INCISIONI AL FEMMINILE 2015

Domenica 8 marzo 2015 alle ore 17.00, si inaugura Incisioni al femminile, Rassegna Biennale Internazionale a cura di Veronica Longo, presso Atelier Controsegno in Via Napoli 201, Pozzuoli, Napoli, nei pressi della stazione della Cumana Dazio). Per l’occasione l’Artista ospite Nicola Sene, per la prima volta in mostra a Napoli, sarà presente in galleria mentre dalle 18.00, l’Attrice Elena Tabarro reciterà alcune poesie di sua produzione e di Joyce Lussu.

Con il 2015 torna Incisioni al femminile, rassegna dedicata alla grafica d’arte, promossa da Controsegno, con la collaborazione dell’Associazione Lux in Fabula e del DAMA (Daphne Museum Art).

   

Dopo il successo di critica e pubblico dell’edizione 2013, tenutasi presso la prestigiosa sede del complesso monumentale Castel dell’Ovo di Napoli, quest’anno l’evento si svolgerà presso l’Atelier Controsegno, gestito dalll’incisore Veronica Longo. La nuova sede, inaugurata nel febbraio 2014 a Pozzuoli, è uno dei pochissimi centri del Sud Italia che si dedica principalmente alla grafica d’arte. Obiettivo dichiarato della manifestazione è eliminare lo stereotipo consolidato dell’incisione come una pratica artistica “maschile”: tante sono le donne che si dedicano con passione e dedizione a questa forma d’arte, cercando di esprimere la loro interiorità, svincolandosi dai luoghi comuni e dai cliché. Incisioni al femminile 2015 vuole essere anche un omaggio speciale alla creatività di un’artista: Nicola Sene, fondatrice e guida dell’Atelier Aperto di Venezia, infaticabile innovatrice soprattutto delle tecniche incisorie sperimentali; i suoi tratti minimali ma decisi, delineano le figure e le forme esprimendo, allo stesso tempo, potenza e dolcezza.

Nel corso degli anni questo evento è cresciuto sempre più, diventando una sorta di meeting internazionale in cui artiste provenienti da esperienze e contesti culturali diversi, si confrontano e presentano la loro arte a un pubblico numeroso e variegato. Incisioni al femminile 2015 ospita 99 incisori da ben 22 paesi: per alcune settimane l’Atelier Controsegno si trasformerà in un ambiente culturale cosmopolita, una “bottega” di saperi, tecniche e mestieri che raccontano di chi, in ogni angolo del mondo, avverte e vive il richiamo dell’ispirazione artistica.

 

La rassegna ospiterà donne provenienti dai quattro angoli del globo: in particolare alcune new entries da paesi come Canada, Danimarca, Germania, Guatemala, Israele, Lituania, Perù, Polonia, Porto Rico, Regno Unito, Romania, Spagna, Stati Uniti e Tunisia. In seguito a una attenta selezione da parte di una commissione che si è occupata di valutare le incisioni proposte, ogni artista presenterà un’unica opera; una novità nella modalità di partecipazione rispetto alla più recente edizione, dove le stampe esposte erano due per artista. Poiché le richieste di partecipazione all’iniziativa sono state oltre 150, si è deciso così di concedere a più artiste la possibilità di farne parte. Quasi tutte le incisioni sono state donate allo scopo di creare una raccolta pubblica di stampe; le opere entreranno a far parte del Fondo Donne ad Arte istituito dall’Accademia di Belle Arti di Napoli. Un traguardo prestigioso in quanto le incisioni apparterranno a una collezione pubblica statale e saranno visibili tramite un database OPAC del Polo SBN di Napoli. I lavori presentati sono inediti o di tiratura regolare, di formato carta verticale 500 x 350 mm; le tecniche utilizzate sono quelle della grafica d’arte: xilografia, calcografia o incisione sperimentale. Da quest’anno si è dato spazio anche alla litografia, alla serigrafia e all’uso del digitale come sfondo per stampe a incavo o rilievo.

È consuetudine di Controsegno dare voce ad artisti di diversi ambiti, creando dei veri e propri eventi durante le inaugurazioni o le chiusure delle mostre. Il vernissage della mostra si terrà, come da tradizione, l’8 marzo: una data che non deve diventare “inutile”. Per l’occasione si esibirà l’attrice Elena Tabarro (collaboratrice in diverse agende poetiche dal 2003 e impegnata in reading letterari), che reciterà le sue poesie Per niente e Alle donne che credono… sul tema della violenza femminile e La luna si è rotta della scrittrice e traduttrice di poeti Joyce Lussu, alla quale in passato è stato dedicato un libro d’artista con le immagini di Nicola Sene, ristampato per questa speciale occasione ed edito dal Centro Internazionale della Grafica. Il giorno seguente, dalle ore 10.30, si terrà, una dimostrazione da parte di Silvano Gosparini (Presidente del suddetto Centro) sulla creazione della pregevole carta all’amido realizzata “a pettine” di tradizione veneziana (prenotazione obbligatoria). Si compie così un inedito scambio Napoli–Venezia che vede a Pozzuoli, per la prima volta, presenze così illustri nel campo della grafica d’arte. Inoltre numerose saranno le iniziative presso l’atelier che avranno come protagoniste donne che hanno esperienze artistiche, professionali, umane da condividere, come la proiezione di un video in tributo all’incisore Rina Riva, la presentazione del Manuale per progetti sostenibili – Sostenibilità globale e project management dell’ingegnere Paola Morgese, nonché seminari dedicati alla grafica, protagonista indiscussa di questa rassegna.

Con Incisioni al femminile si può e si deve ribadire l’importanza e la valenza simbolica dell’arte al servizio dell’emancipazione; un appuntamento da non perdere che vede coinvolte tante donne impegnate a divulgare la loro necessità di essere libere anche attraverso il lavoro artistico.

ARTISTE ADERENTI

Acevedo Lily (Guatemala), Amato Maria Agata, Ayelet Amit (Israele), Angelini Alessandra, Antonello Debora, Azzinari Veronica, Bertazzoni Laura, Bevilacqua Elisabetta, Bortoluzzi Milvia, Boveri Roberta, Braida Silvia, Caccaro Mirta, Caceres Sofia (Porto Rico), Cafolla Maria Rosanna, Campagnolo Roberta, Campanella Antonia, Canchari Mariela (Perù), Caprioglio Lucia, Capriolo Paola, Capuano Irene, Caraballo Ismari (Porto Rico), Caravella Luciana, Cartocci Anna Laura, Caspeller Olsen Annette (Danimarca), Comiciz Anna Malgorzata (Polonia), Coli Lolita, Costa Lara Monica, Cremonesi Coletta, Da Gioz Graziella, Diamanti Elisabetta, Di Fazio Laura, Donnarumma Alessandra, Erbino Tonia (USA), Ercolini Daniela, Esteban Liliana, Fasulo Cristina, Fehr Andrea (Germania), Flores Olga (Perù), Giovine Consiglia, Gobetti Paola, Guida Rosa, Hamada Mikiko (Giappone), Havsteen Franklin Eleanor (Danimarca) Hernandez Helena (Messico), Hofer Eleanora (Sudafrica), Houston Heather (Canada), Iseppi Valeria, Koenders Caroline (Olanda), Latka Joanna (Polonia), Lindsay Rosalind (Regno Unito), Longo Veronica, Lucrezi Paola, Marin Macarena (Spagna), Martignoni Silvana, Martin Monica, Mercandetti Fabiola, Miranda Marcela (Argentina), Modolo Bonizza, Neeurman Birgit (Germania), Nita Rada (Romania), Pacchioni Franca, Paladino Lidia (Argentina), Palazzetti Beatrice, Pancera Roberta, Parsani Motti Carla, Pegoraro Olivia Pellattiero Monica, Piazza Susi, Porporato Luisa, Riva Rina, Rizzetto Franca, Saks Reti (Estonia), Salemi Federica, Savini Daniela, Sabetti Maria, Sayadi Latifa (Tunisia), Semprebon Carla, Sforza Lucia, Shoji Asami (Giappone), Signaroldi Antonella, Silverman Annie (USA), Siupka Weronica (Polonia), Soto Gonzalez Rocio (Spagna), Spadaccini Susana (Brasile), Stor Laura, Superti Carlotta Talamini Tiziana, Tomica Anna, Trojanowska Anna (Polonia), Ughes Annamaria, Vaiani Melania, Vidali Marina, Westman Barbara (Polonia), Widmer Laura (Canada), Wolkestein Bianca, Zanellati Walterina, Zirnite Nele (Lituania), Zizza Vanda.

Catalogo in bianco e nero, tradotto in inglese da Stefania Brandi, edito da Daphe Museum Edizioni.

Le artiste aderenti alla Rassegna e che visiteranno la mostra,riceveranno una copia in più del catalogo.

Rassegna stampa a cura di Rosalba Volpe.

 

La mostra resterà aperta tutti i giorni dall’8 al 28 marzo, dal martedì al sabato: 16.00-19.30.

Lunedì e festivi chiuso. INGRESSO GRATUITO.

Info: +39. 3332191113 – controsegno@libero.it

www.facebook.com/AtelierControsegno

www.controsegno.com

 

Francesco Vanzaghi Good Vibes

La Galleria Arianna Sartori è lieta di presentare la mostra personale di Francesco Vanzaghi (Milano, 1979) nella sede di Via Cappello 17 a Mantova. La mostra “Good Vibes”, che si inaugurerà Sabato 28 febbraio alle ore 17.30 alla presenza dell’artista è organizzata in collaborazione con la Galleria Magenta (Magenta – MI) e resterà aperta al pubblico fino al prossimo 12 marzo 2015.

 

Quindici tele di medie e grandi dimensioni compongono una rappresentazione corale delle “good vibes” (vibrazioni positive) che l’arte della musica, uno dei temi di ricerca prediletti da Vanzaghi, riesce a creare: atmosfere estatiche, sognanti e a volte sofferte, intensamente ricche di pathos. Vibrazioni che vengono espresse con forza in ogni nota pittorica, attraverso una tecnica precisa e impetuosa al tempo stesso, capace di esplodere nei dettagli cromatici e nelle espressioni dei personaggi rappresentati, imprimendo alla fisicità dei corpi e degli strumenti una tensione e un’energia veementi.

 

L’indagine meticolosa del dettaglio è per Vanzaghi un espediente stilistico in grado di condurre alla scoperta di nuove luci e forme, vibrazioni pittoriche che, dal particolare, intonano una sintonia d’insieme ardita e audace ma mai impenetrabile: a tutti infatti è permesso di entrare nella scena del quadro, di assaporare le molteplici sensazioni del contesto e di lasciarsi trasportare dal potente impatto della tela.

Dall’America degli Anni Ruggenti alla Francia di Josephine Baker, passando per gli primissimi ombrosi e suggestivi club di jazz: Vanzaghi accompagna l’osservatore in un “tour” musicale e pittorico che attraversa i migliori decenni del Novecento e che ricollega molti personaggi divenuti famosi nel cosiddetto “secolo” breve a miti e leggende dell’antichità, quasi fosse consegnato a loro il compito di reinterpretare la modernità.

In questo senso, i titoli delle opere forniscono una nuova chiave di lettura: “Golia”, “Erodiade”, “I satiri”, “Demetra”, “Lete” e via dicendo… La storia ritorna e si ripete nei secoli e nei millenni, acquistando nuovi significati e un nuovo corso grazie anche all’arte. D’altronde è una storia avvincente e vecchia come il mondo, è un bisogno dell’uomo e dell’artista di ieri, di oggi e di domani.

Francesco Vanzaghi nasce nel 1976 in provincia di Milano.

Si diploma all’Istituto di Grafica Pubblicitaria Galileo Galilei nel 1995 e, successivamente, frequenta la Scuola d’Arte del Castello Sforzesco, ottenendo segnalazioni di merito da parte dei docenti dei corsi. Nei primi anni Duemila collabora con alcuni progetti editoriali, occupandosi della realizzazione artistica di soggetti decorativi per riviste specializzate. Non abbandona però la pittura, anzi intensifica una ricerca artistica individuale che lo porterà a scegliere questa tecnica come la più congeniale alla sua indole.

Le tematiche pittoriche di Vanzaghi spesso sono riconducibili ai suoi interessi: la musica (in passato è stato anche batterista), il cinema noir e l’espressione corporea nelle sue diverse declinazioni.

Con Galleria Magenta (realtà con cui collabora da diversi anni), sviluppa a fondo il tema della musica jazz e blues, indagando le atmosfere estatiche dell’America degli anni ‘30, ’40 e ‘50, dagli albori del rock’n’roll sino al tramonto della grande Hollywood, periodo per lui di estrema fascinazione.

Vanzaghi, nella sua pratica pittorica, arriva a una composizione finale molto vicina al reale, passando però attraverso anatomie concettuali, personalizzate e a tratti “inattendibili”.

Principali mostre personali e collettive:

2013 – Sign on Music, Galleria Magenta Spazio7, Magenta (Mi).

2012 – PLURALISMI: un elogio alla diversità, Galleria Magenta, Magenta (Mi).

2011 – Play it again!, Galleria Magenta, Magenta (Mi).

2010 – Unione Artigiani di Milano, mostra personale in occasione dell’inaugurazione della nuova sede, Milano.

2010 – È questione di attimi. Solo attimi, Galleria Magenta, Magenta (Mi).

2010 – Unicum, Galleria Magenta di Barzio, Barzio (Lc).

2010 – Arte tra i due millenni, Galleria Magenta di Morimondo, Morimondo (Mi).

2008 – Wanna dance?, Galleria Magenta Nuova Dimensione, Magenta (Mi).

2004 – Visioni Reali, Giardini di Mombello, Limbiate (Mi).

2003 – Percorsi e Radici, Biblioteca di Baggio (Mi).

2002 – Collettiva artistica, Art Factory, Milano.

2001 – Mostra Castello Sforzesco di Milano, collettiva allievi della Scuola d’Arte.

ARIANNA  SARTORI

ARTE & OBJECT DESIGN

Via Cappello, 17 – 46100 MANTOVA – Tel. 0376.324260 – info@ariannasartori.191.it

 Francesco Vanzaghi

Good Vibes

Nome della Galleria: Galleria “Arianna Sartori”

Indirizzo: Mantova – Via Cappello, 17 – tel. 0376.324260

Titolo della mostra: Francesco Vanzaghi “Good Vibes”

Date: dal 28 febbraio al 12 marzo 2015

Inaugurazione: Sabato 28 febbraio, ore 17.30. Sarà presente l’artista.

In collaborazione con: Galleria Magenta – Magenta (MI).

Orario di apertura: dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 16.00-19.30. Chiuso festivi.

GIANNI MANTOVANI La materia e lo sguardo

Gianni Mantovani utilizza molteplici linguaggi espressivi con lo scopo di avvicinarsi sempre più all’intima natura delle cose. Il suo sguardo si pone attento e sensibile rilevatore di superfici materiche complesse e pregne di una storia antica tutta da rivelare. Dai paesaggi urbani, alle cortecce degli alberi alle plastiche, le opere dell’artista rivelano la necessità di considerare ogni forma come un corpo, la cui superficie modellata a cretto o semplicemente rivelata da scorticazioni, si apre alla comunicazione profonda con l’osservatore. La storia è già inscritta nelle forme modulate dal tempo e catturate dall’artista nel classicismo dei segni. Così succede negli scatti fotografici “tracce urbane” dove gli asfalti con le crepe del tempo vengono semplificati in composizioni astratte capaci, nella loro essenzialità compositiva, di grande lirismo. Le strade d’Europa sembrano fatte della stessa sensibilità materica celata tra segni e texture informi. Da Verona ad Edimburgo la superficie ultima della terra contemporanea, quella urbana delle grandi città o dei centri minori, quella degli asfalti arsi dal calore e crepati dal ghiaccio, viene esibita come una pelle unica in grado di rivelarne la storia. L’informe espressività della superficie accentuata da un intervento specifico sul colore con l’uso del computer, trasforma la fotografia in pittura lasciando nell’incertezza delle forze l’intervento del caso. Le campiture di colore definiscono la miniatura attraverso la quale l’artista sintetizza il naturalismo delle strade e l’orientamento del segno,  forte o debole che sia,  sprigiona una sonorità consona al luogo.

I diversi generi e linguaggi utilizzati dall’artista ci portano a considerare la discontinuità come valore legato alla necessità di sperimentazione e allo stesso tempo come dialogo con il complesso mondo dell’arte.

Poco hanno da condividere con la serie delle tracce urbane i cuori generati da situazioni affettive e di divertimento concepiti con l’uso di materiali diversi e spesso domestici. Sono cuori glamour ricchi di preziosità popolari confezionati per la vicina della porta accanto; distribuiti agli amici con lo stesso entusiasmo che si riconosce ad un rito simbolico collettivo. In quei cuori, dove il gusto estetico si confonde con forme d’artigianato pop, s’incontra la necessità dell’artista di condividere la bizzarria delle diverse superfici polimateriche capaci di essere nello stesso tempo pittura e rilievo.

Un cuore in particolare ha la preziosità dell’artigianato antico elaborato dall’artista come ready made. E’ la paziente stoffa ricamata dalla madre il cui trine in cotone racchiude in sè un’idea antica di tempo poco incline ai cambiamenti repentini e capace di pianificare i giorni a disposizione in una ripetitività sublimata che supera l’idea stessa di noia

Un altro soggetto caro all’artista è la natura violentata. Una serie di vasi con fiori metallici e alteri viene presentata come metafora della violenza subita dalla natura per opera dell’uomo incapace di dare vita alla vita. Una ferita interrompe il processo vitale delle piante e le congela nella ieraticità della scultura. La geometria con la quale si presenta l’orribile morte accentua ancora di più la drammaticità della relazione uomo-natura considerandola in un normale processo logico alterato dalla coscienza contemporanea.

Le plastiche sono invece una sintesi tra i diversi sistemi di ricerca che ha a che fare con il grande artista Alberto Burri. Sono vere e proprie combustioni di materiali plastici modellati ad alte temperature la cui espressività è ulteriormente accentuata dal colore. Sono gialli rossi blu viola verdi e così via in un crescendo di forze che esplodono quando vengono raggruppate in una istallazione. La coralità cromatica assume a questo punto le caratteristiche dell’incanto senza per questo dimenticare l’inquieta manipolazione caotica che le ha generate e che permane come sospensione dell’idealità nel flusso informe dell’esistenza.

Nadia Melotti

Gianni Mantovani è nato nel 1949 a Bovolone (Vr), dove vive tuttora. Negli anni 70 ha frequentato la scuola di pittura, scultura e fotografia del paese dalla quale si è formato il “Gruppo 77”. Qui ha vissuto varie esperienze in campo visivo da cui sono scaturite: una mostra personale di pittura e un intervento artistico collettivo usando materiali minimali (corde e nylon) all’interno di una galleria. Nel 1979 inizia a fotografare con una CANON FTB ricevuta in regalo dalla moglie, il nuovo mezzo lo appassiona fortemente. Nel 1982 si iscrive alla FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche), nel 1984 si iscrive al Circolo Fotografico Veronese e, nel 1993 diventa socio FIAP (Federazione Internazionale di Arte Fotografica). Ora è socio anche del gruppo AVV di Bovolone. Dal 1975 lavora come fiorista e nel frattempo si qualifica professionalmente diventando insegnante della scuola nazionale “Assofioristi” che ha sede a Cesena. Negli anni 90 inizia la partecipazione a concorsi fotografici ottenendo riconoscimenti e premi importanti. Questi sono gli anni anche della “sperimentazione materica”, dove matura concetti e lavori significativi. Suoi lavori sono stati pubblicati su libri e riviste del settore ma è nel 2004 che viene editato il suo primo libro “I maestri del tabacco”, con la presentazione di Giorgio Tani e testi di Daniela Andreis, risultato di una ricerca sulla lavorazione del tabacco nel basso veronese. Segue nel 2006 il libro “Quando l’amore non ha misura”, reportage all’interno della cooperativa Emmanuel, sulla vita comportamentale dei disabili con la presentazione di Mons. Renzo Bonetti. Nel 2012 pubblica “Modificazioni del paesaggio rurale nella bassa veronese”, a cura di Marco Pasa e Cristina Mariani. Reportage fotografico che mette a confronto i cambiamenti avvenuti nel nostro ambiente tra il recente passato e il presente. Da qualche tempo ha ripreso a creare opere con materiali diversi quali: plastica, legno, ferro, sassi, terra, stoffa, fiori artificiali, colla, colori e con tutto ciò che stimola la sua fantasia. Così nel 2013 ha esposto gli ultimi lavori in una mostra personale ambientata presso un’antica pila a corte Poiana al Bosco di Bovolone, dove ha sviluppato i seguenti temi: “Tracce Urbane” e “Astrazioni” con la fotografia, “Pack” e “Futuri Fossili” con bassorilievi e sculture in plastica, “Alluvioni” con sculture in legno e “Cuori” con bassorilievi in materiali vari. L’ultima pubblicazione, “La materia e lo sguardo” è il titolo del catalogo con tutte le opere della mostra, con recensioni di Lorenza Perotti e Silvano Bicocchi per la fotografia, Nadia Melotti e Agostino Segala per le altre opere. Il progetto e la realizzazione grafica del libro sono di Lorenza Bertuco e Diego Speri.

ARIANNA  SARTORI

ARTE & OBJECT DESIGN

Via Ippolito Nievo, 10 – 46100 MANTOVA – Tel. 0376.324260 – info@ariannasartori.191.it

 

GIANNI MANTOVANI

La materia e lo sguardo

 

Nome della Galleria: Galleria “Arianna Sartori”

Indirizzo: Mantova – Via Ippolito Nievo, 10 – tel. 0376.324260

Titolo della mostra: Gianni Mantovani “La materia e lo sguardo”

Date: dal 21 febbraio al 5 marzo 2015

Inaugurazione: Sabato 21 febbraio, ore 17.30. Sarà presente l’artista.

Presentazione in galleria: Nadia Melotti collaboratrice del MART di Rovereto

Orario di apertura: dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 16.00-19.30. Chiuso festivi.

 Dal 21 febbraio al 5 marzo la Galleria Arianna Sartori di Mantova in via Ippolito Nievo 10, ospita la mostra personale dell’artista Gianni Mantovani intitolata “La materia e lo sguardo”.

La personale si inaugurerà sabato 21 febbraio alle ore 17.30 alla presenza dell’artista con presentazione di Nadia Melotti collaboratrice del MART di Rovereto.

La mostra resterà aperta al pubblico fino al 5 marzo 2015.

ESTENSE CASA ASTE, ASTA ANTIQUARIATO E PREZIOSI

oltre 580 lotti saranno proposti in asta nelle giornate di sabato 14 e domenica 15 Febbraio 2015 alle ore 16.00 presso la sala aste in via Nievo 8 Mantova.

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Dipinti dal ’600 al ’900 di scuola Italiana ed Europea, gioielli, argenti, sheffield, antiche porcellane e curiosità d’epoca.

Esposizione dei beni da sabato 7 a domenica 15 febbraio dalle ore 10 alle 12.30 e dalle ore 15.30 alle 17.30

Possibilità di partecipazione telefonica e diretta streaming

Catalogo on line  estenseaste.it 

CATALOGO ASTA FALLIMENTOinformazioni tel. 03761888012 - 339/3067246

PER PERIZIE  E CONSULENZE SU EREDITA’, LASCITI,  BENI PER PERSONALI: DIPINTI, ARREDI, OGGETTI ANTICHI, PREZIOSI E OROLOGI  

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dettagli, Valutazioni e Affidamento alla vendita

 

DAVANZO The dreams of Rocky

Dal 7 al 19 febbraio la Galleria Arianna Sartori di Mantova in via Ippolito Nievo 10, ospita una nuova mostra personale dell’artista Walter Davanzo intitolata “The dreams of Rocky”.

L’artista di Treviso torna per la sesta volta nella galleria mantovana: vi ha esposto nel maggio 2006, nel maggio 2007, nel gennaio 2009, nel gennaio 2010 e nel marzo 2013.

Ha conquistato sempre più ampi successi e consensi in Italia e all’estero, in Spagna (Madrid), Germania (Berlino), Slovenia (Ljubjana) e Olanda (Maastricht).

La personale si inaugurerà sabato 7 febbraio alle ore 17.30 alla presenza dell’artista e resterà aperta al pubblico fino al 19 febbraio 2015.

 

 

“Tra l’adulto e il bambino”

Walter Davanzo è artista che propone un personale linguaggio figurativo che è solo l’ultima tappa della sua articolata ricerca. Ha infatti realizzato per anni opere astratte, dove il segno e il gesto erano “attori protagonisti” della sua espressione. Esaurito quel periodo, passando attraverso gli autoritratti è giungo ad
una linea neo-figurativa, quasi sensibile all’Arte Cifra internazionale. Opere che elaborano varie tematiche, lavorando a cicli. Di spicco i lavori dedicati all’Olanda, ai Cani e agli aerei, solo per citarne alcuni. Dipinti in cui studia attentamente un soggetto, cercandone peculiarità e sfaccettature. In ogni tema però compaiono degli
elementi “retorici” del suo lavoro come la mano, o la tazzina. Un’arte quella di Davanzo che è particolarmente di impatto, con figure che sembrano ricavate da un universo fantastico. Un immaginario fanciullesco, sospeso tra la sensibilità artistica e la libertà del bambino, dove sa trasporre appieno le sue emozioni e stati d’animo. Ho incontrato l’artista nel suo studio, cercando attraverso un colloquio di far emergere le peculiarità del suo lavoro.

Perché sei diventato artista?

Per un’esigenza interiore, un bisogno fisico. Ho fatto tanti altri lavori in aziende, ho insegnato, ma dentro di me ho sempre portato avanti il discorso della pittura. Un’esigenza che maturava, una spinta. Il gusto di toccare il colore, di vedere uscire sulla tela un’immagine, un segno fatto da me con le mani.
Nell’irrequietezza che porto dentro, c’è sempre stato il sogno dell’arte.disgregata della famiglia e quindi mi rivolgo al bambino da solo che deve arrangiarsi e sogna l’arte e la famiglia. Sogna di essere in un bosco, di avere un triciclo e di essere felice. Una sospensione tra l’adulto e il bambino.

Ho letto in un tuo catalogo: “i Bambini sono i veri artisti”, cosa ti affascina del loro mondo?

La spontaneità. Un bambino, ad esempio, se lo porti ad una Biennale ti dice: “questo fa schifo, quello è bello, quello e un quadro con dei bei colori, quello mi fa paura”. Lo stesso succede a me, una spinta interiore che mi fa apprezzare un tipo di insegno rispetto ad un’altro. Mi piace avere questo segno grottesco, ovviamente
con l’immagine dell’adulto, quindi elaborato in un certo modo. Forse perché ho avuto un’infanzia particolare avendo il padre che è morto quando io ero adolescente. Sono stato in collegio, un po’ con gli zii perché la mamma non mi poteva tenere. Ho questa immagine disgregata della famiglia e quindi mi rivolgo al bambino da solo che deve arrangiarsi e sogna l’arte e la famiglia. Sogna di essere in un bosco, di avere un riciclo e di essere felice. Una sospensione tra l’adulto e il bambino.

Perché ti interessano gli aerei?

Gli aerei sono una delle tematiche che ho affrontato. Lavorando a cicli prima ho fatto un discorso sul cane. Una figura emblematica, può essere il lupo cattivo, ma anche l’animale che difende la tua casa e l’amico dei giochi. Può essere colorato, nero, bianco o a chiazze. Il discorso degli aerei è una memoria del papà che ha lavorato in aeroporto con gli inglesi nella seconda guerra mondiale. Ho idealizzato attraverso la pittura le sue foto, portando avanti un discorso di memoria per partorire queste immagini.

Parlami delle tue opere riguardanti l’Olanda…

Sono stato quasi un mese in Olanda con degli amici. Quel luogo con la sua gente ed i suoi colori mi ha entusiasmato. Nella musica, nel design e nelle gallerie ho trovato un grande gusto per l’arte. Ho “portato” a casa con me tutto questo, e ho voluto subito realizzare dei quadri. La prima opera è stata un mulino molto colorato. Da lì è nata la voglia di dedicare una mostra a questo paese.

Come nasce un tuo ciclo di lavori e quando lo senti esaurito?

Di solito nasce da una serie di immagini fotografiche che realizzo. Poi faccio alcuni disegni, e man mano che vengono fuori li elaboro, mettendoci le solite immagini che possono essere la tazzina o la mano. Elementi che richiamano la mia pittura, uniti a immagini che riguardano la tematica che affronto, ad esempio un paese come l’Olanda o il Marocco. Un’altra tematica che andrò ad affrontare sono le turbine, le macchine, la grande tecnologia.

Come definiresti la tua ricerca?

Un lavoro improntato sull’esistenza dell’uomo. Cosa stiamo facendo, perché viviamo e cosa costruiamo.

Sei passato da una pittura astratta alle attuali ricerche più figurative…

E’ stato un ciclo in esaurimento. Mi sono trovato ad un certo punto a fare delle immagini di forte gestualità che però iniziavano a diventare ripetitive. Tutt’ora le ho dentro, nei miei quadri c’è ancora gesto e segno. Però mi sentivo quasi anonimo, e così si è esaurito. Ho cominciato a fare una serie di autoritratti, facendoli uscire pian piano e deformando la figura. Un pensiero sulla realtà artistica che ti circonda…
Purtroppo c’è tanta gente che dipinge ma… Sono disgustato, vedo persone che fanno mostre in determinati spazi e non capisco come vengono promossi. Dovrebbe esserci da parte del critico e del gallerista una selezione e non vendersi. Altrimenti crei confusione nella gente. Il quadro è qualcosa di importante, non
un semplice arredo. Non è solo un buco da riempire, devi viverlo.

Una soddisfazione?

Di riuscire a dipingere e di portare avanti questi lavori. Con molte difficoltà, perché non è facile vivere avendo una pittura con un certo tipo di “nervatura”. In una mia opera c’è una figura ben precisa che “grida”. Ha una sua proprietà e immagine.

Un rimpianto?

Di non aver fatto delle scuole adatte a questa attività. Ma forse neanche questo. Quando studiavo al D.A.M.S. dopo un po’ ho lasciato perdere. Mi sembrava di fare esami su cose già viste sui libri. Dal punto di vista tecnico anche interessanti, ma adatte più al critico d’arte o all’insegnante.

Un sogno?

Pur vivendo a Treviso di fare grandi mostre all’estero. Penso sia il sogno di tutti gli artisti.

Progetti per il futuro?

Una mostra in Marocco. Un posto meraviglioso dove l’immagine è sospesa tra la realtà e il sogno. Il tempo è molto diluito, non c’è la nostra frenesia.

Carlo Sala

 

WALTER DAVANZO

La vita è ricerca. Cercare la parola giusta, il colore che dona, la nota che non stona, la forma che imprigiona. Se poi chi cerca è un artista, tutta la ricerca assume un significato diverso, come se alla fine non ci fosse un traguardo ma un consapevole punto di partenza. Alcuni di noi credono che aver trovato la strada sia una cosa buona; gli artisti che hanno trovato la strada hanno appena iniziato a prendere coscienza del loro ruolo nella vita. Manca loro ancora tutto il percorso da fare. Solo pochi di loro hanno raggiunto la meta, alcune mete o addirittura molte mete. Sanno che la strada è una ma che il risultato da ottenere è molteplice.

Walter Davanzo ha percorso molta strada. Negli anni i suoi lavori si sono definiti sempre di più individuando uno stile personalissimo, indistinguibile. Uno stile dove sia la composizione nel suo insieme che un piccolo dettaglio possono ricondurre agilmente al riconoscimento della sua mano. Le pitture di grandi dimensioni che fanno parte di quei brani artistici come la stazione di Berlino oppure la Gente, i lavori eseguiti su carte geografiche, carte usate, spartiti musicali hanno un fil rouge che tiene tutto sotto una grande luce uniforme. La sua infanzia, i suoi genitori, la classe e gli amici, ritratti d’istinto, poeticamente interpretati a partire da una fotografia della quale rimane solo ciò che di interessante ed emotivamente significativo vi si trovava. Pulisce il quadro dai dettagli che la fotografia inesorabilmente restituisce, svuota i particolari realistici dalla loro pesante referenzialità e ci lascia davanti ad un ricordo. Così come quando si pensa ad un volto, conosciuto e amato in un passato più o meno remoto, così i dipinti di Davanzo si dimostrano fedeli all’emozione, infedeli al dettaglio realistico. Ogni sfondo perde importanza dal suo vero contesto e ne può acquisire una nuova, può appunto diventare melodia, può simulare un viaggio che vede nella mappa i suoi possibili snodi e le sue possibili fughe. I suoi lavori partono dall’idea che la mano è molto più vicina al cuore che alla mente: una donna nuda, disegnata con un solo tratto continuo, sicuro, chiuso ma talmente perfetto nella sinuosità delle curve che potrebbe ingannare l’osservatore scambiandosi per ombra di un corpo reale. Un’ombra però lieve, fatta di frasi, di parole sussurrate che diventano i titoli dei suoi lavori, brevi poesie, quasi degli haiku che dentro a ogni singolo lavoro amplificano l’effetto estetico nel versante linguistico.

Davanzo ha una strada precisa da percorrere ma nelle sue opere sentiamo la consapevolezza dei mezzi e la conoscenza delle strategie per percorrerla. Una strada che lascia da parte il superfluo, non sente brusio, scioglie i nodi dell’interpretazione con parole semplici ma, soprattutto, eleva il ricordo di un momento a protagonista indiscusso di una produzione artistica, di una vita e di una meta.

Chiara Casarin

Walter Davanzo nasce a Treviso il 1° marzo. Si è dedicato fin dagli anni giovanili alla pittura iniziando l’attività espositiva nel 1970 nella propria città. Vive a Treviso. Dopo la maturità tecnica industriale, si iscrive al D.A.M.S. di Bologna, dopo due anni si dedica prevalentemente alla pittura e fotografia, le vere passioni dei suoi anni giovanili. Si interessa soprattutto all’espressionismo tedesco, sia di pittura che di cinema. Diversi viaggi lo portano a visitare famose gallerie di capitali Europee, in Francia soprattutto in Bretagna e in Normandia, altri viaggi studio lo portano in Africa nell’area mediterranea soprattutto il Marocco rinforzando così il suo interesse per i segni primitivi, per il grafismo infantile. All’inizio numerose sono le mostre personali fotografiche in varie città italiane, poi solamente mostre di pittura. Collabora anche come Art Director all’Asolo film Festival. Le sue opere si trovano nei musei e collezioni private, la documentazione dell’attività artistica presso l’ASAC della Biennale di Venezia e presso Ludwing forum für internationale Kunst Bibliothek- Aachen.

Mostre personali recenti:

2003 – “Cave Canem”. Casa dei Carraresi, Treviso.

2004 – “Figure”, Casa Gaia da Camino, Portobuffolè (Tv), mostra promossa dalla Provincia di Treviso.

“Volare con il cuore”, Edificio ex-Gil, Biblioteca, Treviso, mostra promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune.

2005 – “Figure”, Istituto Italiano di Cultura in Slovenia, Ljubjana (Slovenia).

“Made in Holland”, Fondazione Villa Benzi Zecchini, Caerano di S. Marco (Tv).

“Figure”, Galerie Dis 6211 JD Maastricht (Olanda).

“Figure”, Laboratorio 2 Art Gallery, Udine.

“Immagini”, Easychic spazio Arte, Spresiano (Tv).

2006 – “Die Berliner Bahnhofe”, Palazzo Piazzoni, Vittorio Veneto (Tv).

“Immagini”, Galleria Arianna Sartori, Mantova.

2007 – “Gente” opere 2005-2007, Perché spazio arte, Roncade (Tv).

“Spiagge”, Art Way Gallery, Treviso.

“Stazioni di Berlino”, Casa Decor, Madrid (Spagna).

“Dipinti”, Galleria Arianna Sartori, Mantova.

2008 – “Las estaciones de trenes de Berlìn”, Istituto Italiano di Cultura, Madrid (Spagna).

“Stazione di Berlino Ovest”, Home landscape, Studio Emozioni, Milano.

“Cani”. Spazio ex Albergo Paradiso, in concomitanza con XXVII AsoloArtfilm Festival, Asolo (Tv).

2009 – “Nudi a Fiume”. Spazio MAVV. Vittorio Veneto (Tv).

“People Portfolio”. Galleria Arianna Sartori, Mantova.

“Album”. Galleria Polin, Treviso.

“Il muro invisibile”. Cantine Fasol Menin, Valdobbiadene (Tv).

2010 – “Beach Pictures”, Galleria Arianna Sartori, Mantova.

“Dentro Berlino”, Galleria SIPAM Arte Contemporanea, Cesena.

2011 – “Fotoricordo”, Galleria Nera, Bologna.

“In colonia”, Galleria Comunale S. Croce, Cattolica (Rn).

“Fotoracconto”, Palazzo La Loggia, Motta di Livenza (Tv).

2012 – “Selection 2012”, YvonneArtecontemporanea, Vicenza.

2013 – “Help i’m happy”, Galleria Arianna Sartori, Mantova.

ARIANNA  SARTORI

ARTE & OBJECT DESIGN

Via Ippolito Nievo, 10 – 46100 MANTOVA – Tel. 0376.324260 – info@ariannasartori.191.it

DAVANZO

The dreams of Rocky

 Nome della Galleria: Galleria “Arianna Sartori”

Indirizzo: Mantova – Via Ippolito Nievo, 10 – tel. 0376.324260

Titolo della mostra: Davanzo “The dreams of Rocky”

Date: dal 7 al 19 febbraio 2015

Inaugurazione: Sabato 7 febbraio, ore 17.30. Sarà presente l’artista.

Orario di apertura: dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 16.00-19.30. Chiuso festivi.