DIPARTIMENTO DI AUTO E MOTO D’EPOCA

Cambi Casa d’Aste, grazie all’internazionalità conquistata e dopo attente analisi di mercato, ha deciso di aprire un dipartimento dedicato al mondo del motorismo, principalmente d’epoca, visto il grande interesse che riscuote a livello planetario, proponendosi quale prima casa d’aste italiana a entrare in questo importante settore.

Il mondo del collezionismo legato ai motori comprende non solo vetture e moto d’epoca e moderne di particolare interesse, ma anche un campionario di oggetti estremamente interessante e vario, da memorabilia – come tute di grandi campioni, caschi di piloti, cimeli e cronometri antichi – a dipinti di arte motoristica, trofei, francobolli, libri da collezione, orologi e altro.

Cambi si propone, attraverso questo Dipartimento , di promuovere soprattutto il patrimonio e le aziende italiane che hanno fatto la storia dei motori. Genova, luogo di nascita della Casa d’Aste, vanta infatti una importante tradizione motoristica. Basti pensare che case costruttrici come la Moto Guzzi e la Piaggio (Vespa) sono nate da capitali genovesi, così come era genovese il principale finanziatore della Itala, famosa per aver vinto il raid automobilistico Pechino- Parigi del 1907. Altro personaggio nato nel capoluogo ligure fu l’Ing. Bertelli che, nel 1926, decise di acquistare dal fallimento la Bamford & Martin, divenuta poi Aston Martin, alla cui direzione rimase per dodici anni.

Il responsabile del nuovo dipartimento motorismo d’epoca della  Casa d’Aste è Claudio Rava, genovese,  grande appassionato ed esperto di motori, formatosi alla Ferrari e con numerose esperienze internazionali.

Nei primi mesi del 2015 è prevista la prima asta (si stanno già valutando articoli e alcune vetture che hanno partecipato a importanti eventi, quali la 1000Miglia e il Gran Premio Nuvolari) nel frattempo, la casa d’aste genovese con sede nel Castello Mackenzie  e con uffici a Milano e Londra, sarà presente alla “Fiera Auto e moto d’epoca” che si tiene per la fine di ottobre a Padova.

Per ulteriori informazioni

Cambi Casa d’Aste

Mura di S. Bartolomeo 16

16122 Genova

tel. +39 010 8395029

email info@cambiaste.com

email c.rava@cambiaste.com

LISA NOCENTINI Fuggevoli presenze

La Galleria Arianna Sartori di Mantova, in via Cappello 17, presenta la personale dell’artista Lisa Nocentini intitolata “Fuggevoli presenze”.

La mostra sarà inaugurata Sabato 18 ottobre alle ore 17.30 alla presenza dell’artista.

Lisa Nocentini ritorna ad esporre le sue sculture in terracotta policroma alla Galleria Arianna Sartori dove aveva presentato le sue opere nel 2009 nella personale “Le Pensierose” e nel 2011 nella personale “La biblioteca di Babele”.

Fuggevoli presenze 

Una installazione costituita da 50 vagoni collegati in un percorso sinuoso, all’apparenza infinito.

Ogni vagone ci presenta una scena inattesa, ogni storia ci porta a immaginare un mondo parallelo. 

Le creature prendono forme diverse, si collegano e si respingono, vivono transitoriamente: tutto è possibile ma allo stesso tempo tutto fugge con la velocità del treno stesso.

La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al prossimo 5 novembre 2014 con orario dal lunedì al sabato 10.00-12.30 e 16.00-19.30, chiuso festivi.

Lisa Nocentini è nata a Firenze nel 1955.

Ha ottenuto nel 1978 il Diploma di Arti Applicate. Ha poi studiato pittura e ceramica presso l’Ecole des Beaux-Arts di Aix-en-Provence e l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Dal 1990 insegna ceramica presso l’università americana Studio Art Centers International di Firenze.

Ha esordito interessandosi all’oggetto d’uso, sviluppando ricerche su impasti ceramici e smalti personalizzati per alta temperatura. Attraverso una graduale contaminazione figurativa e l’utilizzo di materiali diversi dalla ceramica in senso stretto, la sua evoluzione formale la porta oggi a realizzare sculture di carattere figurativo, umane e animali, che esprimono un mondo fantastico, come a suggerire un racconto tridimensionale che si svolge su più livelli interpretativi.

Ha esposto in numerose mostre personali e collettive in Italia, Svizzera, Germania, Grecia e USA.

I suoi pezzi si trovano in importanti collezioni italiane ed estere.

Il suo lavoro è stati oggetto di pubblicazioni quali Lisa Nocentini, sculture in terracotta (ed. Morgana), Pater (ed. Morgana),  Dalla Terra al sogno (Museo di Montelupo Fiorentino), Concreta 2008, sculture ceramiche (Ass. La Meridiana con il Comune di Certaldo), Emanuele Gaudenzi, Novecento, ceramiche italiane. Protoganisti e opere del XX secolo. Vol. 3, Faenza Editrice, 2008.

ARIANNA SARTORI

ARTE & OBJECT DESIGN

Via Cappello, 17 – 46100 MANTOVA – Tel. 0376.324260 - info@ariannasartori.191.it

 LISA NOCENTINI

Fuggevoli presenze

 18 ottobre – 6 novembre 2014

 Nome della Galleria: Galleria “Arianna Sartori”

Indirizzo: Mantova – via Cappello, 17 – tel. 0376.324260

Titolo della mostra: LISA NOCENTINI. Fuggevoli presenze

Date: dal 18 ottobre al 6 novembre 2014

Inaugurazione: Sabato 18 ottobre, ore 17.30

Orario di apertura: dal lunedì al sabato 10.00-12.30 / 16.00-19.30. Chiuso festivi

 

Estense Casa Aste, ASTA ANTIQUARIATO A MANTOVA

Estense casa aste, in via I. Nievo 8 Mantova, proporrà in asta il 18 e 19 ottobre alle ore 16.00 oltre 500 lotti, arredi e dipinti antichi dal ’600 al ’900, argenti, porcellane, sheffield e curiosità d’epoca, provenienti da una eredità di prestigiosa abitazione di Reggio dell’Emilia e altre committenze ed eredità

 

    

   

ASTA OLTRE 500 LOTTI

MANTOVA VIA I. NIEVO 8

 EREDITA’ 
DI ARREDI, DIPINTI ANTICHI DAL ’600 AL ’900
ARGENTI, PORCELLANE E SHEFFIELD ANTICHI
CURIOSITÀ’ D’EPOCA, GIOIELLI, ECC. 
DI PRESTIGIOSA ABITAZIONE DEL CENTRO STORICO 
DI REGGIO NELL’EMILIA 
ALTRE EREDITA’ E COMMITTENZE PRIVATE
SABATO 18 E DOMENICA 19 OTTOBRE ORE 16.00
dalle ore 10 alle 12.30 e dalle ore 16 alle 19.30
ESPOSIZIONE CON VISIONE DEI BENI

DA SABATO 11 A DOMENICA 19 OTTOBRE

DALLE ORE 10 ALLE 12.30 E DALLE ORE 15.30 ALLE 19.30

Informazioni: Estense Casa Aste tel.  0376/1888012 – 339/3067246 

via I. Nievo 8 si trova nel suggestivo centro storico di Mantova

 

  

JORGE ROMEO Cariddi

La Galleria Arianna Sartori di Mantova, in via Ippolito Nievo 10, presenta la personale dell’artista Jorge Romeo intitolata “Cariddi”.

La mostra sarà inaugurata Sabato 11 ottobre alle ore 17.30 con intervento della poetessa Patrizia Dughero con la presenza dell’artista.

Jorge Romeo ritorna ad esporre alla Galleria Arianna Sartori dove aveva presentato le sue sculture nel 1999 nella personale “Vortici”.

La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al prossimo 5 novembre 2014 con orario dal lunedì al sabato 10.00-12.30 e 16.00-19.30, chiuso festivi.

 

CARIDDI

Così si svolsero i fatti. Così, credevano, li avrebbero sommersi nei flutti. Ma gli abissi hanno pena di quei giovani e lasciano che l’energia del loro coraggio riaffiori in superficie con collane di spuma, trasformando il terribile gorgo in un ricamo. Jorge Romeo raccoglie quel ricamo e lo riporta su carte colorate, su pagine di giornale, su fogli leggeri e misteriosi, su superfici ferme e risolute, su metallo, su pietra, attraversato da nere silhouettes tutte uguali: ognuno di loro aveva un nome, un viso, un’età, fu la sorte a renderli uguali, quella che li rapì una notte su una Ford falcon verde e li gettò poi – con il ventre squartato – nel mare.

Erano giovani ed erano innocenti. Pieni di quella generosa innocenza che rese le loro vite brevi ed eroiche, immolabili affinché altri potessero averne migliori. Non ebbero paura, non abbastanza.

L’energia del loro coraggio sarebbe tornata in mille forme per impedire l’assoluzione dei loro assassini e di chi li prezzolò.

Cariddi è una delle forme che ha preso la loro storia: il gorgo spaventoso che terrorizzava gli antichi marinai ora è qui per scongiurare l’oblio della memoria, per impedire che il tempo emendi, percorre in senso inverso l’abisso restituendo ciò ha inghiottito.

Jorge Romeo lasciò la Patria tentando a lungo di non averne nostalgia. Il corso degli eventi gli aveva fornito un viatico: una borsa di studio per assecondare il suo talento, così aveva potuto lasciarsi alle spalle la tragedia. La sua generazione non ha avuto alternative. La sua sorte fu quella di andare, allora non sapeva quanto aspro dovesse risultargli, come le conseguenze. Nei paesi devastati le persone hanno solo due chances: sommersi o salvati; in ambedue i casi la loro vita e la loro storia non rimarrà privata, e quella di chi resta non sarà più la stessa, mai più.

Ugo Foscolo dedicò un lungo carme, Dei Sepolcri, al riscatto di chi – sepolto per decreto in fosse comuni – aveva perduto il diritto alla memoria. Quale riscatto dall’oblio invocò la “corrispondenza d’amorosi sensi” grazie alla quale l’amico estinto vive con noi e noi con lui, dote degli umani che dona ricordo a chiunque lasci eredità di affetti.

Contro quella grande fossa comune che fu scavata nel mare si alza questo carme di Romeo, Cariddi.

L’elaborazione del lutto è lenta, non impossibile ma lenta. Ogni gorgo riemerge in una immagine, ogni immagine è un gorgo ripetuto mille volte affinché il dolore diventi Storia, il racconto dell’episodio Memoria.

Ed ecco ciò per cui era partito, quell’arte che ha fatto di lui un “salvato” e che sapientemente ha appreso, diventare la voce dei sommersi.

Romeo lavora instancabilmente intorno ad una forma, la sua ripetizione trasforma l’ossessione in simbolo. La pietra solida diviene trasparente affinché la luce la attraversi; la nave inconsapevole naviga e vela di innocenza il mare.  La nave che lo ha portato via ora compie la traversata della memoria nella storia.

Il racconto ha avuto bisogno di lunghi dettagli per chiarirsi, di molte didascalie per purificarsi, infine la sintesi: quanto più scabra è la narrazione tanto più denso è il suo contenuto.

La figura dapprima sostiene il peso del gorgo e della nave, successivamente vi si trova in mezzo, infine eretta ma in quiete li porge come ex voto della memoria: una figura, arcaica e ieratica, con gli elementi della vicenda condotti al rango di simboli.

L’artista ora è guardiano e garante, la testimonianza sottratta all’arbitrio.

…Il sacro vate,

placando quelle afflitte alme col canto,

 i prenci argivi eternerà per quante

abbraccia terre il gran padre Oceàno.

E tu onore di pianti, Ettore, avrai,

ove fia santo e lagrimato il sangue

per la patria versato, e finché il Sole

risplenderà su le sciagure umane.

 Antonella Serafini, aprile 2014

Il mio lavoro parla sempre di un viaggio che tende a porre fine ad un esilio interiore.

Jorge Romeo

Una barca con profilo crestato, una spirale arcaica pietrificata in un vortice, un segno modulato di onda, sagome umane ieratiche, animano le opere di Jorge Romeo. Ha usato un lessico esiguo: segni e simboli figurali, apparentemente semplici, per inventare un ampio repertorio di situazioni “sculturali”, complesse per forma, composizione, esuberanza immaginativa. Sono attrattive per la forza che emanano, per l’energia ed il mistero che trattengono. Sono enigmatiche per i rimandi di senso ed il bisogno di domande che provocano.

Mentre gli occhi viaggiano, si visualizza un teatro di immagini ed una trama di relazioni.

 Prende corpo la consapevolezza che la forma delle cose non è riducibile al solo aspetto esteriore.

 Si è guidati a guardare tra gli intervalli del tempo e dello spazio che intercorrono tra il vuoto ed il pieno, tra l’interno e l’esterno del corpo compositivo.

L’inesistente è più reale dell’esistente, è più pensato.

In Primo giorno si articola una trama umana, metamorfosi di memoria vitruviana, aspira alla verticalità, ha come tetto un mare improbabile sul quale si ancora una barca, simbolo della totalità dell’uomo e della sua odissea esistenziale; i sensi ancora integri potrebbero godere del mondo. Raccontano il mito dell’origine che l’uomo trattiene e rievoca per non perdersi.

 La luce è nell’oro, sacro e prezioso, teso foglia a foglia in un gesto di tenerezza tattile.

Dove ha inizio e dove finisce l’opera?

La colonna di Brancusi è senza fine come l’idealità che la sostiene.

Poi isole di mare pietrificato in un vortice.

Sono l’essenza della solitudine, illudono un luogo assoluto il cui centro, teso ad espandersi, vince la staticità della materia.

L’artista è affascinato dal rigore della geometria e, insieme, dalla passione dell’astrazione, il suo agire artistico è modulato da due anime che sembrano contraddittorie, l’una razionale e concreta porta alla misura ed al limite, l’altra irrazionale, sotto il segno di Dioniso, cerca il contrasto e la sorpresa. La fusione è avvenuta nel territorio fertile dell’immaginazione dove lui se ne sta come Giano Bifronte, saldamente ancorato al presente, ma libero di spaziare nel passato, libero di muoversi tra l’Oriente e l’Occidente. Alcuni stilemi lo testimoniano.

Racconta del nostro tempo disilluso, di sopravvivenze e di ritorni.

L’idealità, necessaria come l’aria, risiede nella consapevolezza.

Vivere significa prendersi cura di sé e degli altri in azioni di pace, tolleranza, dialogo.

Ma i sensi sono sordi.

Lui è un artista, non un filosofo, ha scelto segni semplici per mettere ordine nel caos del mondo di cui racconta la complessità. Ha trovato tracce e percorsi che sentiva fortemente di dover restituire con il suo particolare linguaggio.

Nei dipinti si è divertito a viaggiare ritmando lo spazio con tarsie preziose come mandala tibetani, con mosaici effimeri le cui tessere portano segni di parole. Ancora il pieno ed il vuoto, l’immagine e la sua assenza. Un gioco di intagli e trasparenze da vetrata gotica.

Come tutta la grande arte, anche la sua riporta alla vulnerabilità della situazione umana.

Ha lavorato con la pietra, la carta, il colore, il metallo. La materia riesce a sorprenderlo con le sue seduzioni inaspettate.

Ha tenuto in evidenza l’attenzione al proprio mestiere, vero gesto d’avanguardia nella confusione creata per mistificare e confondere il sentimento della bellezza, il conforto salutare che dall’arte viene e, infine, la responsabilità dell’essere artista.

Giovanna Riu, luglio 2011

JORGE ROMEO

Nato a Temperley (Buenos Aires) Argentina nel 1949. Nel 1973 lascia gli studi di chimica per dedicarsi alla scultura. Dal 1973-77 compie studi artistici presso la Escuela Nacional de Bellas Artes “P.Pueyrredon” diplomandosi Professore di Scultura. Negli anni 78/79 frequenta La Escuela Superior de Bellas Artes “E.de la Carcova” Buenos Aires. In 1979 vince Borsa di Studio “Tecniche di lavorazione della Pietra e del Marmo. Ministero degli Affari Esteri-Roma e si transferisce in Italia. Dal 1980 ha lo studio a Carrara e abita a Massa.

MOSTRE PERSONALI

2014 “Cariddi” OpenOne Modern &contempory Art-Pietrasanta (LU) (Pres.A.Serafini) “Cariddi” Galleria Arianna Sartori. Mantova

2013 “Proceso creativo”-Biblioteca Civica di Massa.Massa (MS)

2012 Galleria AIC-Impruneta (FI)

2011 “L’artista ha bisogno d’un rifugio…”Rifugio Antiaereo Martana-Massa (Press. G.Riu)

2003 “Sculture recenti”-Palazzo Bartallini-Pontedera(PI) Teatro Tenda SACHALL FI

2002 “Dalle Ande Agli Appennini”-Palazzo della Torre-Greve in Chianti

2001 “Campanello d’allarme” Spazio Montenero- Milano (Pres.C.Strano)

Banca Nazionale del Lavoro-Carrara.

1999 “Vortici” Arianna Sartori Arte -Mantova (Pres.G.Segato)

1997 “Fine Secolo” Palazzo dei Priori -Volterra (Pres.N.Micieli)

1993 “Conciertos Naturales” Galeria Julia Lublin-B.Aires-Argentina (Pres. J.Glusberg )

1992 “Concerti Naturali” Chiostro di Sant’Agostino-Pietrasanta- (LU) (Pres.A.Marzi) Sale del Borgo-Quercia di Aulla- (MS).

1990 Studio Toni de Rossi-Verona (Pres.E.Santese) Villa Schiff-Giorgini -Montignoso (Pres.C.Piersimoni)

1989 Chateau de Sedières-Correze-Francia

1987 Atelier-Carrara (Pres.L.Menegheli)

1986 Centro “Di Sarro” -Roma (Pres.L.Menegheli)

1984 L’Officina-Trieste (Pres.A.Del Guercio)

1981 CentroCittà-Carrara

MOSTRE COLLETTIVE (selezione degli ultimi anni)

2014 Sculture nel Golf. Golf Club Castelgandolfo. Roma

Casalmaggiore Contemporanea.Casalmaggiore (CR)

Studi Aperti. Carrara (MS)

2013 Affordable Art Fair Milano- C.Bader art consultan

In una Parola. Quarantuno Trattoria. Pietrasanta (LU) Paisajesudamericano. Festival Con-Vivere.Palazzo inelli.Carrara (MS)

2012 Aires de Buenos Aires-Omaggio a Piazzola. Palazzo Paolina- Viareggio (LU) Premio Sulmona. Polo Museale Diocesano. Sulmona (AQ)

2011 Il bosco di Gianni-Passo del Sugame.Greve in Chianti

Il cuore per la vita in Giappone-Centro Internazionale della arte Plastiche. Carrara (MS)

2010 Argentina, colori ed emozioni. Bicentenario Argentino-Arluno(MI)

“Terzo rinascimento” Linguaggi della sensibilità ibrida.Castello Normando.Aci Castello-Catania.

“Il cielo sopra Torano”-Torano (MS)

Taches-Taches-Usine Utopik. Saint Lo.Normandia. Francia.

Incontro Arte ,Ciencia y tecnologia.Universidad Tecnologica F.Madero-Tepatepec-Mexico.

2009“Small Monument 2” MK21 Gallery-Hamburg-Germania

“Small Monument 2” Muller & Petzinna Gallery-Grob gronau- Germania

Storia dell’Arte Italiana del 900.Generazione Anni 40 Ed Bora Bologna.

Vortice con Guardiano. Coll. Priv. Italia

XXXIII Premio Sulmona-Ex Convento di Santa Chiara-Sulmona (AQ)

2008 Rogalan Kultursenter-Skævelan-Norvegia

Nient’altro che scultura-XIII Biennale Internazionale-Carrara (MS) Italy

No lugar-MXspai-Barcelona-Spain

Arte senza Confini-Fondazione Ferrario-Vanzago-Milano.Italy

2007 Enoliarte.Fondazione Arkad-Seravezza (LU) Premio Faema.Buenos Aires-Argentina

Una scultura di legno per una casa di legno per un paese di legno. Costalta (VE) XXXIV Premio Sulmona-Ex convento di Santa Chiara-Sulmona.

OPERE IN SPAZI PUBBLICI

“Lo Sciamano” Granito Rosa Porino +Ferro. 300x150x60cm. 1991 Plaza de O’Corgo. O’Grove-Spagna. “Concerto Naturale” Granito Rosa Porino. 220x100x100cm. 1992 Parque Natural BAO. Pontedera-Spagna “Il Mito Di Sisifo” Marmo bianco di Carrara. 204x80x50cm. 1992 Comune di Montecavolo-Reggio Emilia. “La Tempesta” Marmo Bianco di Carrara. 250x120x120cm. 1995 Parco dei Pini. San Giuliano Terme -Pisa. “Gorgo” Pietra 150x70x70cm. 1996 Comune di San Vincenzo Valle Roveto-L’Aquila.

“Alba –Risveglio” Travertino. 135x90x80cm. 1996 Plaza de la Fuente.Hinojosa de Jarque-Spagna. “Leggerezza” Granito Sardo+Acciaio Inox.250x80x70cm. 1997 Porto Cervo, (SS) Sardegna

“La Tempesta” Fontana in Marmo Bianco di Carrara. 270x200x200cm. 1997 Collezione Privata.

“Votice Catodico” Travertino. 220x70x70cm.1998 Parque de las Esculturas.Resistencia.Chaco-Argentina.

“Punto d’Oscilazione” Marmo Grigio+Marmo Nero+Acciaio Inox + Ferro + Colore 1999 Shanghai Sculpture Park.Cina.

“Vortice” Pietra Arenaria di Bedonia. 100x100x60cm. 2000 Comune di Bedonia.Parma.

“Verso Nord” Travertino. 100x100x10cm. 2001 Molo sud. San Benedetto del Tronto-Ascoli Piceno.

“Gioco –Scultura” Marmo+ferro+legno+colore+acciaio inox. 2002 Parco pubblico dell’Alberetta.Pontedera-Pisa.

“Guardiani dei Sensi” Marmo Bianco Turco. 325x80x80cm. 2004 Lattakia-Siria

“Campanelli d’allarme” Marmo di Marmara+Campanelli d’ottone. 150x150x90cm.2005 Comune di Buyuckcekmece.Istambul-

Turkia.

“Guardiani dei Sensi” Marmo di Alicante.240x100x160cm. 2005 Comune di Puerto del Rosario.Fuerteventura. Isole Canarie-Spagna.

“Cancello” Ferro+marmo bardiglio. 1000x250x22cm. 2006 Segheria Gran.Sagro-Massa.

“Guardiani dei Sensi” Granito grigio +colore. 250x 65x 65cm Seolbong Park. Icheon. Corea del sud.

“Guardiani dei sensi” Marmo Imperiale. 300x 75x 75cm Comune di Puerto del Rosario.Isole Canarie. Spagna. “Guardiani dei sensi” Marmo Bianco di Carrara. 2007 Coll. Pri. Carrara

“Due Guardiani” Marmo Blue Savoia. 200x100x220cm 2008 Comune di Champagnole-Champagnole-Francia. “Due Guardiani” Marmo Bianco Turco-270x200x100cm Universita di Mersin-Mersin-Turkia.

“Vortice con Guardiano” Marmo Bianco di Carrara+Marmo Bardiglio + Ferro + Colore 2009 Comune di Damme-Gernania. “Sei Guardiani” Basalto-200x100x100cm Comune di Swaida-Syria.

“Sei Guardiani” Calcareo di Palmira-300x200x80 cm Comune di Damasco-Syria.

OPERE IN COLLEZIONE PUBBLICHE

Museo de Artes Plasticas “E.Sivori”-Buenos Aires-Argentina

Museo all’Aperto-Fanano-Modena

Museo d’Arte Moderna-Fondazione Pagani-Castellanza (VA) Museo de Arte Contemporaneo-Buenos Aires-Argentina

Museo del Bozzeto-Pietrasanta (LU) Comune di Lama Mocogno-Modena

Mairie de Condrieu-Francia

Raccolta Comunale d’Arte Contemporanea-Sulmona (AQ)

Museo d’arte G.Bargellini-Pieve di Cento (BO) Seolbong Park. Icheon. Corea del sud

Shanghai Sculpture Park.Shanghai.Cina

Kocaeli University- Izmir-Turkey

Scultural de Mont rivel-Ville de Champagnole, Jura-France

 ARIANNA SARTORI

ARTE & OBJECT DESIGN

Via Ippolito Nievo, 10 – 46100 MANTOVA – Tel. 0376.324260 - info@ariannasartori.191.it

 JORGE ROMEO

Cariddi

 11 ottobre – 5 novembre 2014

 Nome della Galleria: Galleria “Arianna Sartori”

Indirizzo: Mantova – via Ippolito Nievo, 10 – tel. 0376.324260

Titolo della mostra: JORGE ROMEO. Cariddi

Date: dall’11 ottobre al 5 novembre 2014

Inaugurazione: Sabato 11 ottobre, ore 17.30

Inaugurazione con ontervento della poetessa Patrizia Dughero

Orario di apertura: dal lunedì al sabato 10.00-12.30 / 16.00-19.30. Chiuso festivi

 

MARIA GRAZIA BELLINI Memorie urbane

La Galleria Arianna Sartori di Mantova, in via Cappello 17, presenta la personale dell’artista Maria Grazia Bellini intitolata “Memorie urbane. Selezione”.

La mostra sarà inaugurata Sabato 4 ottobre alle ore 17.30 alla presenza dell’artista.

La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al prossimo 16 ottobre 2014 con orario dal lunedì al sabato 10.00-12.30 e 16.00-19.30, chiuso festivi.

 Maria Grazia Bellini. Muri di perdute stagioni

Una ricerca tutta dedicata ai muri

Sono interni e pareti di manifatture d’archeologia industriale, di garage, sotterranei, vani di scale, ma anche scorci d’esterni, facciate, cancellate, ballatoi e balconi d’edifici di città mediterranee, dalla Puglia al Portogallo.

L’autrice, specializzatasi dopo l’Accademia di restauro a Firenze in maioliche antiche e in pittura su ceramica nel solco della tradizione, prima di volgersi alla pittura, mira a recuperare un punto di vista sul mondo guardando agli oggetti e ai luoghi più comuni, per coglierne minuscole bizzarrie, trasalimenti e misteri latenti. Ritrova nei luoghi apparentemente disabitati, inerti, non solo la fatiscenza, ma un flusso palpitante di nostalgia: perciò “descrive” gli spazi cercando di stringerli nella rivelazione improvvisa d’una macchia, d’una colata, d’una pasta o di un guizzo di luce.

Sui muri di Bellini ci passa accanto- e ci sfugge- un’esistenza regolata da illusioni e disillusioni. Nel trasalimento di luci improvvise ed ombre è erosa la plasticità delle cose, come scosseda un ultimo flebile sussulto di vita, ma anche spossate ella consunzione.

Tutto ha il ritmo di una stagione andata. E, come un sogno, cerca di restituire, per evocazione, il senso intimo di una nostalgia o solitudine esistenziale. Una pittura a mezzo tra fisicità e vuoto, dove però anche il vuoto spaziale è carico di dimestichezza quotidiana, nel colore che condensal’emozione pittorica, nella pittura di spugnature, macchie, grattature.

Il velo del tempo avvolge interni domestici, magazzini, case nella teatralità illusiva di una luce che magari guizza improvvisa ma poi cerca di ammorbidirsi, di sciogliersi per scivolare quieta – come fosse un impercettibile movimento di macchina da presa – dentro un deposito della memoria, di desideri e fughe che –forse- non si avverano mai, scritti su quei muri scrostati e macchiati.

Mauro Corradini

 

Maria Grazia Bellini nasce a Brescia nel 1958. Ha frequentato il Liceo Artistico “Vincenzo Foppa” seguendo i corsi dei professori Tinelli e Petrò. Ha poi approfondito i suoi studi frequentando L’Accademia di restauro a Firenze, specializzandosi nel settore delle maioliche antiche. Nei primi anni ’80 ha insegnato decorazione di ceramica all’Associazione Artisti Bresciani. Successivamente ha lavorato come restauratrice di maioliche fino all’anno 2000. Nei primi anni ’90, coinvolta dal professor Tinelli, ha insegnato pittura nel carcere femminile di Verziano (Bs). Nel 2012, affascinata dalla tecnica ceramica giapponese Raku, ne ha seguito un corso. È dal 2000 che si dedica alla pittura, prediligendo inizialmente studi dal vero. I muri sono poi diventati protagonisti della ricerca più recente della pittrice. Luoghi abbandonati da anni, appartati e remoti, a volte antiche dimore con segni di antica grandezza, a volte capannoni, che hanno attraversato funzioni, con tracce, dispersioni, segni ancora ben leggibili: è un mondo poetico particolare, che utilizza le capacità di un mestiere acquisito (il restauro) per trascrivere uno spazio privato, poetico.

Ha presentato le sue opere nell’ambito di esposizioni personali e collettive, tra le quali:

2003 – Museo Mille Miglia, Brescia, collettiva. Galleria Bottega Alta, Rezzato (Bs), “Suggestioni Parallele” con Tita Secchi Villa. 2004 – Banca Anton Veneta, Roncadelle (Bs), “Arte in Banca”. 2006 – Piccola Galleria Ucai, Brescia, “Suggestioni Parallele 2” con Tita Secchi Villa. 2007 – Circolo Culturale Manzoni, Boario Terme (Bs), con Tita Secchi Villa. 2008 – Galleria AAB, Brescia, “Muri” personale. 2009 – Museo Santa Giulia, Brescia, “I Love Beauty”, collettiva. Chiesa Cristo Re, Brescia, collettiva. 2010 – Galleria Rialto Leaving, Palma di Maiorca (Spagna), “Tempus Fugit”, personale. 2012 – Albergo Vittoria (Brescia), “Kaleidonne”, collettiva. 2013 – Chiesa S. Antonio, Breno (Bs), collettiva. 2014 – Galleria Arianna Sartori, Mantova, personale.

Sulla sua attività hanno scritto: Giovanna Galli, Fauso Lorenzi, Rosa Roselli, Mauro Corradini, Jervèe.

ARIANNA SARTORI

ARTE & OBJECT DESIGN

Via Cappello, 17 – 46100 MANTOVA – Tel. 0376.324260 - info@ariannasartori.191.it

 MARIA GRAZIA BELLINI

Memorie urbane

Selezione

 4 – 16 ottobre 2014

 Nome della Galleria: Galleria “Arianna Sartori”

Indirizzo: Mantova – via Cappello, 17 – tel. 0376.324260

Titolo della mostra: Maria Grazia Bellini. Memorie urbane. Selezione

Date: dal 4 al 16 ottobre 2014

Inaugurazione: Sabato 4 ottobre, ore 17.30

Orario di apertura:             dal lunedì al sabato 10.00-12.30 / 16.00-19.30. Chiuso festivi