Wolfgang Stifter Equilibrio magico

Dal 18 aprile al 7 maggio, la Galleria Arianna Sartori di Mantova nella sede di via Ippolito Nievo 10, presenta l’artista di fama internazione Wolfgang Stifter.

Intitolata “Equilibrio magico”, l’esposizione, curata da Arianna Sartori, vede esposte una selezione di dipinti e grafiche realizzate dall’artista negli ultimi anni.

La mostra si inaugura sabato 18 aprile alle ore 17.30 con l’azione per il pubblico “L’arte del giusto ritaglio” alla presenza dell’artista.

 

“Wolfgang Stifter vive e lavora attualmente ad Ottensheim presso Linz/Austria.

Negli anni ’60 studia all’Accademia di Belle Arti a Vienna sotto la guida di Max Melcher e dal 1989 è professore all’Università d’Arte a Linz, 1991–2000 rettore.

La sua opera, resa nota al pubblico attraverso numerose esposizioni nazionali ed internazionali fin dagli anni ‘70, comprende accanto a pittura, grafica e serie grafiche, anche vari libri artistici e progetti architettonici.

Ogni singolo dipinto rappresenta un sistema di ponderazioni differenziate tra piani grafici e pittorici, impulsi coloristici e contrasti bianco-nero, così come immanenti verità e spazio associativo di motivi.

Nonostante la distanza temporale, tutti i dipinti si inseriscono – indipendentemente dalla data di realizzazione – in un processo di creazione di precisi impulsi pittorici, piuttosto che in una successione evolutiva.

Colori, materiali, bordi e considerazioni di forma, così come concetti contenutistici, riferimenti letterari, esperienze personali e di viaggio influenzano l’arte di Stifter. Questi impulsi si collocano come idee al centro delle serie che per permettono a Wolfgang Stifter fin dagli anni ’60 la personale sperimentazione e l’artistica definizione di una formale ad iconografica definizione di centro di gravità.

In molti dei suoi lavori sono rappresentati peculiari mondi immaginari che si possono riconoscere, parte come inspessimento di una composizione di superficie, parte come sovrapposizione di diversi livelli o strati. Stifter è un contemporaneo originale ed autonomo caratterizzato da un’alta intelligenza estetica. E questa gli permette di trasmettere in immagini ed in modo così persuasivo le conoscenze sensoriali”.

Martin Hochleitner

“Capita raramente che la relazione pittura/disegno, il rapporto con pennello e colori e l’uso di mezzi puramente grafici siano così bilanciati e reciprocamente determinanti come nel caso di Wolfgang Stifter. In lui c’è semplicemente Equilibrio. L’artista di Ottensheim (Alta Austria) sa impiegare adeguatamente queste due grandi sorgenti e risorse dell’arte figurativa come tecniche basilari fondamentalmente diverse, ma allo stesso tempo antipodi del creato in sostanziale reciproca corrispondenza…”.

Peter Baum

“Wolfgang Stifter è dotato di un tocco leggero, talvolta danzante, ma straordinariamente organizzato.  Caratterizzato da una pennellata rapida, elastica. Dove la composizione lo richiede, provvede accordi ed accenti vigorosi,  delimitazioni esattamente calcolate, ma risveglia sempre un’impressione di movimento e di freschezza. Anche quando tratta superfici piane frequentemente – anzi, quasi sempre –  con tempera all’uovo  o, più parsimoniosamente,  con colori ad olio ed acrilici e con gessi, la cui struttura e trasparenza…”.

Peter Baum

“La sorprendente pluralità tematica è in Wolfgang Stifter il risultato di uno spirito aperto, di un occhio curioso e di una personalità artistica avida di sapere di fronte a tutti i possibili eventi e vicende o ai vari flussi di informazione che casualmente capitano in coincidenza temporale con l’atto del dipingere. Essi rappresentano fondamentali meccanismi d’innesco per il suo artistico “fiotto d’immagini”, come egli stesso lo definisce…”.

Carl Aigner

“Nell’opera di Wolfgang Stifter vibra un impulso che ha il carattere del Jazz. Forse è un tratto felice del nostro tempo il fatto che possiamo vivere due o più alternative contemporaneamente senza rigidi ideali e corsetti e senza precipitare nell’inquietudine,  anzi ricavandone sensazioni di felicità e di libertà”.

Franz Xaver Hofer

Wolfgang Stifter

Nato ad Ottensheim (Alta Austria) nel 1946, studia presso l’Accademia di Belle Arti a Vienna nella classe di Grafica del professore Max Melcher, grafico diplomato. Insegnante d’arte, dal 1989 professore presso l’Università di Creazione Artistica ed Industriale di Linz, 1991 – 2000 rettore, membro dell’associazione MAERZ e del gruppo artistico Schloss Parz.

Wolfgang Stifter lavora come pittore, grafico, tipografo, autore di libri d’arte e come creativo in spazzi pubblici.

Le mostre in Italia:

Museo Casa Bianca, Malo (Vicenza), 1995 e 2008.

Venaria Reale, Torino, 1996.

Villa Ghellini, Villaverla (Vicenza), 2003.

Forum austriaco di cultura Milano 2,007.

Palazzo Albrizzi, Venezia, 2007.

Biblioteca Statale Trieste, 2008.

Kulturverein “Das Fenster”, Brunico (Bolzano), 2008.

ARIANNA  SARTORI

ARTE & OBJECT DESIGN

Via Ippolito Nievo, 10 – 46100 MANTOVA – Tel. 0376.324260 – info@ariannasartori.191.it

Wolfgang Stifter

Equilibrio magico

Pittura e grafica

Nome della Galleria: Galleria “Arianna Sartori”

Indirizzo: Mantova – Via Ippolito Nievo, 10 – tel. 0376.324260

Titolo della mostra: Wolfgang Stifter. Equilibrio magico. Pittura e grafica

Date: dal 18 aprile al 7 maggio 2015

Inaugurazione: Sabato 18 aprile ore 17.30 e “L’arte del giusto ritaglio” azione per il pubblico alla presenza dell’Artista.

Orario di apertura: dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 16.00-19.30. Chiuso festivi.

Con il contributo di: forum austriaco di cultura a Milano.

Antea Pirondini Atmosfere del Purgatorio dalle illustrazioni di Gustave Dorè per la Divina Commedia

La Galleria Arianna Sartori nella Sala di Via Cappello 17 a Mantova, inaugurerà la mostra dell’artista mantovana Antea Pirondini, Sabato 11 aprile alle ore 17.30 alla presenza dell’artista e con presentazione di Alfredo Gianolio.

La mostra “Atmosfere del Purgatorio dalle illustrazioni di Gustave Dosè per la Divina Commedia” resterà aperta al pubblico fino al 23 aprile 2015.

 Antea Pirondini è nata a Brusatasso di Suzzara (Mn) nel 1951, vive e lavora a Codisotto di Luzzara (Re).

Antea Pirondini ha dimostrato inclinazioni artistiche già in età scolastica: a quel periodo risalgono infatti le prime convincenti prove che attestano una notevole padronanza della tecnica e del disegno in particolare.

Alla pittura, intesa non solo come impegno professionale, ma come scelta di vita, Antea è approdata già verso la fine degli anni Settanta, per influsso di un Pittore, Alfio Pasotti, al quale era legata da vincoli di parentela. Solo alla fine degli anni Ottanta la sua attività artistica è approdata a una dimensione pubblica. Nel 1988 registriamo una uscita impegnativa al “Cavallino Bianco” di Suzzara, culla del famoso Premio. Si aggiudica al XVIII Premio Intern. “Città di Parma” il terzo premio speciale intitolato a “Giovannino Guareschi”. Da allora ad oggi le personali, le collettive, le rassegne e i concorsi sono stati più di cento e fra queste le più significative sono state due importanti collettive a Mantova: la rassegna Di segno in segno attraverso la Padania, a cura di Gianni Baldo, con presentazione di Benvenuto Guerra, e la “collettiva tutta al femminile” alla Galleria Lo Scalone, personali a Latina, Alassio, Milano, Broscia e galleria 2E di Suzzara (Mn), Tenno (Tn), Museo arte naif di Luzzara (Re), collettive a Ferrara, Piacenza, Bologna, Legnano, Mantova, Firenze, Parma, Guastalla (Re), Reggio Emilia. Con queste rassegne e con gli apprezzamenti critici conseguenti, Antea esce da una dimensione ancora appartata e si inserisce a pieno titolo tra gli artisti riconosciuti. Alla attività espositiva, sempre più intensa si accompagna una costante evoluzione sul piano delle tecniche e della ricerca poetica. Dei cambiamenti, a volte persino troppo rapidi, danno conto i testi critici raccolti nell’antologia. Rosanna Bortolotti (coadiuvata dall’operatore Francesco Ruggiero) le dedica un servizio televisivo dal titolo “Dalle profonde nebbie padane.

“La padania, terra feconda che ha dato buoni nomi all’arte e alla cultura e che, nel tempo, ha saputo imporsi all’attenzione del mondo intero per l’importanza dei suoi personaggi e il fervore creativo della gente. Qui, dove il grande fiume segna il passo e si allarga a vista d’occhio, dove i campi si distendono all’infinito disegnando una pianura ampia e sconfinata, Antea insegue i suoi sogni, accende la sua fantasia, inventa le sue opere. Opere intense e mai descrittive, che pur portano dentro, a ben guardare voci e sussulti di un mondo e di una cultura, quelli padani, che sembrano aver fortemente influito sulla sua formazione; a cominciare da quegli orizzonti bassi e dilatati, da quelle distese immense che aprono i primi piani dei suoi dipinti e che poi si distendono piane fino all’orizzonte o da certi arbusti cespugli che l’artista sovente inserisce come richiami simbolici delle sue complesse rappresentazioni. Opere non descrittive, perché la nostra non è certamente artista di “paesaggio” nel senso tradizionale più usato del termine, ma piuttosto introspettiva e psicologica, proiettata verso le grandi problematici umane ed esistenziali dei nostri giorni. Per lei dunque, il paesaggio non rappresenta affatto motivo ed oggetto di contemplazione ma scusa e pretesto per esprimere concetti, riflessioni, pensieri e tematiche i carattere universale, elemento indispensabile per condurre l’osservatore alla riflessione.

Pittura colta, quella della Pirondini, che molto spesso si avvale di altissimi riferimenti letterari come la “Divina Commedia” di Dante Alighieri o la straordinaria poetica di Giacomo Leopardi. A questi due grandi poeti la ns. artista ha rivolto tutta la sua attenzione, ne ha approfondito gli scritti e la relativa saggistica per cercare di entrare nel loro segreto mondo, per poter tradurre in immagine le loro straordinarie visioni. Compito arduo a cui la Pirondini ha dedicato tempo e fatica raggiungendo ottimi traguardi da tutti riconosciuti. Nel “Paradiso” ha saputo cogliere luce, trasparenze, senso del divino e leggerezza attraverso una gamma cromatica chiara e delicata, giocata prevalentemente sui verdi teneri e gli azzurri con qualche “sciabolata” di giallo qua e là dove la grande energia della santità appare in tutto il suo splendente fulgore. Misteriosi, invece, i dipinti ispirati all’ “Inferno” ma pieni di fascino e coinvolgenti nella loro drammatica esplosione. Qui, a prevalere sono i rossi intensi e poi i neri e viola, un turbinio di forme e colori che supera il semplice “figurativo” per diventare espressionismo puro e, a volte, vera e propria espressione informale di una modernità assoluta. Non manca mai la luce in queste opere finissime, una luce intensa e avvolgente che irradia ogni dipinto creando atmosfere surreali, sospese tra sogno e realtà, tra simbolo e allusione. Dipinti che sono evidente proiezione dell’inconscio, che entrano, con grande forza e incisività nella sfera psicologica dei protagonisti, nel cuore profondo delle situazioni. Il dramma esistenziale appare poi in tutta la sua angosciante grandezza, quando l’artista emiliana si sofferma a illustrare “L’infinito” di G. Leopardi: un desolato paesaggio preso dall’alto, è sovrastato da nubi dense e minacciose, nessuna presenza umana, solo silenzio e squallore. E’ il cuore del poeta che piange sulla sua solitudine e sull’umana incomprensione, ma è anche il cuore dell’uomo contemporaneo che piange sulle sue angosce e i suoi conflitti, sul suo grande disagio esistenziale che non riesce più a trovare una via d’uscita. Di questa artista mi piace ancora rimarcare la sua bravura sull’utilizzo delle chine colorate si tela, tecnica a cui ricorre con una certa frequenza per tracciare bozzetti e studi che poi inserisce nei suoi quadri esempio di progettazione seria e meditata e di alto rigore professionale.”

Prof. Luciano Carini

A conferma dei risultati raggiunti, in occasione del Premio “Città di Moglia” nel luglio 1993, le è stato conferito il premio speciale della Presidenza della Repubblica. Nello stesso anno inizia un fecondo rapporto con la redazione della rivista “Artecultura” di Milano e con il critico Giuseppe Martucci. A conferma dell’ulteriore specializzazione di questa artista, molto consapevole e determinata, il suo lavoro ha suscitato interesse presso critici modenesi, reggiani, mantovani e milanesi.

Collabora con la Galleria Arte Europa di Campagnola Emilia, iniziata con Panno prima all’Art Box di Carpi, con una collettiva a quattro (Pirondini-Montanaro-Pace-Asioli), inizia un periodo di collaborazione con la Fondazione Xante Battaglia “Arte Visiva e Comportamentale” di Milano e la prima mostra è una collettiva presso la stessa Fondazione, poi a Bergamo alla Mostra Arte Box e infine a Padova all’Arte Fiera.

Partecipa ad una mostra collettiva, che sarà itinerante, degli artisti inseriti nel libro di Gilberto Zacchè “Ritratti e Profili critici di artisti contemporanei” e sarà a Quistello (Mn), a Nonantola (Mo) nella Sala delle Colonne presso il Palazzo Comunale e nell’anno successivo a Fiorano Modenese al Castello di Spezzano.

Il 1998 è l’anno che commemora i primi dieci anni di attività pubblica dell’artista ed inizia con una personale a Suzzara (Mn) alla Galleria “2E” con presentazione del Prof. Federico Teodoro, articoli critici usciranno sulla Gazzetta di Mantova, La Voce di Mantova e Archivio. La mostra più importante dell’anno è la personale a Luzzara (Re) alla Galleria del Museo Naif con opere dal 1988 al 1998, con quelle opere che hanno segnato punti importanti negli studi e nelle ricerche dell’artista. Presentazione del critico Alfredo Gianolio e servizio televisivo su Telereggio.

Nel 2000 vince il terzo premio della critica al V° Concorso Interrn. Biscione Visconteo a Grazzano Visconti. Nel 2001 vince la Ia Edizione della rassegna di pittura, grafica e scultura “Arte in Arti e Mestieri” a Suzzara. Partecipa alla Sezione Libera Partecipazione del 41° Premio Suzzara e al Concorso nazionale di Pittura di Pescantina (Vr) vincendo la medaglia d’argento. Le è stato conferito il Premio Biennale di Venezia dalla Associazione Nazionale Culturale Artistica Amici del “Quadrato” per il contributo dato all’arte con mostre personali, collettive e concorsi a premi.

Nel 2002 è protagonista di una importante e impegnativa mostra personale alla Galleria “2E” di Suzzara portando quadri ispirati dall’Inferno della Divina Commedia di Dante con presentazione di Alfredo Gianolio. Sempre nel 2002 fa parte dei pittori protagonisti del libro di Alfredo Gianolio “Vite Sbobinate” che riassume una raccolta di nastrobiografie, ovvero racconti autobiografici di donne e pittori della Valpadana negli anni 70-80. Nasce da un’idea di Cesare Zavattini che verrà realizzata dall’Avv. Alfredo Gianolio che era stato membro con Zavattini, della Giuria del Premio Naif di Luzzara. Nel 2003 viene inserita nei Dizionario Artisti a Mantova nei secoli XIX e XX per le Edizioni Sartori. Nel 2004 Personale alla Galleria “Pont aven” di Suzzara MN con dipinti ispirati dal “Paradiso” della Divina Commedia. Nel 2005 si classifica al primo posto nella votazione della giuria popolare al Premio Arti e Mestieri di Suzzara (Mn) e il suo quadro fa parte della collezione del Premio Suzzara. Dal 2005 al 2009 e presente nelle collettive presso la Galleria del Premio di Suzzara con il Gruppo Amici dell’Istituto M. Aulina di Suzzara.

Nel 2008 partecipa alla collettiva Arte sui diritti umani a Bologna e alla collettiva presso la Galleria “Carini” di Piacenza. Nel 2010 partecipa alla collettiva “Casa per la Pace” galleria La Filanda a Bologna. Un suo quadro costituirà il premio all’autore primo classificato nella manifestazione letteraria “Nebbia Gialla, Noir Festival” anno 2012 a Suzzara. Sempre nel 2012 ha esposto al “Nouvel Esprit Cafè” di Suzzara e allo “Studio C” Galleria d’arte di Piacenza. A maggio 2013 ha collaborato con i bambini dell’asilo di Codisotto di Luzzara e dell’Oratorio di S. Matteo delle Chiaviche. Mostra permanente presso il Ristorante “Agli scalini” di S.Matteo delle Chiaviche (Mn).

Nel 2011 fa parte della collettiva di pittori mantovani organizzata dalle Gallerie d’arte Pont Aven e Il Sagittario, sponsorizzata dal Comune di Mantova, presso la Basilica di San Martin di Weingarten (D) città gemellata con Mantova che conserva la reliquia del terreno con il Sangue di Cristo, proveniente dalla Chiesa di S.Andrea di Mantova.

Nel 2013 entra nel Catalogo Sartori d’Arte Moderna e Contemporanea (primo repertorio di artisti attivi nel Nord Italia dal ’900 ai giorni nostri). Nel 2014 Espone a Palazzo Pincini Carlotti di Garda.

Le sue opere fanno parte di collezioni importanti come: la Galleria del Premio Suzzara, la Galleria della “Scuola Arti e Mestieri” di Suzzara, la Biblioteca Maldotti di Guastalla, Il Museo Diocesano “Francesco Gonzaga” di Mantova, la Banca Reggiana di Credito Cooperativo, la Fondazione Slanzi di Novellara.

In questo inizio 2015 è in fase di realizzazione una raccolta di dodici dipinti ispirati ai canti del Purgatorio della Divina Commedia dì Dante e studiati sui disegni di Gustave Dorè.

Testi critici e testimonianze da: Prof. Elena Alfonsi, Prof.Luciana Gandini, Avv. Alfredo Gianolio, Prof. Benvenuto Guerra, Alfio Pasotti, Prof. Carlo Federico Teodoro, Prof. Xante Battaglia, Prof. Bertoni Azeglio, M° Arnaldo Maravelli, Prof. Luciano Carini, Prof. Gilberto Zacchè, Vittorio Montanari, Domenico Mori, Prof. Lorena Corradini, M° Bisi Ermanno, Prof. Bisi Cristina, Prof. Pedro Fiori, Dott. Franco Bulfarini.

ARIANNA  SARTORI

ARTE & OBJECT DESIGN

Via Cappello, 17 – 46100 MANTOVA – Tel. 0376.324260 – info@ariannasartori.191.it

 

Antea Pirondini

Atmosfere del Purgatorio

dalle illustrazioni di Gustave Dorè

per la Divina Commedia

 

 

Nome della Galleria: Galleria “Arianna Sartori”

Indirizzo: Mantova – Via Cappello, 17 – tel. 0376.324260

Titolo della mostra: Antea Pirondini. Atmosfere del Purgatorio (dalle illustrazioni di Gustave Dorè per la Divina Commedia)

Date: dall’ 11 al 23 aprile 2015

Inaugurazione: Sabato 11 aprile, ore 17.30. Sarà presente l’artista.

Presentazione in Galleria: Alfredo Gianolio.

Orario di apertura: dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 16.00-19.30. Chiuso festivi.