Lucio Statti: il gioco infinito

Sabato 05 marzo 2016, alle ore 18.00, si inaugura la mostra dell’artista Lucio Statti, a cura di Veronica Longo, presso la Galleria d’arte Salvatore Serio, in Via Oberdan 8, Napoli (nei pressi di Piazza Carità). 

Fluttuano su acque trasparenti le barchette di carta, memoria di giochi infantili, ma portatrici di messaggi insiti nella carta stampata del quotidiano stesso. Vagano verso mete ignote, alla ricerca di sogni… è questo il mondo del bambino, che ricorre nelle opere di Statti, un universo apparentemente ludico, ma in realtà profondamente malinconico. I fanciulli che partecipano a queste vicende immaginarie osservano ciò che li circonda con sguardo perplesso e sembra interroghino lo spettatore stesso, talvolta si pongono con un atteggiamento “sfrontato”, mostrando senza veli i pensieri più reconditi. Lucio Statti, classe 1947, inizia la sua carriera di pittore da autodidatta, formandosi sui grandi esempi dei maestri del ‘900, tra cui spiccano (a seconda dei periodi), la monumentalità di Sironi, le atmosfere di Turner, il senso del fantastico di Chagall, la poesia della natura di Morandi, le ambientazioni talvolta statiche e sospese del “realismo magico”… ma sebbene Statti sia figlio di questa proficua tradizione, se ne distacca interpretandola a suo modo. Negli anni ’80 le sue opere si presentano con colori o atmosfere fantastiche in cui i paesaggi con alberi a forma di cubo o cono, lasciano lo spazio a “soldatini” su cavalli (Il piccolo generale, 1987) o a fanciulli che volano in alto sollevati da palloncini (Verso nuovi mondi, 1989); in altri casi le tonalità sono più cupe e i bambini sono immersi nella totale solitudine. Pausa isolata è, invece, la fase informale del 1998 in cui l’artista si esprime con dinamismo e cromaticità vivaci. Nel suo percorso artistico, segnato da numerosi riconoscimenti e mostre anche all’estero, senza dubbio sono da menzionare la vincita del prestigioso premio La Ginestra d’oro nel 1992 e la tesi per il conseguimento del diploma accademico che viene dedicata da Maria Montella al suo operato nel 2002. In questa poetica ludica rientra anche il paesaggio, poiché ogni elemento della natura partecipa al gioco dell’universo in cui altre leggi e componenti hanno il loro ruolo. In questa fase, tra il 2001 e il 2005, le ambientazioni si mostrano in maniera totalmente diversa: grandi distese infinite, lunghi orizzonti, talvolta sfondi “piatti” su cui si stagliano i soggetti, altre volte alberi secolari che s’impongono con maestosità: sembra non ci sia la necessità della presenza umana che potrebbe solo riscontrasi nel palloncino rosso che vola in lontananza contro un cielo in tempesta (L’albero e il palloncino, 2002). In seguito, Statti torna alla figura così come la osserviamo ora: bambini o adulti sono rappresentati in maniera quasi iperrealistica, diventando parte integrante dello scenario che identifica ulteriormente la peculiarità dei “personaggi”. Tornano di continuo, come simboli ricorrenti, non solo le barchette di carta, ma anche palloncini, aquiloni e trenini, giocattoli immersi nella natura di questi quadri di grandi dimensioni, in cui una ragazzina si mostra con la speranza della sua pubertà (Adolescenza, 2014), oppure il bambino gioca sulla riva dai ciottoli brillanti (Il costruttore di barchette, 2014); altri paesaggi sono invece caratterizzati da alberi lussureggianti (Il sogno della libertà, 2014). Sono sempre opere a olio su tela di lino o juta, che l’artista prepara personalmente seguendo la tradizione della colla di coniglio stesa a strati, finché il supporto non sia idoneo ad accogliere la pittura. Tuttavia, negli ultimi anni Statti si dedica pure all’incisione, dove riporta i soggetti a lui cari, ma con la perizia grafica tipica dell’acquaforte e dell’acquatinta (Il burattino ieratico, 2006) o con i neri vellutati della puntasecca (Marco, 2014). Un’esposizione, quindi, che mette in luce un universo interiore, trascorso o recente, che nei suoi colori e forme ci invita al gioco, ma anche alla riflessione: in un tempo in cui tutto scorre veloce e in maniera superficiale, Lucio ci ricorda che c’è ancora tempo per la fantasia e per prendersi cura di quell’eterno fanciullo che si rifugia nel nostro animo alla ricerca dell’ascolto altrui…. 

Testo critico di Veronica Longo – Rassegna stampa a cura di Rosalba Volpe 

La mostra è aperta fino al 15 marzo, dal lunedì al sabato: 10.30 – 13.00 e 16.30 – 19.30; domenica 16.00 – 19.30. INGRESSO LIBERO.

Info: 0815523193 – totoserioss@libero.it

www.galleriaserio.com – www.facebook.com/SalvatoreSerio

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/160946217621404/

ANTONIO NOTARI Metafore

La Galleria Arianna Sartori di Mantova (via Ippolito Nievo 10) ospita la personale dell’artista Antonio Notari “Metafore”. La mostra a cura di Angelo Calabrese, Angela Noya Villa e Arianna Sartori, si inaugurerà Sabato 27 febbraio alle ore 17.00 alla presenza dell’artista e rimarrà aperta al pubblico fino al 17 marzo, dal Lunedì al Sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30 (chiuso festivi).

 Antonio Notari. Metafore

“Trame di pensieri e qualità relazionali sono per Notari contributi d’arte alla conoscenza dell’esserci nella storia degli uomini umani, qui e ora, come da sempre. Si avvale delle strategie della pittura e di quella sua connotativa, prodigiosa, padronanza del segno per trasferire in immagini polifonie di voci del cuore e della mente, che hanno, molto spesso, volti di donne: enigmi per chi tenta di farsi interprete dei loro silenzi. Fisionomie persistenti alla memoria, viste e mai più perdute, tornano ritrovate nei colori dell’umanità che non usa espedienti quando è concentrata sull’ineluttabilità di una condizione mai nuova sotto il sole e che, nel mistero di chissà quali calcoli combinatori, si ripropone inesauribile nella carne formata a immagine e somiglianza. La sua arte veicola idee, stimoli mentali che inducono a pensare, sicchè ogni tema, sacro o profano, non dimentichiamo i suoi vasti affreschi dedicati ai misteri della fede in famose cattedrali della cristianità, respira nel senso di quell’inafferrabile metaforico che aleggia tra il silenzio e la melodia. Antonio Notari, come già proponeva Kafka, asseconda le metafore: entra nelle proprie evocazioni con i sensi trasognanti, le congestioni di pensieri e gli ancoraggi ai giorni di tutti. Le luci pittoriche che pulsano dal profondo e dall’inconscio, svelano desideri, turbamenti, disfatte, inconciliabili dissidi, che, da una più attuale possibilità conoscitiva, si arricchiscono delle molteplicità delle esperienze. Un’evoluta grammatica fà fluire nella totalità plurilinguistica dell’arte altri strumenti per la conoscenza di quell’umanità che, dall’ancestro, rivendica un posto al sole. Già in altra sede abbiamo sottolineato che Notari esige, per più motivati comportamenti nei luoghi della storia, che mai si perda di vista il duplice senso del verbo Sein, che impegna ad esserci ed appartenerci. Notari trasforma in poesia i risvegli, i trasalimenti e le impennate della coscienza: solarizza, propone squarci paesistici, marine, fioriture consolatorie, guizzi di luci che potrebbero distogliere i suoi protagonisti anche dall’ossessione di cui sono in preda. Un grumo d’arcobaleno, potrebbe, se non conciliarla con la vita, almeno distrarre, in qualche modo, una donna, che impersona la gelosia, da quell’ossessione che minaccia di renderla esangue. La bella fanciulla è assalita dai tumidi pensieri che agitano le sue visioni sotto le palpebre. Quelle sono serrate, proprio come le labbra, nella tempesta che la scuote. Forse non diventerà mai più verde dell’erba, al pari di Saffo gelosa, ma è tanto più ferocemente infiammata d’incontenibile passione.

Intanto vibrano perfino i suoi orecchini, mentre sul riquadro al quale volge le spalle sono cromatizzati gli ardenti furori, variati dall’arancione al rosso vermiglio. Altri fiori tornano intanto alla mente di una delicata creatura che si trova a stringere al seno vari steli e corolle primaverili. Dal momento, però, che i loro colori sono meno vividi di quelli che si stagliano nello spazio di un ricordo incancellabile, vuol dire certamente che non si è mai disperso dal cuore un profumo d’altrove che ancora fà gli occhi ridenti. Metafore, dunque, sono anche i porti degli arrivi e delle partenze, i moli che si affacciano sull’ eterno moto delle onde con le storiche dimore, gli immancabili luoghi di culto, le memorie che persistono arroccate, mentre colmano tutti gli altri spazi urbani tanti edifici, a selva, gareggiando in altezza, per godere della vista marina. Le preesistenze resistono a conforto e desiderio di chi conosce le vie del mare e da quello trae sostentamento. In arte la metafora non mente e non tradisce; fa cultura nel vero senso di spazio fisico e psichico che comunica umanità. Se un rozzo e furbo scudiero ammicca a chi osserva un cavaliere dalla triste figura donchisciottesca, in preda a bellicosi eroici furori, vuol dire che Astolfo deve ancora e sempre viaggiare sul cavallo alato per recuperare dall’ammasso il senno di chi si ostina a perderlo. Nel nostro tempo dell’incertezza il rischio dell’insensatezza cresce in progressione geometrica. Che dire poi se nell’occhio di un gabbiano c’è lo stupore di un dialogo tra una giovane donna e un uccellin che vien dal mare? L’attesa prolungata evita il monologo: la vita esige conforto e trae auspici da ogni occasione, da ogni possibilità di presagio. C’è addirittura chi offre alla lontananza una fiorita di pensieri e spera che si avveri l’incontro prima che appassiscano. Notari non si appaga del sostantivo. Sceglie l’infinito del verbo per trasferire in pittura il farsi di un’azione da evidenziare tra metamorfosi e trasfigurazione. La metafora si dilata nel tempo che occupa un unico orizzonte, che è quello del tempo dell’uomo che si ritrova nello specchio della delusione, della sorpresa, dell’incanto, dell’esilio dei migrantes, delle Elene sempre misericordiose, delle Meduse ferocemente pietrificanti. Insomma, in Notari, sapienza antica e accadimenti quotidiani si combinano, nel senso inesauribile del rispetto della vita umana, con l’armonia nell’ebbrezza, con la decenza, cioè con ineffabile competenza, e l’eleganza nell’arte che non pretende di sostituirsi alla scienza, alla filosofia, ma invita a riconciliarsi con la natura e con la vita in transito”.

Angelo Calabrese

 

“Puoi esimerti dal parlare di un amico, un amico artista che ha il dono, la capacità di raccontare e raccontarsi, con l’ausilio di una capacità pittorica a dir poco prestigiosa; poter affidare al segno, al colore: l’evolversi e il manifestarsi di sentimenti, catturare, come in un affascinante racconto, l’attenzione di quanti hanno la ventura di poter ammirare i suoi lavori, è come l’armonia di una musica. Il compito del testimone è forse aggiungere o cercare di spiegare l’intimo dell’artista.

Il lavoro di Antonio Notari ha il particolare di trasferire nelle sue pennellate la suggestione e la splendida natura della sua terra d’origine, Notari come un esule ormai lontano da Napoli da molti anni, con una tecnica e una maestria notevole fa rivivere tutta la poesia, il colore e il calore del suo spirito partenopeo. Ritengo essere questa la ragione dominante a rendere affascinante e indimenticabile la sua arte. A ciascuno il piacere di conoscerlo e saperlo apprezzare; la sincera passione e l’indiscussa capacità espressiva sono sicuramente la migliore garanzia per il suo successo”.

Angela Noya

 

Antonio Notari nasce a Napoli nel 1940, da oltre trent’anni vive e lavora a Sora (Fr).

Inizia la sua formazione in ambiente artistico e culturale napoletano.
Ancora studente dell’istituto d’Arte, dov’è allievo di Carlo Striccoli, frequenta la studio del Maestro Guido Casciaro, qui apprende e sperimenta tecniche tradizionali ed antiche. In seguito, allievo della locale Accademia di Belle Arti, si avvale degli insegnamenti di vari Maestri, tra i quali Alberto Ziveri, e della frequentazione di altri (Capogrossi).

Giovanissimo, inizia l’attività espositiva che prosegue partecipando a numerosi concorsi e rassegne d’arte in Italia ed all’estero (Francia, Olanda, Nigeria, Stati Uniti, Giappone) conseguendo premi e riconoscimenti.

Artista di vasta cultura figurativa, ad una mano particolarmente felice nel disegno aggiunge un notevole senso del colore, dati che consentono di creare racconti ed atmosfere.

Opere di Antonio Notari sono presenti in numerose collezioni private e pubbliche.

ANTONIO NOTARI  Metafore

dal 27 febbraio al 17 marzo 2016

Nome della Galleria: Galleria “Arianna Sartori”

Indirizzo: Mantova – via Ippolito Nievo 10 – tel. 0376.324260

Titolo della mostra: Antonio Notari. Metafore

Mostra a cura di: Angelo Calabrese, Angela Noya Villa e Arianna Sartori

Date: dal 27 febbraio al 17 marzo 2016

Inaugurazione: Sabato 27 febbraio, ore 17.00, alla presenza dell’artista

Presentazione di Angelo Calabrese 

Orario di apertura:

dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30. Chiuso festivi

Casa d’aste Cambi 3000 lotti alle Aste di Marzo

a Genova e Milano per una settimana il meglio dell’arte italiana e straniera.  Appuntamento imperdibile per varietà e quantità di lotti in vendita è l’Asta di Antiquariato e Dipinti Antichi che avrà luogo nelle giornate del 9, 10 e 11 marzo presso la sede di Genova di Castello Mackenzie che inoltre potrà essere seguita in diretta Streaming sul sito www.cambiaste.com. Saranno messi in vendita circa  3.000 lotti tra Arredi, Ceramiche, Oggetti d’arte, Dipinti e Tappeti provenienti da importanti famiglie e proprietà italiane tra Roma, Genova e Milano.

Cambi, come già diverse volte è successo negli anni, propone un’asta specialistica di Cornici Antiche che comprende una ricca collezione di oltre 300 lotti.

In concomitanza con l’usale appuntamento di marzo a Genova con l’asta di Antiquariato, questo semestre verrà proposto anche un catalogo di arte orientale, chiamato Chinese Works of Art. Le aste di questo settore a Milano propongono pezzi estremamente selezionati per i collezionisti più esigenti. Questo nuovo incontro di marzo spazierà dai manufatti in giada, bronzo, porcellana e avorio, strizzando l’occhio agli amanti del genere e collezionisti che non vogliono rinunciare a portarsi a casa un’opera d’arte a prezzi più contenuti.

Nella nostra sede di Milano, dopo la tornata dello scorso novembre, che raccoglieva dalle manifatture del XV secolo alla porcellana del XIX secolo avrà luogo un’Asta dedicata alle Maioliche Europee del ‘600 e del ‘700; mentre per le più importanti e rare maioliche rinascimentali si dovrà attendere l’appuntamento di maggio con un’asta interamente dedicata.

 Gli oggetti nelle Aste di: cornici antiche, antiquariato e dipinti antichi e arte orientale saranno in esposizione presso la sede genovese di Castello Mackenzie da venerdì 4 a lunedì 7 marzo, dalle 10 alle 19. Mentre per Asta di maioliche l’esposizione si terrà presso i locali della sede di Milano a Palazzo Serbelloni da venerdì 12 a lunedì 14 marzo, dalle 10 alle 19.

Nel ricco calendario del primo semestre 2016, che segue, abbiamo in programma numerosi cataloghi tra i quali dipinti antichi e dell’ottocento, argenti e maioliche rinascimentali, gioielli e design.

Per ulteriori informazioni e foto potete collegarvi al nostro sito www.cambiaste.com o scrivete a press@cambiaste.com

Marzo ricco di aste da Cambi

 Con il mese di marzo ripartono le Aste da Cambi: appuntamento imperdibile per varietà e quantità di lotti in vendita è che avranno luogo nelle giornate del 8,9, 10 e 11 marzo presso la sede di Genova di Castello Mackenzie. Mentre l’asta di Maioliche si terrà, dopo il successo dell’ultima tornata del 2015, nella sede milanese di Palazzo Serbelloni il 15 marzo.

Nelle prossime quattro aste saranno messi in vendita circa 3.400 lotti tra Arredi, Ceramiche, Oggetti d’arte, Dipinti e Tappeti provenienti da importanti famiglie e proprietà italiane tra Roma, Genova e Milano.

Sul sito www.cambiaste.com potranno essere seguite in diretta Streaming con la possibilità di partecipare attivamente acquistando in tempo reale come se si fosse in sala. 

Asta                                                      239

Titolo                                                  Arte Orientale – Chinese Works of Art

Data e luogo asta                            8 marzo 2016 Genova Castello Mackenzie

Data e luogo esposizione            4-7 marzo 2016 Genova Castello Mackenzie

Asta                                                      248

Titolo                                                  Cornici Antiche – Fine Old Frames

Data e luogo asta                            8 marzo 2016 Genova Castello Mackenzie

Data e luogo esposizione            4-7 marzo 2016 Genova Castello Mackenzie 

Asta                                                      250

Titolo                                                  Antiquariato – Fine Art

Data e luogo asta                            9-11 marzo 2016 Genova Castello Mackenzie

Data e luogo esposizione            4-7 marzo 2016 Genova Castello Mackenzie 

Asta                                                      251

Titolo                                                   Maioliche del XVII e XVIII secolo

17th and 18th Century Majolica

Data e luogo asta                            15 marzo 2016 Milano Palazzo Serbelloni

Data e luogo esposizione            12-14 marzo 2016 Milano Palazzo Serbelloni 

Asta 239 – Arte Orientale – Chinese Works of Art

8 marzo 2016 Genova Castello Mackenzie 

Il nuovo appuntamento di Chinese Works of Art è stato inserito nel calendario a marzo. Se infatti una volta le vendite di arte orientale venivano proposte solo due volta l’anno nella storica sede di Castello Mackenzie, quest’anno si raddoppia. Abbiamo già provato, e con successo, a presentare le ultime due aste di settore a Milano, proponendo pezzi estremamente selezionati. Questo nuovo incontro di marzo invece, è volto a non perdere l’attaccamento con le nostre radici, ritenendo di poter avvicinare clientele diverse ad un gusto simile. Volutamente il catalogo spazierà dai manufatti più disparati in giada, porcellana e avorio, strizzando l’occhi ad un gusto più di esportazione che ad esclusivo appannaggio dei dealers cinesi.  

138610

Gruppo in corallo raffigurante tre Guanyin, Cina, inizio XX secolo

gr 1235 con base, h cm 32

A carved coral three Guanyin group, China, early 20th century

一组珊瑚雕刻,刻有三位观音,中国,二十世纪 

€ 4.000 – 5.000 

146199

Raro vaso ad ampolla in porcellana a fondo giallo con raffigurazione di drago e pagoda, Cina, Dinastia Qing

h cm 43

A rare yellow-ground porcelain ampoule vase depicting dragon and pagoda, China, Qing Dynasty

黄底稀有花瓶 绘有祥龙 中国 清朝

€ 3.000 – 5.000 

Asta 248 – Cornici Antiche – Fine Old Frames

8 marzo 2016 Genova Castello Mackenzie

Cambi, come già diverse volte è successo negli anni, propone un’asta specialistica di Cornici Antiche che comprende una raccolta di oltre quattrocentocinquanta cornici tra le quali esemplari dal XV al XIX secolo con lotti di dimensioni, gusto e qualità eterogenei, che garantiranno un’ampia gamma di scelta all’interno del catalogo.

I lotti in asta provengono da differenti collezionisti principalmente dalla Lombardia, Toscana ed Emilia.

L’asta spazia da Cornici da soli 200-300 euro sino ad alcuni top lot stimanti intorno ai 14-16 mila euro, con un prezzo medio che si aggira intorno ai 2.500-3.000 euro. 

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Cornice a cassetta di ampia fascia intagliata ed interamente dorata, Emilia XVI secolo

decori a rilievo a motivo flogliaceo, cm 40,5×25 (75×61)

€ 8.000 – 10.000 

144429

Importante e rara cornice con trabeazione in legno intagliato e dorato, Veneto XVI secolo

decorazioni a mecca verde scuro e rosso cupo, intagli con testine di putto, volute a ricciolo, elementi fogliacei, cm 131,5×83,5 (180×115)

€ 14.000 – 16.000 

Asta 250 – Antiquariato – Fine Art

9-11 marzo 2016 Genova Castello Mackenzie 

Come di consueto avremo un’ampia scelta di dipinti antichi, arredi, argenti e oggetti d’arte di gusto e raffinatezza provenienti da affidamenti genovesi, romani, toscani e lombardi.

In quest’asta sono presenti oltre 2300 lotti tra i cui si segnala un’ampia collezione di miniature ottocentesche e una selezione di dipinti del XIX secolo. 

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Fortunato Galli (1850-1918)

Carmen, 1885 circa

scultura in marmo bianco su colonna in marmo verde, altezza cm 127, colonna cm 69. Sul retro «Prof.F.Galli» e «Gallerie P.Barzanti»

€ 12.000 – 18.000 

148593

Scuola dell’Italia centrale del XVI Secolo

Coppia di angeli 

Coppia di dipinti ad olio su tavola, cm 110×55

€ 10.000 – 12.000

Accompagnati da attestato di libera circolazione 

Asta 251 – Maioliche del XVII e XVIII secolo –

17th and 18th Century Majolica

15 marzo 2016 Milano Palazzo Serbelloni

Nella nostra sede di Milano, dopo la tornata dello scorso novembre, che raccoglieva dalle manifatture del XV secolo alla porcellana del XIX secolo avrà luogo un’Asta dedicata alle Maioliche Europee del ‘600 e del ‘700. I lotti presentati nella prossima asta di Milano costituiscono una collezione selezionata della miglior produzione italiana e europea del XVII e XVIII secolo.

Maioliche e porcellane europee sono sempre state oggetto di grande interesse per Cambi la quale desidera offrire a collezionisti e antiquari l’opportunità di acquisti di particolare importanza. 

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Scultura

Faenza (?), bottega dell’inizio del XVII secolo

Maiolica a gran fuoco in policromia, altezza cm 34,0

Mancanza con restauro nell’ala di sinistra, collo riattaccato. 

Questa rara scultura raffigura il “pio pellicano”, che si lacera il petto per nutrire i piccoli, simbolo di Eucarestia ed emblema di Carità.

€ 10.000 – 12.000

Bibliografia:

Ravanelli Guidotti C., Emiglia-Romagna scheda, nel catalogo della Mostra “La maiolica italiana di stile compendiario”, a cura di V. De Pompeis, Torino 2010, vol. I, scheda n.24,p.70, vol.II, scheda 24, p. 147 

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Vaso

Bologna, Fabbrica di Giuseppe e Leopoldo Finck dal 1768 al 1789

Maiolica a terzo fuoco in policromia, altezza cm 43,0; diametro cm 22,0

Buono stato (altro con mancanze e restauri alla bocca e coperchio)

 Vaso formato al tornio. Corpo ovoidale ad alta spalla rastremata fino a diventare cilindrica alla bocca. Fondo piano e rialzato ad anello. Coperchio a calotta, presa a pigna, doppia battuta.

Il vaso è parte di una “guarnizione” (da camino o da mensola) prodotto con funzioni ornamentali, come richiesto dalla moda dell’epoca e derivante dalle tipologie di potiches in porcellana, orientali, importate in Europa fin dalla seconda metà del ‘600.

Decoro “a paesaggi“, in monocromia violetto,  entro triplici medaglioni su fondo policromo (bianco e giallino)  disposti sul ventre del vaso e uniti da un tralcio di piccole foglie lanceolate. Sopra ogni medaglione una composizione floreale di rose, fiori vari e tralci fogliati.

I paesaggi, fantastici, sono dipinti in vari toni di violetto ed in primo piano grandi zolle terrose sulle quali un grande albero scandisce i vari piani di scena con rovine, obelischi, palazzi, ponti con torrette, casolari con viandanti e barche entro laghetti circondati da alcune colline.

Un elegante nastro elicoidale decora la bocca del vaso e la falda del coperchio ove è dipinto il medesimo tralcio che unisce i medaglioni. La base con frange in bruno di manganese.

Nel fondo la marca F. in violetto.

€ 20.000 – 25.000 

Gli oggetti nelle Aste di: cornici antiche, antiquariato e dipinti antichi e arte orientale saranno in esposizione presso la sede genovese di Castello Mackenzie da venerdì 4 a lunedì 7 marzo, dalle 10 alle 19. Mentre per Asta di maioliche l’esposizione si terrà presso i locali della sede di Milano a Palazzo Serbelloni da venerdì 12 a lunedì 14 marzo, dalle 10 alle 19. 

Genova, 16 febbraio ’16 

Per ulteriori informazioni e foto potete collegarvi al nostro sito www.cambiaste.com o scrivete a press@cambiaste.com

Estense casa aste Asta di Antiquariato e Gioielli a Mantova

nelle sede di Mantova in via Nievo 8, i giorni 13 e 14 febbraio 2016 alle ore 16.00 saranno proposti in asta oltre 500 lotti, tra dipinti dal 600 al 900, arredi antichi, argenti, curiosità d’epoca e gioielli

ASTA 
 DI ANTIQUARIATO E GIOIELLI
EREDITA’ E COLLEZIONI PRIVATE

SABATO 13 E DOMENICA 14 FEBBRAIO 2016 ORE 16.00
Mantova via I. Nievo 8
 Prima tornata sabato 13 febbraio ore 16.00

Dipinti scuola Italiana ed Europea dal ’600 al ’900 dal n.1 al n. 84

Stampe antiche dal n. 85 al n. 87

Cornici e specchiere dal n. 88 al n. 90

Lampadari dal n. 91 al n. 93

Arredi antichi Cassettoni, Ribalta, Armadi, Vetrine, Cassapanche, Tavoli,  ecc. dal n. 94 al n. 121

Tappeti Persiani dal n. 122 al n. 127

Gioielli d’epoca e attuali dal n. 128 al n. 192

seconda tornata domenica 14 febbraio ore 16.00

Varie d’epoca Curiosità d’epoca, Specchiere, Cornici, Vetri, ecc, dal n. 200 al n. 225

Sculture e oggetti lignei varie epoche dal n. 226 al n. 245

Argenti varie epoche dal n. 246 al n. 319

Sheffield varie epoche dal n. 320 al n. 425

Porcellane varie epoche dal n. 426 al n. 513

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ESPOSIZIONE CON VISIONE BENI  da sabato 6 a domenica 14 Febbrariodalle ore 10 alle 12.30e dalle ore 15.30 alle 19.30

i giorni d’asta (sabato e domenica)

orario continuato dalle 10 alle 19.00 

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