Cambi Casa d’Aste, attraverso il proprio dipartimento Auto e Moto d’epoca

“Ferrari Memorabilia and Race Car Parts” Dipartimento Autto e Moto d’Epoca, debutta nel mondo delle aste a tema motoristico, e quale unica azienda italiana del settore, desidera rendere omaggio alla casa automobilistica più conosciuta e prestigiosa al mondo: la Ferrari.

ASTA ONLINE A TEMPO SINO ALL’8 DICEMBRE 2014

Esattamente 85anni fà il 16 Novembre 1929, nasceva a Modena la Scuderia Ferrari, ancora oggi la squadra automobilistica più vincente al mondo. Il 13 Novembre 1994 il grande Michael Schumacher vinse il suo primo titolo mondiale, arrivando a fine carriera ad aver conquistato sette titoli mondiali di cui ben cinque con la Ferrari.

Dal 24 Novembre all’8 Dicembre si tiene l’asta online a tempo “Ferrari Memorabilia and Race Car Parts”, alla quale si potrà partecipare facendo le proprie offerte tramite il nostro sito web e Cambi App per iOS.

Oltre un centinaio i lotti in asta e tra essi si annoverano rarissimi e prestigiosi oggetti, tra i quali possiamo evidenziare il lotto n. 1: guanti di Michael Schumacher autografati ed utilizzati al GP di Montecarlo del 2004, (stima 2500-3500), o la tuta Ferrari di Ruberns Barrichello (lotto 2) stimata tra i 5.000-7.000 euro, il volante della Ferrari F1 126C3 utilizzato da Patrick Tambay (lotto 3), l’ala anteriore sperimentale della Ferrari F1 156/85 Michele Alboreto (lotto 5 stima 5.500-7.500) e  il disegno tecnico originale della Ferrari F40 (lotto 26 stimato tra i 10.000e i 12.000 euro). E ancora lo specchietto della Ferrari F1 di Michael Schumacher (lotto 57 stima 3.000-5.000), l’insegna luminosa Ferrari Service (lotto 94 stima 4.000-6.000 euro), un  modellino Ferrari 250 GTO realizzata in cristallo (lotto 81 stima 1.500-1.800 euro) ed in ultimo  il tavolo realizzato in esemplare unico per la Scuderia Ferrari corredato delle quattro sedie in pelle autografate da Schumacher, Irvine, Salo e Todt  (lotti 20 – 21)

“Ferrari Memorabilia and Race Car Parts” è un’asta di oggetti rari ed esclusivi, provenienti da un’unica collezione (proprietà di un fondatore del Ferrari Club Italia) che saprà entusiasmare i veri appassionati di motori, e sopratutto gli amanti del Cavallino Rampante di Maranello, che non potranno perdere un’occasione davvero unica nel suo genere a livello internazionale.

ONLINE AUCTION  ending the 8th december 2014

Cambi Auction House through its department of vintage cars and motorcycles debuts in the world of motors. Being the only italian company in this sector Cambi would like to pay homage to the most famous and prestigious car maker in the world – Ferrari.

85 years ago, on the 16th of november 1929, the Ferrari racing team came into being in Modena. As of today it is still the racing team with most victories in the world. On the 13th of november 1994 Michael Schumacher won his first world title and at the end of his racing career he had won 7, 5 of which with the Ferrari.

From the 24th of november to the 8th december there will be held the online-auction “Ferrari Memorabilia and Race Car Parts”. It will be possible to bid through our web side or by Cambi App for iOS.

The sale presents around 100 lots and most of all are very  prestigious and rare objects like those listed below:

Lot n. 1  Michael Schumacher’s gloves with signature, used at the GP of Monte Carlo in 2004 (estimation Euro 2.500-3.500), or lot n. 2 : Rubern Barrichello’s Ferrari-tracksuit (estimation of  5.000-7.000 euros),  and the steering wheel Ferrari F1 126C3 used by Patrick Tambay (lot n. 3), the experimental front wing of the Ferrari F1 156/85 of Michele Alboreto  (lot n. 5 – estiamtion euro 5.500-7.500),   the original tecnical design of the Ferrari F40 under number lot 26 with an estimation between euro 10.000 to 12.000). Moreover we can suggest lot n. 57 the Ferrari F1 rear-view mirror of Michael Schumacher (est. 3.000-5.000),  the illuminated Ferrari Service sign -  lot 94,  a  crystal model of the Ferrari 250 GTO Lot.  81 and at the end Lots n 20 and 21 the uniquely designed table for the Ferrari racing team together with 4 leather chairs autographed by Schumacher, Irvine, Salo and Todt.

“Ferrari Memorabilia and Race Car Parts” is an auction full of rare and exclusive lots, coming from a unique collection (property of a founders of the Ferrari Club Italy) that will sure envolve all the  motoring fans  , and most of all those who love the “Cavallino Rampante” of Maranello and who cannot miss such a rare occasion of its genre at an international level.

Per ulteriori informazioni e foto potete collegarvi direttamente tramite il link a :

Ferrari Memorabilia and Race Car Parts / Asta 222 – Calendario Aste – Cambi Casa d’Aste

Per Informazioni

Claudio Rava

Dipartimento motorismo d’epoca - motoring department

email c.rava@cambiaste.com

 “Ferrari Memorabilia and Race Car Parts”

Motoring Department

     

1

GUANTI GP MONACO M.SCHUMACHER

Guanti realizzati dalla OMP per il pilota della Ferrari Michael Schumacher, da lui utilizzati al GP di Monaco del 2004. Recano entrambi data 21-05-2004 ed autografati all’interno dallo stesso Schumacher. Nel corso del GP il pilota tedesco della Ferrari realizzò il giro veloce della gara con il tempo di 1:14.439

€ 2.500 – 3.500

2

TUTA BARRICHELLO GP TURCHIA 2005

Tuta Ferrari originale del pilota brasiliano Rubens Barrichello, utilizzata al GP Turchia 2005. Barrichello ottenne l’11° posto in qualifica ed il 10° posto nella classifica finale del Gran Premio. La tuta è in versione unbranded perché priva del logo Marlboro, in quanto la Turchia come altre nazioni vietavano la pubblicità ai marchi di sigarette. Sulla parte di tessuto copri cerniera è presente l’etichetta dell’azienda produttrice “Puma”, con riferimento pilota e del gran premio di utilizzo, dicitura tipica delle tute destinate ai piloti professionisti. Nella parte posteriore del colletto è ricamata la numerazione dell’omologazione FIA

€ 5.000 – 7.000

3

VOLANTE FERRARI F1 126C3 PATRICK TAMBAY

Volante della Ferrari F1 126C3 utilizzato da Patrick Tambay, realizzato dalla Momo, diametro 27cm. Presente cartellino originale Ferrari attestante l’utilizzo al GP d’Europa, disputato nel circuito di Brands Hatch il 25 Settembre 1983. Il modello qui presentato è dotato del perno originale di fissaggio al piantone dello sterzo della monoposto, oltre ad un supporto in marmo a forma di palla avente funzione di sostegno.

€ 5.500 – 7.500

Patrick Tambay, pilota francese, per buona parte della sua carriera corse in Formula 1, diventando uno dei piloti più popolari nella prima metà degli anni ottanta. Nella stagione 1983 a bordo della Ferrari F1 126C3 vinse il Gran Premio di SanMarino (autodromo Imola) e a fine campionato terminò quarto nella classifica mondiale piloti.

La F1 126C3 progettata da Harvey Postlethwaite e guidata da Patrick Tambay e René Arnoux, vinse il mondiale costruttori nel 1983, l’ultimo per la Ferrari prima del 1999.

5

ALA ANTERIORE FERRARI F1 156/85 MICHELE ALBORETO

Ala anteriore sperimentale per la monoposto Ferrari F1 156/85 guidata nella stagione 1985 dai piloti Michele Alboreto e Gerhard Berger. Michele Alboreto lottò per la conquista del titolo mondiale piloti, arrivando secondo in classifica dietro ad Alain Prost

€ 5.500 – 7.500

20

RARISSIME SEDIE FERRARI F1 AUTOGRAFATE

Quattro sedie assolutamente rarissime ed esclusive, facenti parte di una preserie/prototipo realizzate appositamente per la Scuderia Ferrari Marlboro F1. Ogni sedia è contraddistinta dalla dicitura e numerazione impressa a caldo nella pelle “Serie n°P00”, riferimento della preserie . Nella parte anteriore dello schienale presentano il classico scudetto Ferrari realizzato in pelle e cucito sullo schienale stesso, ed ognuna reca un differente autografo originale di Schumacher, Irvine, Salo e Todt. Nel retro dello schienale è presente la scritta Scuderia Ferrari Marlboro. La struttura delle sedie è in alluminio grigio, la seduta diametro 43 cm e lo schienale sono rivestiti in pelle rossa Ferrari con bordature cucite

€ 8.000 – 10.000

21

TAVOLO ORIGINALE FERRARI ESEMPLARE UNICO

Ralizzato in esemplare unico per la Gestione Sportiva Ferrari. Struttura in acciaio altezza 75cm, piano circolare diametro 88cm interamente in carbonio e con piano di appoggio in vetro smerigliato. Nella parte inferiore del vetro è realizzato lo Scudetto Ferrari avente misure 40cmX30cm

€ 3.500 – 5.000

26

DISEGNO TECNICO ORIGINALE F40

Rarissimo disegno del progetto finale della Ferrari F40, proveniente originariamente dagli uffici tecnici della Ferrari SpA. Incorniciato su fondo giallo e sotto vetro, dimensioni 100cmx70cm. Il cartiglio (parte descrittiva) posto in alto a sinistra, riporta quali dati significativi la data 24-7-87 e la sigla interna della Ferrari F40, ovvero “F120AB”

€ 10.000 – 12.000

57

SPECCHIETTO RARISSIMO FERRARI M. SCHUMACHER

Specchietto destro della monoposto Ferrari F1 2000 vincitrice con Michael Schumacher del campionato mondiale piloti nell’anno 2000. Il pilota tedesco riportò il titolo a Maranello ben 21 anni dopo Jody Scheckter. Realizzato in fibra composita ha una larghezza di 15cm, si presenta senza il vetro specchio, ed è montato su una base di marmo bianco

€ 3.000 – 5.000

81

FERRARI 250 GTO CRISTALLO

Realizzata in cristallo dalla “DAUM France” nel 1987, prodotta in una tiratura inferiore ai 2400 esemplari, e progettata dall’artista designer francese Xavier Froissart. Scala 1:14 misura 32cmx10cm

€ 1.500 – 1.800

94

INSEGNE LUMINOSE FERRARI SERVICE

Insegne luminose bifacciali originali “Ferrari Service” anni ’80, realizzate esclusivamente per le Assistenze Autorizzate Ferrari. Composta da due separate insegne, la prima con il logo del Cavallino e la scritta Ferrari misura 115cmX65cm, la seconda con la scritta Service misura 70cmX48cm. Sono in buon stato di conservazione e funzionanti.

€ 4.000 – 6.000

Galleria Il Rivellino (Ferrara): “Movimento artistico Verticalismo” (la Via del Possibile), dal 22 novembre al 5 dicembre 2014

 Lidia Panzeri: “E’ tipico delle avanguardie esaurire in pochi anni le loro potenzialità espressive, salvo poi riaffiorare, quasi un fenomeno carsico, a distanza di molto tempo, magari assumendo un prefisso “neo”. Una felice eccezione a questa regola è costituita dal movimento “Verticalismo” che, fondato a Catania nel 1974, (…) si è mantenuto coerente ai suoi principi formatori e nello stesso tempo, coinvolgendo sempre più artisti a livello nazionale e internazionale. (…) C’è da interrogarsi su questo prolungato successo, tanto più eccezionale se si considera che l’ epicentro è Catania, del tutto periferica rispetto ai circuiti artistici modaioli. E’ possibile che il segreto si celi nel sottotitolo Verticalismo (ovvero ‘La via del possibile’): teorizza Salvatore Commercio, che del movimento è il fondatore, che l’ Universo è un campo di possibilità, e in quanto tale, libera energie creative in ogni campo del sapere. In altri termini è la ricchezza teorica, trasversale a molte discipline e non circoscritta ad un ambito specifico, a costituire uno stimolo forte, per la creatività personale”.

 Sabina Spada: “Verticalismo non indica uno spostamento unidirezionale rivolto verso l’ alto, come il termine forse potrebbe suggerire, ma chiama in azione la serie infinita di possibilità date all’ umano agire. (…) Le opere degli artisti verticalisti (…) recano la scansione ritmica e l’ alternanza dei temi all’ interno del corpus del Verticalismo contribuendo al tentativo di superamento dell’ attuale momento storico d’ impasse che sperimentazioni eccessivamente concettuali e sofisticate stanno rendendo sterile e stucchevole. Aprendo e allargando orizzonti dell’ arte all’ estreme possibilità dell’ espressione poetica, gli artisti verticalisti analizzano i rapporti – complessi eppur immediati – tra spazio psicologico e concreta materialità, tra profondità della memoria e spessori reali, tra oggetti dell’ usata quotidianità e strumenti dell’ evocazione e della mitizzazione artistica. In virtù di tali riflessioni, il Verticalismo è fortemente attivo anche al livello socio-culturale ed ecologico. (…) Gli artisti del Verticalismo, detti anche “quelli della via del possibile”, cercano ed inseguono la completa simbiosi tra i propri universi espressivi ed una storia – già vissuta e testimoniata – lontana e distaccata, tra la personale ansia di comunicare ed una recettività altrimenti codificata, tra il desiderio d’ urlare ed un silenzio plumbeo e stagnante (…)”.

 Margherita Remotti: “Il Verticalismo contiene le potenzialità dell’ innovazione e della rivoluzione culturale mantenendo salde le radici nella tradizione dell’ arte e procedendo in direzione di una via evoluzionistica con un linguaggio che si articola simile alla parola, capace di un pentagramma infinito di espressioni e suscettibile di una pluralità di stili e tecniche attraverso le cui opere vivificano un sistema nella maggior parte dei casi eccessivamente autoreferenziale, perché chiuso da tempo all’ interno di barriere concettuali troppo sterili, derivate da logiche di mercato e consumo che, a partire dalla fine degli anni ’60, hanno reso difficile una differente concezione delle possibilità e dello spazio nel quale agisce l’ umano impegno. Verticalismo significa riuscire a far confluire nell’ opera quotidiano e nuove prospettive, memoria e testimonianza dell’ invenzione, essere e divenire. Vuol dire operare una riscrittura dell’ arte per una poetica capace di comunicare un’ etica  che crede in una sensibilità rinnovata verso le cose con cui l’ artista, l’ operatore culturale e chiunque di noi si trova ad avere a che fare. Similmente, viene da dire, a quanto fecero Leonardo con la sua concezione di una scienza e un’ arte già coniugate al futuro e Einstein con la scoperta della Relatività, che, non dimentichiamo erano senz’ altro verticalisti”.

Espongono: Rosario Calì, Guglielmo Pepe, Rosario Platania, Salvatore Barbagallo, Benito D’Accampo, Ninetta Minio, Oliana Spazzoli, Giovanni Compagnino, Giacomo Catania, Francesco Di Giovanni, Daniela Maria Costa, Otello Mamprin, Guido Baldessari, Maria Di Gloria, Anastasia Guardo, Ambra Sciuto, Rosa Buccheri, Vincenzo Orto, Salvatore Commercio.

 

L’artista Sandro Negri viene ricordato con l’esposizione “Padre natura”

alla Galleria Arianna Sartori di Mantova in via Ippolito Nievo 10. La mostra, voluta e curata dai figli Fabio e Carolina Negri, si inaugurerà sabato 29 novembre alle ore 17.00.

 Padre Natura

La Natura è artista. Spinge alberi fuori dalla terra, colora di tramonto, bagna di pioggia e offusca di nebbia. Arrossisce di fuoco e sbianca di ghiaccio. La natura consuma montagne e scorre le acque, porta a vita nuova ed invecchia l’Uomo e le sue cose.

 

Sandro Negri è artista fadele, curioso della Natura, caparbio nel voler cogliere. Energico nel suo dire, strappa colori da tubi e barattoli, li spande, li mescola, li gratta, li scava. Getta un ponte tra il tutto ed il tempo dell’Uomo, ricordandoci l’eterno ciclo del divenire. Un tramite tra l’Uomo e le Emozioni della Natura (o la natura delle emozioni?). Un legame di speranza, la speranza che un giorno l’uomo torni in intimità con la Natura da cui ha voluto scioccamente alienarsi. Un rivenire Madra Natura tramite le opere di Sandro. Padre Natura.

 

Sandro Negri nasce nel 1940 a Virgilio (Mn). Muore a Mantova il 10 agosto 2012. Dipinge in solitudine e solo nel 1970 esordisce con una mostra personale a Luzzara (Re), dove incontra Cesare Zavattini che lo incoraggia a proseguire nell’attività artistica. La sua prima monografia a cura di Adalberto Sartori viene pubblicata nel 1976 con la prefazione di Dino Villani. Artista versatile, nel 1981 viene invitato dal comune di Virgilio (Mn) a partecipare ad una mostra celebrativa per il Bimillenario Virgiliano. Nel 1989 apre un atelier a Parigi. Nel 1991 riceve l’incarico di eseguire manifesti pubblicitari per il film “Vincent e Theo” di Robert Altmann sui due fratelli Van Gogh. Nel 1993 allestisce in Palazzo Ducale di Mantova una retrospettiva, accompagnata da catalogo edito da Electa, e l’anno seguente presso !a Rocca Normanna, in collaborazione con il Comune di Paterno (Ct). Nel 1995 apre uno studio a Montanara di Curtatone (Mn), nel seicentesco Palazzo Cavalvabò. Dal 1997 due disegni di Negri entrano a far parte della collezione permanente “Vivian and Gordon Giikey” del Portland Art Museum. Nel 2001, in occasione dell’apertura del Palazzo del Plenipotenziario a Mantova, è invitato per un’antologica con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura della Provincia di Mantova. Nel 2002, in collaborazione con la londinese “Gagliardi Gallery”, viene allestita una mostra al “Thè Lord Leighton House Museum” di Londra che riscuote un notevole successo di critica e di pubblico. Partecipa alla mostra itinerante in Spagna Pàginas desde Lombardia un Museo de Arte Contemporaneo. Nel 2004 inaugura un’altra sede a Portland (USA); lo stesso anno Silvana Editoriale inquadra la sua opera con una pubblicazione di grande rilievo a firma di Raffaele De Grada e Claudio Rizzi. È invitato alla rassegna Poetiche del ‘900 a Castel Ivano (Tn). Nel 2005 l’evento Pàginas desde Lombardia – Itineranti di ritorno si ripropone in Italia al Civico Museo di Maccagno. Nella stessa sede partecipa alla mostra Metafore di Paesaggio, quindi al Museo d’Arte Moderna di Gazoldo degli Ippoliti (Mn), e allo Spazio Guicciardini di Milano. Sempre nello stesso anno, in occasione di una personale a Milano, Rossana Bossaglia firma la presentazione in catalogo. Nel 2006 ordina l’ampia antologica Evocate immagini al Civico Museo Parisi Valle di Maccagno (Va) a cura di Claudio Rizzi, con catalogo edito da Nicolini Editore. Sempre a Maccagno partecipa alle mostre Acquisizioni 2006 e ad Arte Contemporanea in Lombardia – Generazione anni ‘40. Nel 2008 Swatch Group, in collaborazione con la gioielleria Azzali 1881 di Mantova, sceglie Negri per celebrare i suoi venticinque anni di attività e consente all’Artista di personalizzare una serie di 299 orologi, pezzi unici presentati nel suo atelier in una giornata-evento dedicata ai collezionisti degli Swatch Club. Nel 2010 una mostra allestita presso la “Brian Marki Fine Art” di Portland, negli Stati Uniti, e un catalogo monografico con interviste all’artista e testimonianze di collezionisti statunitensi hanno celebrato i suoi primi cinquant’anni di pittura. Nel 2011 è stato invitato a Mosca come protagonista assoluto di un evento a lui dedicato nella sede Mercedes e per allestire una personale nella galleria Bogolubov Art. All’inizio del 2012 con la sua mostra “Omaggio alla letteratura di Virgilio”, esito di un laboratorio tenuto da Negri con seicento allievi dell’Istituto comprensivo di Virgilio già presentato in anteprima durante il Festivaletteratura 2011, è stato riaperto al pubblico il restaurato Museo Virgiliano di Pietole (Mn), luogo natale del poeta latino e dell’artista. Nello stesso anno il Centro Studi dell’Associazione Postumia ha accolto nella sede di Gazoldo degli Ippoliti una sua mostra dedicata alle opere degli anni Settanta e Ottanta e intitolata “Le origini e le radici”.

ARIANNA SARTORI

ARTE & OBJECT DESIGN

Via Ippolito Nievo, 10 – 46100 MANTOVA – Tel. 0376.324260 - info@ariannasartori.191.it

SANDRO NEGRI

Padre natura

29 Novembre – 23 Dicembre 2014

 Nome della Galleria: Galleria “Arianna Sartori”

Indirizzo: Mantova – via Ippolito Nievo, 10 – tel. 0376.324260

Titolo della mostra: Sandro Negri. Padre natura

Mostra a cura di Fabio e Carolina Negri

Date: dal 29 novembre al 23 dicembre 2014

Inaugurazione: Sabato 29 novembre, ore 17.00

Orario di apertura:

dal lunedì al sabato 10.00-12.30 / 16.00-19.30. Domenica e festivi 15.30-19.00

 

CLAUDIO MALACARNE I SENSI LIQUIDI, a cura di Gianluca Marziani

L’inverno di Palazzo Collicola Arti Visive apre una finestra “caldissima” oltre il freddo stagionale. Uno sguardo inaspettato e mediterraneo, figlio della grande pittura italiana, ci catapulta nella sensazione del mare trasparente, dell’acqua limpida e attrattiva, del galleggiamento tra sfumature di verde e blu. Una digressione visiva che riguarda un percorso anomalo e rigoroso, unico per tematiche e slancio narrativo, una controtendenza vincente che elabora la natura complessa del benessere, dell’ottimismo, dello sguardo che sceglie la luce al posto del buio.

Per Claudio Malacarne lo sguardo si concentra sull’elemento da cui tutto nasce: l’acqua. Nulla di più semplice, direbbe qualcuno, ma proprio per la sua ovvietà pochi artisti si addentrano nel fatidico H2O (soprattutto in pittura le storie sull’argomento paiono merce rara). La ragione? Forse dipende dall’indole artistica, da un quid che è continua ricerca di anomalie nascoste, un angolo in ombra, una ragione straordinaria. L’acqua appare troppo ovvia per molti, scontata nel suo appartenere al ciclo biologico della vita. Per fortuna, però, c’è sempre la sorpresa parabolica, un occhio più concentrato, più curioso di altri: come nel caso di Malacarne, immerso nella narrazione del contesto acquatico, dentro la coerenza di una scelta necessaria, dentro la strategia delle private emozioni, dentro la purezza vigile dei sensi.

La narrazione acquatica è una sfida, sia per l’artista che per il fruitore: il primo dovrà evitare qualsiasi retorica, il secondo dovrà comprendere l’implicito, le componenti ulteriori, il valore oltre l’estetica. Un ingaggio impegnativo che ci avvicina allo straordinario dentro l’ordinario, all’empatia biologica, alle vertigini dell’inaspettato.

Mantova è la città elettiva di Malacarne, lo scrigno urbano che ha rinsaldato le radici con la costruzione del personale futuro. Mi affascina l’idea che il galleggiamento di Mantova sia un elemento d’incidenza artistica, il fatto che un sito di pietra antica mantenga un legame con l’elemento liquido della propria cinta. L’acqua di Malacarne appartiene ai fondali scogliosi del mare aperto, al colore sfumato del mediterraneo, alle trasparenze che l’occhio ama scoprire; eppure tutto sarebbe stato diverso senza la coscienza innata dell’elemento, senza un respiro persistente dell’acqua di laghi e fiumi. La stessa pianura padana, pensandoci bene, somiglia a un mare calmo, ispira meditazioni ascetiche nell’ovatta di nebbie e cieli lisci. Diventa spazio di orizzonti larghi, vedute a campo lunghissimo, una panoramica che include e amplifica le sensazioni. Il suo effetto richiama il nostro sguardo davanti al mare, quando perdiamo i confini stretti e vaghiamo, ondivaghi e quindi più liberi, svincolati dalla norma al presente. L’acqua metabolizzata incarna l’ambiente spirituale che trasforma lo spazio e il tempo, rallentando l’enfasi del quotidiano, dilatando i margini percettivi, amplificando la risonanza del flusso.

Malacarne carezza l’acqua marina con un pennello espressivo e calibrato. Il colore definisce le trasparenze, le variazioni di ogni piccolo riflesso, le tonalità di verdi e azzurri. Il mare diviene luce solida, una specie di corpo abitabile che metabolizza il sole, le nuvole, il vento, la consistenza dell’aria, gli spostamenti dei corpi mentre nuotano. Acqua e cielo sono una grande sfida tecnica, due mondi che non puoi copiare con passo iperrealista, sarebbe pura utopia il tentativo di riportare con fedeltà la grana degli elementi; al contrario, si tratta di carpirne l’anima segreta, che significa trascrivere una zona emozionale, un volume della coscienza, un’attitudine psichica per recettori sensibili.

Siamo così al passo decisivo, a ciò che definisce la maturità concettuale di Malacarne. Perché l’acqua senza umanità resterebbe un serbatoio fertile ma non riproduttivo, come se mancasse l’equazione di chiusura del cerchio. Serviva lo scatto umano, una presenza che fosse energia. E allora ecco aprirsi le danze acquatiche: ragazzine e ragazzini che nuotano o galleggiano da fermi, soli o in piccoli gruppi, osservati dalla giusta distanza, con pudore genitoriale ed equilibrio prospettico. Bravo l’artista nel fermarsi dove serve, mai sul campo panoramico che disperde il fattore emotivo, mai sul dettaglio che comporta responsabilità ulteriori.

Senti che scorre benessere, le tensioni si disperdono, la gioia emerge ma non sovrasta la natura mentale del progetto. Non percepisci alcuna finzione o posa costruita, l’occhio pittorico sembra una cinepresa che osserva senza enfasi, proteggendo i protagonisti del racconto. Amore e benevolenza si fondono nella radice degli obiettivi e nella germinazione dei risultati: Malacarne dipinge con empatia, metabolizzando le atmosfere estive, i sentori climatici, rendendo quasi tattile la sua narrazione mediterranea. La pittura profuma di bouganvillea e sale marino, crema solare e pini marittimi, cotone e anguria… ciò che non si vede esiste ma solo se l’occhio ama l’icona, se la visione invade le emozioni, se l’immagine contiene la valenza dell’immaginario.

PALAZZO COLLICOLA ARTI VISIVE

presenta

CLAUDIO MALACARNE

I SENSI LIQUIDI

A cura di Gianluca Marziani

OPENING: sabato 13 DICEMBRE 2014 ore 14:00

La mostra prosegue fino a domenica 1 marzo 2015

Catalogo disponibile presso il bookshop del museo

Per le visite guidate info su www.sistemamuseo.it

Pagina Facebook: www.facebook.com/palazzocollicola

Tutte le info su www.palazzocollicola.it

Contatti stampa Palazzo Collicola: info@palazzocollicola.it

Contatti stampa Sistema Museo: ufficiostampa@sistemamuseo.it

Contatti stampa Marziani: gianlucamarziani@gmail.com

Estense casa aste: antiquariato e preziosi a Mantova

 Oltre 600 lotti di Gioielli, Argenti, Dipinti e Arredi e curiosità d’epoca, provenienti da eredità e committenze private  saranno posti in asta da Estense Casa d’aste sabato 29 e domenica 30 Novembre ore 16.00 nella sede di Mantova via I Nievo 8.
Esposizione da sabato 22 novembre a domenica 30 Novembre dalle ore 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19,30
 Ritratto di Felicita Canossa, seconda moglie del Marchese Francesco Cavriani, da questo matrimonio nacque Massimiliano che divenne un frate Cappuccino che mori in odore di santità nel 1718 all’età di 87 anni, quindi il dipinto è databile alla prima metà del XVII sec., di buona fattura , da notare in modo particolare il gioco dei chiaro scuri delle vesti e la cura e l’attenzione riposta sui gioielli e sui merletti, cm. 62×76
Natura viva con cane galli e galline, Lombardia fine ’600, olio su tela, cm. 123×95
Bouquet di fiori, vassoio di fragole, ciliegie e un coniglio, att. Lorenzo Russo (?-1718), olio su tela, cm. 77 x 102, firmato sul muretto: “Rus.o”
Anello oro bianco ‘’Trilogy’’ con 2 diamanti da 0.40 ct l’uno circa e 1 diamante da 1.20 ca. gr 4.6
Coppia di alzate in argento sterling e madreperla con piedistallo sbalzato e fusto a foggia di delfino a tuttotondo. Le coppe sono in madreperla finite da bordo traforato di foggia naturalistica che terminano con due delfini a bassorilievo che tengono un fiore su cui poggiano due putti suonatori a tuttotondo. Tiffany & C° New York fine ’800
Cassettone Luigi XVI a tre cassetti, Lombardia, lastronato in legno di noce e olivo, con intarsi in legno di acero piano in marmo bianco lastronato in marmo giallo
 Informazioni: Estense Casa Aste tel.  0376/1888012 – 339/3067246 

via I. Nievo 8 si trova nel suggestivo centro storico di Mantova

 


PAOLO STACCIOLI Sculture recenti ceramiche – bronzi

Una nuova mostra a Mantova dello scultore Paolo Staccioli alla Galleria Arianna Sartori nella Sala di Via Cappello 17, si inaugurerà alla presenza dell’artista, Sabato 22 novembre alle ore 17.00 e resterà aperta al pubblico fino al prossimo 4 dicembre 2014.

Paolo Staccioli scultore del silenzio e dell’attesa

 

Si è appena chiusa l’esposizione delle sue opere più recenti nella Sala delle Colonne nel Palazzo Comunale di Pontassieve e già Paolo Staccioli si prepara a tornare a Firenze per approdare al Museo Horne, ancora una volta in collegamento diretto con il retaggio degli artefici del passato, con una straordinaria mostra che offre al pubblico nuove opere ispirate alla memoria, al sogno, allo spazio, al desiderio, al tempo, al silenzio, all’attesa. Chiuso nel suo laboratorio, può ricordare, plasmando memorie lontane, i piaceri provati sui testi antichi. Riscoperti e ricreati con libertà e candore, modella la sua identità e la sua partita si gioca in una contraddizione fra il bisogno di essere moderno e insieme antico, conservatore di forme e di cangianti superfici. Sin dalle decorazioni delle prime forme vascolari, rielabora soggetti e temi già ampiamente indagati dagli esordi nella pittura su tela; sembra anzi, condividendo le parole di Nicola Micieli (1997), che Staccioli abbia sempre dipinto in funzione della ceramica, delle sue accattivanti e traslucide superfici favorite dalla complicità a volte imprevedibile del fuoco.

È capace di scherzare con Eros e ce lo mostra come un bambino alato che gioca da solo o assieme ad altri fanciulli divini modellati a tutto tondo intorno al collo di un vaso che assurge spesso a oggetto del loro divertimento, a rievocare, per esempio, i vasi prodotti in antico a Canosa di Puglia, come ha ben detto Maria Anna Di Pede scrivendo dello splendido vaso con figure plasmate a rilievo, realizzato nel ’98 in faenza ingobbiata dipinta con ossidi e sali sotto vernice e lustrata di “uno splendido rosso-bronzo che lo fa rifulgere di una luce infuocata, propria dei più suggestivi tramonti” (Tommaso Paloscia 1999), presentato alla mostra: Memorie dell’Antico nell’arte del Novecento al Museo degli Argenti a Palazzo Pitti, nel 2009. Ma un puttino sa cavalcare, dall’aprile 2000, nella bellissima natura del Parco di Poggio Valicaia, sopra Scandicci, abbracciato al collo di un possente cavallo in bronzo, alto due metri, verde come il cavallo dipinto in verde terra da Paolo Uccello nel duomo di Firenze, e sa guidarlo a esplorare le vie degli uomini.

Poi, in una visione fantastica e visionaria del reale, Staccioli indaga il suo personalissimo rapporto con il ‘paesaggio’, un paesaggio che è sempre lo stesso, quello carico di racconti incastonati in altri racconti di cavalli alati, di leggeri cavalieri sospesi nel vuoto anche se fissati in un telaio con le ruote come nel giocattolo della nostra infanzia o in movenze da giostra o sospesi in improbabili dondoli, dove saliranno anche gli uomini per raccontare il mondo dei desideri e delle speranze. Utilizzando con illimitata fantasia quei temi a lungo meditati in questi ultimi anni e divenuti ormai significativi nel suo repertorio, è riconoscibile senza ripetersi, ma dando l’impressione di restare sempre sullo stesso tema, quello del cavallo che sperimenta ancora in forme che riempiono fittamente lo spazio, saturandolo completamente, uno spazio anch’esso senza gerarchie, nel quale non esistono vicinanza e lontananza, sopra e sotto, prima e dopo.

La spazialità, pur sempre compressa da piccoli cavalli in rilievo, si definisce nelle armature dei suoi bonari e immobili guerrieri che, pur provando forse un sentimento di nostalgia per un luogo dove non sono mai stati, non torneranno, né partiranno mai da qui per combattere, pur armati di lancia e scudo; anche se stipati in piccole barche non toccheranno mai terra, o addirittura ridotti a mezzo busto e issati in grandi carri con le ruote, compatti come temibili carri armati, non affretteranno certamente il viaggio. Sono tuttavia figure maschili e femminili caricate di un fascino arcano: privi di braccia, spesso le gambe troncate al ginocchio, rievocano il frammento ma “l’elmo e la corazza, quest’ultima formata da una fascia continua di minuscoli cavallini con le ruote, che abbracciano il busto del guerriero, portano traccia della vena umoristica e fantasiosa che abbiamo, fin dagli esordi, imparato a conoscere in Staccioli”, così le descrive Elisa Gradi in occasione della mostra di Staccioli al Museo archeologico di Fiesole nel 2007. Staccioli sa davvero giocare con tenerezza e stupore di fronte alle sirene della modernità e alle memorie dell’antico perché, come ha scritto Antonio Paolucci parlando dell’artista in occasione della mostra del 2005 al Museo delle Porcellane a Palazzo Pitti da lui intitolata: Le gioiose ceramiche di Paolo Staccioli, “Si può scherzare con il Marte di Todi e con l’ Arringatore? Con lo Stile orientalizzante e con il Liberty? Con le Torri di San Gimignano e con l’obelisco di Axum? Con Gio’ Ponti e con Picasso? Certo che si può, anzi si deve. Poiché l’ironia, il sorriso, il disincanto sono antidoti efficacissimi contro la retorica e contro i manierismi”. Con naturalezza Staccioli è capace di radunare in gruppi di sette, otto, dieci, cento, i suoi numerosi e silenziosi guerrieri e i suoi enigmatici viaggiatori che divengono icone della modernità e sebbene pronti per un viaggio di ritorno nella memoria non partono: attendono, forse, un gruppo di altri misteriosi Viaggiatori con sfera, vestiti in maniera originale, con colori sgargianti e in giacca e cravatta, che tengono una sfera sulla spalla, e come gigantesche figure di Atlante, devono sorreggere il mondo. Pur nel travestimento umano del mito, ugualmente un senso di mistero avvolge questi quasi acefali personaggi, allontanandoli da qualsiasi legame diretto con la realtà, creando un mondo che non esiste, ma che è presente nella mente di Staccioli quando medita su memorie di gusto surreale e metafisico.

Ornella Casazza

Già direttrice del Museo degli Argenti e delle Porcellane di Palazzo Pitti a Firenze

(Dal catalogo della mostra Paolo Staccioli. Opere / Sculptures 1991-2011 Museo Horne di Firenze)

Nato a Scandicci nel 1943, Paolo Staccioli inizia la sua esperienza di artista negli anni Settanta del Novecento, esordendo come pittore e facendosi presto notare in ambito locale. Al principio degli anni Novanta la necessità di sperimentare nuovi linguaggi espressivi lo spinge a Faenza, nella bottega di un ceramista locale, Umberto Santandrea, dove apprende le tecniche di quest’arte. È qui che Staccioli realizza i suoi primi vasi, dapprima con la tecnica della ceramica invetriata, poi sperimentando la cottura a “riduzione”, che gli consente di ottenere straordinari effetti d’iridescenza e lucentezza.
Ottenuta assoluta padronanza del mestiere, Staccioli allestisce nel suo studio di Scandicci, nei pressi di Firenze, un laboratorio, dove continua autonomamente e quotidianamente a misurarsi con l’uso del fuoco e degli ossidi di rame, dando vita a una miriade di vasi che riveste con fantastici racconti pittorici, fissati definitivamente dalla smaltatura a lustro. È con queste opere che ottiene i primi successi, facendosi notare in mostre personali e collettive, nonché in occasione di importanti manifestazioni culturali: le sue ceramiche, dal forte effetto metallizzato e dallo smalto scintillante si impongono presto, per eleganza e originalità, nel panorama artistico non più solamente fiorentino, ma nazionale.
I personaggi che in questa fase popolano la superficie delle sue ceramiche (giostre di cavalli giocattolo sospesi nell’aria e accompagnati da putti alati, suonatori di trombe, bambole e Pulcinella) presto si guadagnano la terza dimensione, divenendo sculture che tuttavia non perdono l’accento di accadimento fiabesco, estranee come sono ad ogni nozione di tempo e luogo: forme idealizzate memori della statuaria preromana, etrusca in particolare, sulle quali interviene la policromia della ceramica, a rendere un vigoroso effetto di masse in contrasto. Guerrieri, viaggiatori, cardinali e cavalli si aggiungono ben presto alla folla già nutrita dei fantastici personaggi ed iniziano, dalla seconda metà degli anni Novanta, ad animare importanti collezioni pubbliche e private, italiane ed estere. Nei primi anni del Duemila, nella volontà di sperimentare nuovi materiali e, con questi, altre dimensioni espressive, Staccioli inizia a trasferire – senza comunque mai abbandonare l’amore per la lavorazione delle terre – le sue forme nel più duraturo bronzo, passando dalle ricerche con gli ossidi di rame a quelle con le patine metalliche. È in questa più recente fase che le sue figure acquistano una monumentalità prima ignota, che ancor più tende a fissare in una dimensione al di fuori del tempo i suoi cavalli e i suoi guerrieri.
Molti i riconoscimenti tributati all’artista, in particolare nell’ultimo decennio, da pubblico e critica, e molte le partecipazioni a premi ed esposizioni che hanno consentito a Paolo Staccioli di conquistare un posto di assoluto prestigio nell’attuale panorama artistico nazionale.

ARIANNA  SARTORI

ARTE & OBJECT DESIGN

Via Cappello, 17 – 46100 MANTOVA – Tel. 0376.324260 – info@ariannasartori.191.it

 PAOLO STACCIOLI 

Sculture recenti ceramiche – bronzi

Nome della Galleria: Galleria “Arianna Sartori”

Indirizzo: Mantova – Via Cappello, 17 – tel. 0376.324260

Titolo della mostra: Paolo Staccioli. Sculture recenti: ceramiche  – bronzi.

Date: dal 22 novembre al 4 dicembre 2014

Inaugurazione: Sabato 22 novembre, ore 17.00

Orario di apertura:

dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 16.00-19.30. Domenica 30 novembre 15.30-19.00.

 

 

A DICEMBRE LA FIERA ANTIQUARIA PIU’ LUNGA DI SEMPRE

siamo lieti di comunicare che, vista la massiccia manifestazione di adesione espressa dalla maggioranza degli espositori della Fiera Antiquaria, la prossima edizione verrà prolungata fino al giorno dell’Immacolata Concezione: per la prima volta nella sua ormai lunga storia, la Fiera Antiquaria più antica e più grande d’Italia, durerà tre giorni consecutivi: sabato 6, domenica 7 e lunedì 8 dicembre.

A stragrande maggioranza il referendum voluto dal Comune di Arezzo ha portato alla storica decisione ritenendola un’ottima opportunità per richiamare un gran numero di utenti e potenziali clienti nella nostra città. Così, in concomitanza con il “ponte” dell’Immacolata  e del tradizionale inizio degli eventi natalizi e dello shopping, Arezzo si appresta ad ospitare visitatori e turisti da ogni parte d’Italia, arricchendo con una fiera “lunga” le opportunità di una prolungata permanenza nella nostra città e nel suo straordinario territorio.

Comune di Arezzo

Ufficio SUAP, Fiere e Mercati

Piazza A. Fanfani, 1

Tel. 0575/377475   Fax 0575/377613

sito: http://www.fieraantiquaria.org

e-mail: fieremercati@comune.arezzo.it

Facebook: https://www.facebook.com/fierantiquariadiarezzo

Twitter: https://twitter.com/FieraAntArezzo

Cambi casa d’aste, asta Martedi 18 Novembre 2014

Martedi 18 Novembre 2014 presso la prestigiosa sede di Milano  in Corso Venezia 16 la Cambi Casa d’Aste propone 5 cataloghi per una intensa giornata di sessioni d’asta che coinvolgono Dipartimenti diversi  dai Gioielli e Argenti alle Sculture  del presepe ad una Selezione di Oggettti d’Arte e Dipnti Antichi per terminare con l’Arte Moderna e Contemporanea.Martedì 18 Novembre 2014  – Milano Palazzo Serbelloni

La prima sessione alle  9,30 con i Fine Jewels  che propone un catalogo di 360  presiosi lotti e che vedrà protagoniste ancora una volta le perle naturali che nelle edizioni precedenti hanno ottenuto risultati superiori alle piu ottomistiche previsioni. Ma non mancano di certo i gioielli d’epoca  ed una serie di lotti catterizzati da pietre e diamanti tali da soddisfare le aspettative dei clienti piu esigenti. Tra i lotti piu importanti vogliamo segnalare alcuni quali  il lotto 173 una tiara in oro argento e diamanti taglio e rotondo stimata 40.000-50.000 e  un doppio filo di perle naturali a scalare ( lotto 253 – stima 10.000-13.000).

Si prosegue nel primo pomeriggio alle ore 14 con la dispersione di una interessante  collezione di Argenti Italiani ed Europei  che propone  nel suo insieme lotti di gusto tra i quali possiamo menzionare  il lotto 565  una caffettiera in argento sbalzato e cesellato,  della  bottega  all’insegna della testa di Moro,  Milano del XVIII secolo  stimata 10.000-12.000  ed un gruppo di tre lotti (il 419 – 420 e 421) di manifattura europea  della metà del  XVII  secolo che comprende  tre differenti e preziose coppe con coperchio in argento fuso con recanti firme di argentieri   quali Friederich Hirschvogel e Jacob Pfaff. e stimate tra i  6.000 e i 10.000 euro.

Dopo il successo di vendita ootenuto lo scorso anno  alle ore 16 verrà dispersa  un’interessante selezione di poco piu di 100 lotti di Sculture del Presepe Napoletano e Genovese  del XVIII e XIX secolo provenienti da collezioni private. Si possono trovare i piu differenti peronaggi tipici del Presepe come una coppia di pastori o suonatori di violino e mandolino oltre che ad una  serie di figure di nobiluomini  o vecchi contadini la cui caratteristica è ovviamente  nell’accuratezza del dettaglio dei loto abiti. Le stime oscillano dalle 400 euro per i lotti piu semplici sino ai 4.000 euro.

Alle ore 17  sarà la volta della dispersione di una importante selezione di Oggetti d’arte, tra cui alcuni esemplari di pendole del XVIII e XIX secolo,  arredi, Dipinti Antichi  e del XIX secolo, maioliche, ceramiche, sculture in avorio ed in legno  ed in marmo. Un ricco insieme di 300 lotti , che la Cambi ha accuratamente selezionato   e scelto da presentare alla propria clientela sulla piazza di Milano.

A chiudere la giornata di battuta alle ore 21 sarà l’Arte Moderna e Contemporanea  che presenta un catalogo  di  circa 180 selezionati  lotti e che  include nomi di autori italiani e internazionali, provenienti principalmente da collezioni private.

Fiore all’occhiello dell’asta sarà un gruppo di opere della Raccolta di Lea Vergine, nota critica d’arte e autrice di saggi importanti sulla performance e la Body Art.

La selezione comprende opere importanti  tra le quali il lotto 99 di Dadamaino  stimato tra i 60.000 e i 70.000 euro, oltre a  Carol Rama, Irma Blank, Lucia Pescador , Mauro Staccioli, Alik Cavaliere, Luigi Mainolfi, Luca Patella e autori come Karl Gestner e Alina Szapocnikov.

Altro top lot della vendita e’ un’opera inedita di Giacomo Balla del 1940  (lotto 33) che rappresenta un Vaso di tulipani (stima 50.000-60.000 euro). Questa opera acquistato direttamente dall’artista da LuIgi Carnacina, noto cuoco e gastronomo,  e ‘ citatta nell’autobiografia di Elica Balla che racconta l’acquisto avvenuto direttamente nello studio di suo padre.

Una sezione e’ dedicata al 900 italiano con disegni e dipinti di vari autori fra cui De Pisis, Lilloni, Del Bon La vendita comprenderà anche un importante opera di Rodolfo Arico’ esposta alla Biennale di Venezia nel 64; un importante collage di Mario Schifano del periodo di New York; un gruppo di ceramiche di Lucio Fontana, Agenore Fabbri, Arnaldo Pomodoro e sculture di Gio Pomodoro, Luigi Mainolfi, Giuseppe Spagnulo, Giuseppe Bergomi.

Una sezione a parte e’ dedicata agli artisti della Poesia Visiva con opere di Ugo Carrega (recentemente scomparso), Vincenzo Ferrari, Vincenzo Accame,Magdalo Mussio, Claudio Parmiggiani, Emilio Isgro’, Emilio Villa. In ultimo saranno   presenti opere di artisti internazionali come Antonio Dias, Julio Le Parc , Keith Haring  e una sezione dedicata alle ultime generazioni dell ‘arte contemporanea italiana.

Giovedi 13 novembre alle ore 18,30 sarà inaugurata in anteprima l’esposizione che si svolgerà nei prestigiosi saloni di Palazzo Serbelloni e che proseguirà nei giorni a venire sino a Lunedi 17 con orario dalle 10 alle 19.  In questa occasione saà presentata una preview dell’Asta di Arte Oreintale  di dicembre p.v. (Genova 16-17 dicemrbe 2014)

Per ulteriori informazioni e foto potete collegarvi al nostro sito www.cambiaste.com

Fine Jewels                                                                                    h  9,30

Argenti da Collezione Italiani ed Europei                          h  14

Sculture del presepe Napoletano e Genovese               h  16

Fine Art Selection                                                         h  17

Arte Moderna e Contemporanea                                  h  21

14-17  Novembre                Esposizione presso Palazzo Serbelloni – Corso Venezia 16 – Milano

Flavia Viola

email flavia@cambiaste.com

Cambi Casa d’Aste

Mura di S. Bartolomeo 16

16122 Genova

tel. +39 010 8395029 – fax +39 010 812613

ESTENSE CASA ASTE ASTA A FERRARA DI ARREDI, DIPINTI, GIOIELLI

OLTRE 300 LOTTI DI: ARREDI, DIPINTI, OGGETTI, ARGENTI, CUSRIOSITA’ D’EPOCA E  PREZIOSI: ANELLI, ORECCHINI, SPILLE, CATENE, OROLOGI ECC.,

ESPOSIZIONE PRESSO LA PRESTIGIOSA ABITAZIONE, FERRARA CENTRO STORICO VIA DELLA RESISTENZA N. 2, GIOVEDI’ 13 E VENERDI’ 14 NOVEMBRE DALLE ORE 10 ALLE 18.00, SABATO 15 NOVEMBRE DALLE ORE 9 ALLE 15.00, MENTRE L’ASTA SI TERRA’ IN VIA GULINELLI 9 FERRARA “SALA ASTE”

 A S T A EREDITA’ N. IVG 224

Esecutore testamentario Dott. Sebastiano Raddi

SABATO 15 NOVEMBRE 2014 ORE 15.30

VIA  GULINELLI 9 FERRARA “SALA ASTE”

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EREDITA’ N. IVG 224

Esecutore testamentario Dott. Sebastiano Raddi

SABATO 15 NOVEMBRE 2014 ORE 15.30

VIA  GULINELLI 9 FERRARA “SALA ASTE”

OLTRE 300 LOTTI DI:

ARREDI, DIPINTI, DELL’800 E 900 E PITTORI FERRARESI

OGGETTI, ARGENTI, CUSRIOSITA’ DEPOCA

PREZIOSI: ANELLI, ORECCHINI, SPILLE, CATENE, OROLOGI ECC.

ESPOSIZIONE PRESSO LA PRESTIGIOSA ABITAZIONE

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GIOVEDI’ 13 E VENERDI’ 14 NOVEMBRE DALLE ORE 10 ALLE 18.00

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INFORMAZIONI ESTENSE CASA ASTE 0532/56655 – 335/6740955

Cento anni di arte mantovana dal secolo breve ai nostri giorni, CASA MUSEO SARTORI – CASTEL D’ARIO (Mantova) Via XX Settembre, 11/13/15

Aldo Andreani • Arrigo Andreani • Celso Maggio Andreani • Franco Andreani • Mario Artoni • Lino Baccarini • Rito Baccarini • Leonardo Balbi • Eriana Baldassari • Umberto Mario Baldassari BUM • Nicoletta Barbieri • Franco Bassignani • Edoardo Bassoli • Gianfranco Belluti • Luigi Belluzzi (della Mainolda) • Bruno Beltrami • Edoardo Beltrami • Nerio Beltrami • Angiola Bernardelli • Giuseppe Billoni • Vittorio Bonatti • Carlo Bonfà • Angelo Boni • Lucia Bonseri • Ileana Bortolotti • Archimede Bresciani (da Gazoldo) • Mario Brozzi • Carlo Alberto Capilupi • Ferdinando Capisani • Antonio Carbonati • Vittorio Carnevali • Angelo Castagna • Arturo Cavicchini • Ugo Celada (da Virgilio) • Piero Ceruti • Benito Cirelli • Vasco Corradelli • Rossano Cortellazzi • Giuseppe De Luigi • Luigi Desiderati • Carlo Dusi • Giuseppe Facciotto • Cosimo Felline • Renzo Ferrarini • Massimo Ferri • Anselmo Galusi • Lucia Gaudio • Barbara Ghisi • Antonio Ruggero Giorgi • Giannino Giovannoni • Franco Girondi • Giuseppe Gorni • Isa Gorreri Palvarini • Rinardo Gozzi • Alfio Paolo Graziani • Denis Guerrato • Giuseppe Guindani • Antonio Haupala • Cesare Lazzarini • Mario Lipreri • Mario Lomini • Enrico Longfils • Rino Luppi • Elisa Macaluso • Renzo Margonari • Aldo Marini • Ivonne Melli • Giuseppe Menozzi • Giovanni Minuti • Anna Moccia • Alfonso Monfardini • Danilo Montini • Gino Morselli • Luciano Morselli • Ezio Mutti • Sandro Negri • Vindizio Nodari Pesenti • Giordano Nonfarmale Male • Roberto Pedrazzoli • Anna Maria Pellicari • Gianna Pinotti • Carlo Polpatelli • Mario Polpatelli • Germana Provasi • Arturo Raffaldini • Guido Resmi • Teresa Rezzaghi • Riccardo Rinaldi • Chiara Rossato • Marzia Roversi • Anna Ruggerini • Selvino Sabbadini • Carmelo Salemi • Daniela Savini • Albano Seguri • Sergio Sermidi • Lino Severi • Luca Siri • Anna Somensari • Giorgio Somensari • Luigi Somensari • Paolo Soragna • Giordano Spagna • Severino Spazzini • Elio Terreni • Francesco Tommasi • Osvaldo Trombini • Francesco Vaini • Dino Villani • Claudia Vivian • Vanni Viviani • Enzo Zanetti • Carlo Zanfrognini • Patrizia Zanoni

Inaugurazione: Domenica 9 novembre, ore 11.00

9 novembre – 14 dicembre 2014

Mostra e catalogo a cura di Arianna Sartori

La Casa Museo Sartori di Castel d’Ario (Mantova) in via XX Settembre 11/13/15, dal 9 novembre al 14 dicembre 2014 presenta la rassegna “Cento anni di arte mantovana dal secolo breve ai nostri giorni”.

La mostra, che nasce da un’idea e progetto di Adalberto Sartori e Maria Gabriella Savoia, gode dei patrocini di Regione Lombardia, Provincia di Mantova, Comune di Castel d’Ario, Comune di Mantova e Associazione Pro Loco Castel d’Ario.

La mostra “Cento anni di arte mantovana dal secolo breve ai nostri giorni” si inaugurerà Domenica 9 novembre alle ore 11.00, con interventi di Arianna Sartori curatrice della mostra e del catalogo e dello storico dell’arte Prof. Renzo Margonari.

In mostra sono esposte 114 opere, tra dipinti, sculture, ceramiche, acquerelli e incisioni realizzate da:

Aldo Andreani, Arrigo Andreani, Celso Maggio Andreani, Franco Andreani, Mario Artoni, Lino Baccarini, Rito Baccarini, Leonardo Balbi, Eriana Baldassari, Umberto Mario Baldassari, Nicoletta Barbieri, Franco Bassignani, Edoardo Bassoli, Gianfranco Belluti, Luigi Belluzzi (della Mainolda), Bruno Beltrami, Edoardo Beltrami, Nerio Beltrami, Angiola Bernardelli, Giuseppe Billoni, Vittorio Bonatti, Carlo Bonfà, Angelo Boni, Lucia Bonseri, Ileana Bortolotti, Archimede Bresciani (da Gazoldo), Mario Brozzi, Carlo Alberto Capilupi, Ferdinando Capisani, Antonio Carbonati, Vittorio Carnevali, Angelo Castagna, Arturo Cavicchini, Ugo Celada (da Virgilio), Piero Ceruti, Benito Cirelli, Vasco Corradelli, Rossano Cortellazzi, Giuseppe De Luigi, Luigi Desiderati, Carlo Dusi, Giuseppe Facciotto, Cosimo Felline, Renzo Ferrarini, Massimo Ferri, Anselmo Galusi, Lucia Gaudio, Barbara Ghisi, Antonio Ruggero Giorgi, Giannino Giovannoni, Franco Girondi, Giuseppe Gorni, Isa Gorreri Palvarini, Rinardo Gozzi, Alfio Paolo Graziani, Denis Guerrato, Giuseppe Guindani, Antonio Haupala, Cesare Lazzarini, Mario Lipreri, Mario Lomini, Enrico Longfils, Rino Luppi, Elisa Macaluso, Renzo Margonari, Aldo Marini, Ivonne Melli, Giuseppe Menozzi, Giovanni Minuti, Anna Moccia, Alfonso Monfardini, Danilo Montini, Gino Morselli, Luciano Morselli, Ezio Mutti, Sandro Negri, Vindizio Nodari Pesenti, Giordano Nonfarmale Male, Roberto Pedrazzoli, Anna Maria Pellicari, Gianna Pinotti, Carlo Polpatelli, Mario Polpatelli, Germana Provasi, Arturo Raffaldini, Guido Resmi, Teresa Rezzaghi, Riccardo Rinaldi, Chiara Rossato, Marzia Roversi, Anna Ruggerini, Selvino Sabbadini, Carmelo Salemi, Daniela Savini, Albano Seguri, Sergio Sermidi, Lino Severi, Luca Siri, Anna Somensari, Giorgio Somensari, Luigi Somensari, Paolo Soragna, Giordano Spagna, Severino Spazzini, Elio Terreni, Francesco Tommasi, Osvaldo Trombini, Francesco Vaini, Dino Villani, Claudia Vivian, Vanni Viviani, Enzo Zanetti, Carlo Zanfrognini, Patrizia Zanoni.

(Catalogo: 240 pagine con presentazione di Stefano Bosi, sono riprodotte le 114 opere esposte e le biografie degli artisti invitati, Archivio Sartori Editore, Mantova)

Orari: Sabato 15.30-19.30 – Domenica 10.30-12.30 / 15.30-19.00.

Ingresso: libero.

info: 0376.324260

Nasce quarant’anni fa, a Mantova, l’azione artistica dei Sartori

Nel novembre del 1974, Maria Gabriella Savoia con il marito, l’editore Adalberto Sartori, inaugurava a Mantova, in via XX Settembre n. 16, la Galleria d’Arte “Il Deschetto”, che iniziava la sua attività con una mostra dedicata a Carmelo Salemi. Il pittore, mantovano di adozione ma siciliano di nascita, era artista molto attivo in quegli anni ’70, anche a livello nazionale; Carmelo Salemi, oggi dimenticato, era artista originale e geniale nello stesso tempo, un creativo vero, con una produzione altissima di opere.

Durante l’affollata vernice, veniva presentato anche il primo volume del “Dizionario dei Pittori Mantovani”, curato sempre da Maria Gabriella Savoia e Adalberto Sartori: si trattava di un agile volume che comprendeva un “primo” censimento degli artisti moderni e contemporanei che avevano vissuto o che vivevano nel territorio mantovano. A questo primo volume negli anni successivi ne seguivano un secondo ed un terzo.

L’attività della Galleria proseguiva con le personali di Anselmo Galusi, la mostra a tre dei pittori Carlo Zanfrognini, Antonio Ruggero Giorgi e Giuseppe Grassi, quindi le personali di Domenico Pesenti, poi di Vindizio Nodari Pesenti, Giuseppe Guindani, Giuseppe Gorni con i disegni inediti del periodo parigino, la mostra dei disegni inediti di Domenico Pesenti e Vindizio Nodari Pesenti, quindi altre centinaia di personali e collettive prevalentemente di artisti mantovani.

Nel 1989, all’attività di casa editrice e di galleria d’arte, Adalberto aggiungeva la pubblicazione del nuovo mensile d’arte, antiquariato e cultura “Archivio”, giornale a diffusione nazionale, che apriva una prestigiosa finestra sul panorama contemporaneo del mondo dell’arte italiana e che maturava un successo davvero rilevante.

Iniziavano così in quegli anni, i contatti ed i rapporti di amicizia con grandi ed importanti artisti di fama, come Luciano Minguzzi, Floriano Bodini, Novello Finotti, Aldo Borgonzoni, Saverio Terruso, Gianfranco Ferroni, Giancarlo Cazzaniga, Franco Rognoni, Simon Benetton, Giancarlo Ossola, Luigi Timoncini, Federica Galli, Giancarlo Marchese, Nino Cassani, Piero Gauli, Giacomo Benevelli, solo per citarne alcuni, molti dei quali in seguito esponevano con mostre personali nella galleria di Arianna Sartori, che dal 1995 subentrava all’attività dei genitori. Come galleria d’arte e casa editrice continuava l’attività con la realizzazione di un importante volume monografico sulla figura di Antonio Carbonati e con la pubblicazione di “Artisti a Mantova nei secoli XIX e XX” opera in sei volumi.

Oggi con la rassegna “Cento anni di arte mantovana, dal secolo breve ai nostri giorni”, la famiglia Sartori, Arianna, Maria Gabriella ed Adalberto, festeggia i suoi quarant’anni d’amore per l’Arte.

La mostra che presenta oltre cento artisti, è la più rappresentativa di questo nuovo millennio. A partire dagli artisti che, uscendo dal secolo XIX, hanno rinnovato la pittura mantovana, fino agli artisti attivi ai nostri giorni; così sono esposte opere di Giuseppe Guindani, Vindizio Nodari Pesenti, Archimede Bresciani da Gazoldo, Mario Lomini, Aldo e Arrigo Andreani, Lino e Rito Baccarini, per poi continuare con Giuseppe Menozzi, Alfonso Monfardini, Arturo Cavicchini, Giovanni Minuti, Francesco Vaini, Luigi Somensari, Giuseppe Facciotto, Giuseppe De Luigi, Ezio Mutti, Ugo Celada da Virgilio, Antonio Carbonati, Carlo Zanfrognini, Celso Maggio Andreani, Guido Resmi, Mario Polpatelli, Lino Severi, Umberto Mario Baldassari (BUM), Luigi Belluzzi della Mainolda, Piero Ceruti, Giuseppe Gorni, Arturo Raffaldini, Vittorio Bonatti, Alfio Paolo Graziani, Antonio Ruggero Giorgi, Dino Villani, Carlo Dusi, Albano Seguri, Selvino Sabbadini, Vasco Corradelli, Carlo Alberto Capilupi, Aldo Marini, Gino Morselli, Teresa Rezzaghi. L’esposizione si completa con le opere delle generazioni che dal dopoguerra arrivano fino ad oggi: Anselmo Galusi, Cesare Lazzarini, Rino Luppi, Enrico Longfils, Sergio Sermidi, Renzo Margonari, Carmelo Salemi, Vanni Viviani, Roberto Pedrazzoli, Gianfranco Belluti, Edoardo Bassoli, Anna Moccia, Ferdinando Capisani, Carlo Bonfà, Mario Brozzi, Bruno, Edoardo e Nerio Beltrami, Riccardo Rinaldi, Luigi Desiderati, Renzo Ferrarini, Mario Lipreri, Sandro Negri, Angelo Boni, Giannino Giovannoni, Giuseppe Billoni, Vittorio Carnevali, Franco Bassignani, Rinardo Gozzi, Severino Spazzini, Francesco Tommasi, Angelo Castagna, Anna Ruggerini, Elisa Macaluso, Danilo Montini, Paolo Soragna, Eriana Baldassari, Osvaldo Trombini, Franco Andreani, Mario Artoni, Franco Girondi, Leonardo Balbi, Nicoletta Barbieri, Angiola Bernardelli, Lucia Bonseri, Benito Cirelli, Giordano Spagna, Ileana Bortolotti, Isa Gorreri Palvarini, Luciano Morselli, Germana Provasi, Rossano Cortellazzi, Cosimo Felline, Massimo Ferri, Gianna Pinotti, Lucia Gaudio, Barbara Ghisi, Antonio Haupala, Denis Guerrato, Ivonne Melli, Giordano Nonfarmale, Anna Maria Pellicari, Carlo Polpatelli, Marzia Roversi, Chiara Rossato, Daniela Savini, Luca Siri, Anna Somensari, Giorgio Somensari, Elio Terreni, Claudia Vivian, Enzo Zanetti, e Patrizia Zanoni.

Come si può notare dall’elenco degli artisti presenti, la rassegna si pone come assolutamente innovativa sia per l’alto numero di artisti come per la scelta operata. Per altro, l’oggettiva assenza, per motivi diversi, di alcuni artisti di valore, non intacca l’importanza della rassegna, che schiera ben 114 artisti tra pittori, scultori, incisori e ceramisti, rappresentati con opere significative e spesso inedite.

In questa mostra è stata data la stessa importanza agli artisti del secolo XX come a quelli del XXI, agli artisti figurativi, come a quelli astratti o di altre tendenze. La rassegna consente di vedere lo spaccato completo di quella ricerca artistica che gli artisti mantovani hanno saputo portare avanti e proporre anche fuori dal nostro territorio nelle più importanti rassegne nazionali.

Ci auguriamo che questa proposta di “Arte Mantovana” serva da stimolo anche alle varie istituzioni culturali operanti sul territorio, per poter approfondire, diffondere, e divulgare la conoscenza delle varie personalità artistiche.

Negli spazi canonici, vanno organizzate mostre, rassegne e premi, in modo di far conoscere, vivere e rivivere quella valida e significativa e folta schiera di creatività mantovana, che con la propria opera artistica, ha dato e dà lustro e onore alla nostra città e provincia a livello regionale e nazionale.

Stefano Bosi

PROGETTO SCIENTIFICO:

Titolo mostra: Cento anni di arte mantovana dal secolo breve ai nostri giorni

Sede: Casa Museo Sartori

Luogo: Castel d’Ario (Mn), via XX Settembre, 11/13/15

Inaugurazione: Domenica 9 novembre 2014, ore 11.00

Interventi all’inaugurazione:

Arianna Sartori

Prof. Renzo Margonari

Durata: dal 9 novembre al 14 dicembre 2014

Idea e progetto: Adalberto Sartori e Maria Gabriella Savoia

Mostra e catalogo a cura di: Arianna Sartori

Presentazione catalogo: Stefano Bosi

Catalogo: Archivio Sartori Editore, Mantova

Stampa: Marchesini, Verona

Organizzazione: Casa Museo Sartori Associazione Culturale, Castel d’Ario

 Con il patrocinio di:

Regione Lombardia nella figura dell’Assessore alle Culture, Identità e Autonomie Cristina Cappellini

Provincia di Mantova nella figura del Presidente Alessandro Pastacci

Comune di Castel d’Ario nella figura del Commissario prefettizio Rossana Sorgi

Comune di Mantova nella figura del Sindaco Nicola Sodano

Associazione Pro Loco Castel d’Ario

Partner Sponsor:

Gemar srl – Porto Mantovano (Mn)

Ponti Arredamenti – San Biagio (Mn)

Ottica Immagine Globale – Mantova

Sponsor tecnici: Mail Boxes etc – Mantova / Trattoria Al Macello – Castel d’Ario (Mn) / Salumificio Merlotti – Marmirolo (Mn)