FILIPPO MAGGIORE “Il Paesaggio” Immaginario

Per la prima volta a Mantova si potranno ammirare i dipinti del Maestro Filippo Maggiore. La Galleria Arianna Sartori di Mantova, in via Ippolito Nievo 10, ospiterà l’interessante personale “Il Paesaggio” Immaginario dell’artista catanese di nascita e milanese d’adozione, dal 25 marzo al prossimo 6 aprile 2017. La mostra, che gode del patrocinio del Comune di Mantova, si inaugurerà Sabato 25 marzo alle ore 17,30 alla presenza dell’artista. Per l’occasione è stato edito un catalogo con testi di Francesca Lucioni e Susanne Capolongo. 

Sulla veridicità del paesaggio

Ci sono due modi di fare esperienza del paesaggio: muovendosi al suo interno, fissando un orizzonte, un limite mobile che avanza con l’avanzare del corpo generando una profondità, oppure avere uno sguardo onnisciente, una sorta di sguardo divino che vede al di sopra di esso. Il primo approccio prevede un’esperienza meramente fisica, un addentrarsi nei suoi meandri, mentre il secondo prevede un distaccamento ed una ricostruzione mentale. Due modalità differenti che rimandano ad un avvicinamento e allontanamento dall’oggetto in questione.

La pittura di Filippo Maggiore è il collante fra questi due elementi: da una parte la sua esperienza vissuta, dall’altra il suo ricordo e rielaborazione.

L’artista nasce e passa la sua infanzia a Catania, dove ha modo di osservare e vivere in un ambiente denso di colori dalle tinte calde, vivaci ed avvolgenti, dominato da una luce che abbaglia penetrando ogni elemento, la sua maturità invece la trascorrerà a Milano, cittadina sul finire degli anni cinquanta ricca di stimoli culturali ma dall’atmosfera più cupa. A contatto con questo ambiente, Maggiore, ha modo di affinare la tecnica ed arrivare a una maggiore consapevolezza artistica.

Nascono così i suoi Paesaggi retaggio ed elaborazione delle sensazioni ed esperienze avute durante il passato. Quelle che osserviamo sono delle visioni in cui il ricordo agisce da filtro selettivo e semplificativo, un velo che conferisce maggior consapevolezza. A passare in rassegna nella mente dell’artista sono le forme e i colori; le tinte sempre evocative abitano forme dai caratteri onirici, mai descrittivi nella volontà di identificare un paesaggio reale. Ad ogni osservatore infatti sembrerà di avere di fronte luoghi già visti. Quella di Filippo Maggiore non è una pittura realistica anche se ad uno sguardo distratto parrebbe così.

Un elemento che concorre a determinare la cifra stilistica di Maggiore è la fissità degli elementi. Il tempo sembra bloccato, paesaggi immobili ricordo delle composizioni metafisiche di Giorgio De Chirico, dove ogni elemento sembra bloccato nel suo processo. Anche nelle opere di Maggiore vige una sorta di chiarezza compositiva; l’ordine conferisce alle sue opere un senso di immobilità permanente che fa perdere la relazione diretta con le realtà.

Allo stesso modo l’interrogativo che potrebbe porsi l’osservatore è sulla veridicità dei soggetti osservati, innescando il medesimo quesito che si ha di fronte alle tele degli artisti Surrealisti. Sogno e realtà dunque si fondono in modo indissolubile provocando una beatitudine visiva.

In alcuni lavori scorgiamo delle presenze umane, figure in armonia con l’ambiente, mai ingombranti ma piuttosto fusione con il contesto circostante.

Maggiore attraverso di esse ci racconta della sinergia fra uomo e natura, un rapporto sofferto e rimpianto. Tali figure, infatti, sono trattate nella stessa maniera pittorica degli alberi, dell’acqua e delle colline che li avvolge. Giovani e adulti, sembrano colti in momenti di assoluta pace. Tale potrebbe essere la medesima sensazione che si ha osservando uno dei dipinti più noti di Georges Seurat “Una domenica pomeriggio all’isola della Grande Jatte”, opera realizzata fra il 1884-86. Anche qui l’atmosfera è luminosa e calda, un senso di rilassatezza pervade la scena, le figure sono immobili anche se colte nell’atto di svolgere delle azioni.

Esattamente come accade nelle composizioni di Maggiore, lo stesso trattamento pittorico è destinato sia alle figure umane che al contesto paesaggistico; un abbraccio primitivo sembra pervadere le composizioni provocandoci una sorta di malinconia. Immaginiamo la tecnica di Seurat, come quella di Maggiore, molto lenta e riflessiva, il contrario di una pittura istintiva e gestuale. E questa è la stessa sensazione che ci restituisce l’artista, una lentezza che sembra contrastare con la frenesia e l’incalzante ritmo della società contemporanea, è forse questo clima, dominato da un soffio lento, che ci porta a leggere le composizioni con estrema calma restituendoci un sentore di armonia e un forte senso di perdita.

Francesca Lucioni (dal catalogo della mostra) 

Il Paesaggio Immaginario

Non bisogna accontentarsi della prima impressione davanti ai paesaggi di Filippo Maggiore. Occorre osservarli con diligenza, passando dall’immediata sensazione di piacevolezza alla valutazione della composizione d’insieme e dei particolari: coglierne la segreta armonia, la felice sinergia di disegno e colore, l’ordinata disposizione delle parti entro le quinte scenografiche degli alberi.

Solo così è possibile accedere nel “mondo segreto” dell’artista, cogliere nella scena una singolare “patria dell’anima” il racconto di un’esperienza, nella difficile intesa tra ragione e sentimento e nel segno della Bellezza.

Non si tratta di stereotipi di “bel paesaggio” o di esemplari di fotoverismo.

Paesaggi, certo. Tutta la storia dell’arte è cadenzata dalla storia di questo “genere”; da quando si sviluppa in forma autonoma, nel primo quarto del Cinquecento, fino al XX secolo. Secolo in cui sembra che la pittura di paesaggio, in grande auge sino all’Ottocento con la pratica dell’en plein air, sia respinta dall’incalzare della civiltà industriale e tecnologica, che della visione di natura ha profondamente cambiato i connotati.

Ma il gusto del paesaggio, cacciato dalla finestra, rientra ancora una volta dalla porta nella cultura visiva. Via via si perviene ad un linguaggio sintetico e moderno, che del paesaggio scruta l’essenza. E si coglie infine, nella seconda metà del Novecento, la nuova complessità del rapporto arte/paesaggio e più ampiamente arte/natura, in cui agiscono valenze sociali, ecologiche, mitico-letterarie, spirituali, etnologiche…

I paesaggi da fiaba, da cartoon disneyano di Filippo Maggiore sono fatti più di memoria che di “citazioni”; anche se le componenti culturali riscontrabili nel lavoro di questo artista autodidatta sono molteplici e complesse, vengono in mente le “favole” del Beato Angelico, la Venezia da sogno delle “Storie di Sant’Orsola” del Carpaccio, le fantasie su rame di Poul Bril. E poi le visioni del “doganiera” Rousseau, i colori dell’emozione di Matisse, il “ritmo” dei paesaggi all’Estaque di Cezanne e Braque…

Maggiore può essere annoverato tra i visionari del paesaggio, tra i pittori degli Eden perduti.

La sua è una “visione da lontano” che fissa il flusso inarrestabile del tempo in una visione di eternità e di assoluta bellezza. Il paesaggio è come trasfigurato, e da “genere” illustrativo passa alla profondità dell’evocazione.

A modo suo Maggiore, come i pittori metafisici, concepisce una natura silente, anche se solare, emblema del tempo salificato. E come i Surrealisti gioca all’ambiguità del “vero-falso”.

Si avverte in questi paesaggi coloratissimi ma raggelati, chiari e armonici, il peso dell’illusione, poiché non nascono da uno sguardo diretto dal vero. Sono “composizioni” di alberi, prati, cielo, mare, fiori: comunicano una sorta di beatitudine visiva, improvvisa e misteriosa, nonostante la riconducibilità iconografica.

Il valore timbrico del colore – emotivo, evocativo – si coniuga con il forte senso della composizione, della modulazione di zone cromatiche, nei rapporti lineari, proporzioni, disposizione di pieni e vuoti. Il quadro nasce dall’emozione o dalla memoria di uno spettacolo della natura, ma diventa sistema e struttura di “segni”, ciascuno dei quali è “necessario” nell’ambito di questo sistema. La tela è il campo entro cui si stabiliscono relazioni, si attiva una struttura della visione: si realizza così un’armonia analoga a quella di una composizione musicale. L’assoluta bidimensionalità dell’opera (che ignora, perciò, qualsiasi “realismo” dell’immagine) ne è coerente conseguenza. Non è estranea a questi esiti pittorici la pratica di Maggiore con il linguaggio della grafica pubblicitaria, in cui i valori lineari e cromatici, assenza di chiaroscuro e nettezza dei contorni determinano una riduzione alla superficie dell’immagine.

Il quadro diventa struttura, costruzione autonoma, che assume la natura come pretesto di ispirazione. Anzi, la natura stessa è intesa come architettura perfetta: l’artista opera su di essa una sorta di “contemplazione strutturale” che tuttavia non l’ha portato né mai lo porterà agli esiti cui, partendo dalle stesse premesse, è giunto Mondrian.

L’effetto è di smaterializzazione, di trasparenza, le cose sono sottratte alla concretezza per essere bloccate in una sorta di metafisica fissità e stupore. Da qui deriva quel senso di astrazione o di “iperrealismo irreale” della pittura di Filippo Maggiore. Il Grande Astratto e il Grande Reale, le due strade dell’arte contemporanea teorizzata da Kandiskij, sono qui coincidenti.

Nostalgia di un mondo non più reale, utopia di un’armonia uomo-natura, allarme ecologico: questo e altro nella pittura di questo artista.

Una sorta di archeologia dello sguardo, di memoria incantata affida all’immagine dipinta un valore effimero di paesaggio, ma duraturo, eterno. Quello di Maggiore è un autentico atto di fede nella pittura, come possibilità di esprimere la nostalgia di una Bellezza che, forse, può essere recuperata.

Marina Pizzarelli 

Filippo Maggiore nasce a Catania il 12 ottobre 1929.

Già da bambino dimostra attitudine per il disegno ed a 9 anni affascinato dal fare pittura frequenta la bottega di un pittore copista.

Le ristrettezze post-belliche lo inducono già a 16 anni a dipingere per aiutare la famiglia.

Ben presto sente la necessità di esplorare il mondo dell’arte visitando musei e mostre.

Nel ’57 il suo incontro con l’avanguardia in una grande mostra a Roma, sente il fascino dell’astratto ed esplora nuovi linguaggi espressivi riscuotendo consensi di critica.

Matura l’idea di lasciare Catania dagli angusti orizzonti culturali e nel ’59 si trasferisce a Milano ricca di fermenti e di nuove idee.

Lavora in una impresa pubblicitaria e di notte dipinge. Gli stimoli milanesi e i contatti con le nuove tendenze lo portano ad aggiornare la sua pittura.

Dal cromatismo formale passa al monocromo materico dell’informale che approfondisce con grande successo e riscontro di mercato.

Ma il suo mondo interiore è fatto di luce e di colori ed il soggiorno in Sicilia del ’66 risveglia in lui il fascino della natura a lungo sopito nel grigiore metropolitano.

Lavora ad una lunga serie di dipinti, i pic nic ed i week-end accostando al paesaggio  esuberante ed idealizzato una nuova ed originale figurazione i colori ed i ricordi della Sicilia seguiranno per sempre le sue opere sino ad oggi.

È presente in permanenza nelle Gallerie “II Prisma” ed il “Cannocchiale” dove conosce critici e collezionisti tra cui Antonio Mazzotta ed i suoi fratelli che collezionano numerose sue opere.

Il Comune di Milano gli dedica una grande mostra all’Arengario; intesse rapporti con numerose gallerie in tutta Italia tra cui la Galleria L’Osanna di Nardò con cui tuttora coltiva un intenso rapporto.

La sua opera è un costante inno alla Natura tanto amata ed idealizzata quanto surreale ed improbabile: un messaggio all’umanità per la sua conservazione. 

L’artista ha allestito numerose mostre personali in Italia e all’estero, dal 1947 al 2011, ha partecipato a molti premi di pittura e mostre collettive dal 1946 al 2009. 

Dalle sue opere hanno scritto saggi di critica e articoli sulla stampa:

G. Traversi, C. Munari, M. Valsecchi, C. Delfino, M. Lepore, E. Mastrolonardo, L. Rossi, O. Signorini, G. Ferro, P. Zanchi, J. Buckelew, M. Chiesa, C. Galasso, F.M. Belluzzi, E. Della Noce, L. Barezzi, C. Voltolini, C. Franza, N. Del Natta, F. Passoni, L. Cabuti, S. Milluzzo.

ARIANNA  SARTORI

ARTE & OBJECT DESIGN

Via Ippolito Nievo, 10 – 46100 MANTOVA – Tel. 0376.324260 - info@ariannasartori.191.it 

FILIPPO MAGGIORE

“Il Paesaggio” Immaginario

25 marzo – 6 aprile 2017

Nome della Galleria: Galleria “Arianna Sartori”

Indirizzo: Mantova – via Ippolito Nievo 10 – tel. 0376.324260

Titolo della mostra: Filippo Maggiore. “Il Paesaggio” Immaginario

Date: dal 25 marzo al 6 aprile 2017

Inaugurazione: Sabato 25 marzo, ore 17.30. Sarà presente l’artista

Patrocinio: Comune di Mantova

Mostra e Catalogo a cura di: Arianna Sartori

Catalogo con testi di: Francesca Lucioni e Susanne Capolongo

Orario di apertura:       dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30.

Chiuso Domenica e festivi 

ESTENSE CASA ASTE MANTOVA, eredità con beneficiario fondazione Mons. Arrigo Mazzali

Nelle giornate di venerdì 24 e sabato 25 marzo alle ore 16.00 Estense casa aste propone all’asta oltre 250 dipinti di pittori del ’900 tra cui: Giuseppe Guindani, Walter Mattioli, Lucia Zelati, Pietro e Giovanni Di Lucia, Sergio Ghidoni, Natalino Mucci, Lorenzo Taddei, Marino Scardigli, Alfonso Monfardini  ’800 e dipinti antichi, inoltre arredi, e oggetti provenienti dall’eredità con beneficiario la Fondazione Mons. Arrigo Mazzali di Mantova, possibilità di partecipazione, on line, scritta e telefonica
ASTA 20 MARZO 2017 (2).JPG 
ESTENSE CASA ASTE
ASTA N. 61

D’ANTIQUARIATO E GIOIELLI

“Eredità,  beneficiario Fondazione Mons. Arrigo Mazzali”

ed Eredità e Collezioni private

VENERDÌ 24 E SABATO 25 MARZO 2017  

ORE 16.00

Mantova via I. Nievo 8 “Sala Aste”  

Prima tornata venerdì 24 Marzo ore 16.00N. 190 dipinti scuola Italiana del ’900 (eredità beneficiario Fondazioni Arrigo Mazzali) tra cui: Giuseppe Guindani, Walter Mattioli, Lucia Zelati, Pietro e Giovanni Di Lucia, Sergio Ghidoni, Natalino Mucci, Lorenzo Taddei, Marino Scardigli, Alfonso Monfardini e dipinti fine ’800 primi ’900,  e Curiosità d’epoca

Seconda tornata sabato 25 Marzo ore 16.00

Dipinti scuola Italiana ed Europea dal ’600 al ’900 

Arredi antichi, Specchiere, Lampadario, ecc.

Tappeti Persiani  

Gioielli d’epoca e attuali e Orologi da polso

Sculture varie epoche

Curiosità d’epoca

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ESPOSIZIONE CON VISIONE BENI

da Sabato 18 a Sabato 25 Marzo 2017 

dalle ore 10 alle 12.30  e dalle ore 16.00 alle 19.30

   CATALOGO ASTA FALLIMENTO 

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L’istituto Vendite Giudiziarie di Ferrara, nella sede di via Gulinelli 9 il giorno 20 marzo alle ore 15.00, proporrà all’asta oltre 300 lotti di attrezzatura, muletti arredi uffici, scaffalatura drive in, automezzi, ecc.

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ESECUZIONI TRIBUNALE FERRARA SENZA INCANTO

EQUITALIA CENTRO SPA CON INCANTO 

ASTA 

LUNEDÌ 20 MARZO 2017 ORE 15.00 

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE” 

ARREDI, AUTOMEZZI, ATTREZZATURA, ECC

PRIMI ESPERIMENTI DI VENDITA 

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO N. 3598/16 N. 5.306 IVG

Giudice tutelare Dott. Alessandro Rizzieri

Amministratore di sostegno avv. Paolo Pifferi

ASTA

LUNEDÌ 20 MARZO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

GIOIELLI

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

FALLIMENTO N. 13/12 IVG. 383

Giudice Delegato Dott.ssa Anna Ghedini

Curatore Dott. Gian Luca Soffritti

ASTA

LUNEDÌ 20 MARZO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

VISIONE DEI BENI SU APPUNTAMENTO

Solaro (MI) in via Drizza n. 51A

ARREDI CASA E AUTOVETTURA

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

FALLIMENTO N. 59/2016 IVG N. 659

Giudice Delegato: Dott.ssa Anna Ghedini

Curatore Fallimentare Dott. Enrico Baraldi

ASTA

LUNEDÌ 20 MARZO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9“SALA ASTE”

VISIONE DEI BENI

LUNEDÌ 20 MARZO 2017 DALLE ORE 9 ALLE 12

Comune di Masi Torello (FE), via dell’Industria n. 14

ARREDI, UFFICIO, MULETTI, SCAFFALATURE PESANTI, ATTREZZATURA ECC.

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

CONCORDATO N. 3/15 IVG 604

Giudice Delegato Dott.ssa Anna Ghedini

Commissario Giudiziale Avv. Dino Ricchieri

Liquidatore Giudiziale Dott. Alessandro Monteleone

ASTA

LUNEDÌ 20 MARZO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

VISIONE DEI BENI

PRESSO OFFICINA KFZ-KLINIK ANDERNACH
HANS-JULIUS-AHLMANNSTR. 11 & 11A
ANDERNACH GERMANIA TEL. +492632-958837

AUTOVETTURA LIMOUSINE LINCOLN MATR. ILNLM81W5PY664742, ANNO 1993

€ 2.500,00

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

FALLIMENTO N. 39/16 IVG 636

Giudice delegato Dott.ssa Anna Ghedini

Curatore Dott. Pietro Mazzilli

ASTA

LUNEDÌ 20 MARZO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

AUTOVETTURA

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

FALLIMENTO N. 25/16 IVG. 629

Giudice Delegato Dott.ssa Anna Ghedini

Curatore Avv. Laura Rinaldi

ASTA

LUNEDÌ 20 MARZO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

VISIONE DEI BENI SU APPUNTAMENTO

IN MIRABELLO CORSO ITALIA N.616 (FE)

LOTTO MAGAZZINO PER COSTRUZIONE MACCHINE AGRICOLE

ASTA IN UNICO LOTTO BASE ASTA € 19.000,00

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

FALLIMENTO N. 20/16 IVG 617

Giudice delegato Dott.ssa Anna Ghedini

Curatore Dott.ssa Elisabetta Fini

ASTA

LUNEDÌ 20 MARZO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

VISIONE DEI BENI

FERRARA  FRANCOLINO VIA CALZOLAI 362

ATTREZZATURA E ARREDAMENTI NUOVI E USATI

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

FALLIMENTO N. 54/16 IVG 656

Giudice delegato Dott.ssa Anna Ghedini

Curatore Dott.ssa Elisabetta Fini

ASTA

LUNEDÌ 20 MARZO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

VISIONE DEI BENI

In Cento via Ferrarese N. 31

ATTREZZATURA PER TIPOGRAFIA

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

FALLIMENTO N. 1/12 IVG 649

Giudice delegato Dott.ssa Anna Ghedini

Curatore Dott. Ettore Donini

ASTA

LUNEDÌ 20 MARZO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

VISIONE DEI BENI SU APPUNTAMENTO

Via 2 Pezzi N. 2 Ferrara

COMPUTER E ARREDI

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

FALLIMENTO N. 75/13 IVG 657

Giudice delegato Dott.ssa Anna Ghedini

Curatore Dott.ssa Eleonora Permunian

ASTA

LUNEDÌ 20 MARZO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

VISIONE DEI BENI SU APPUNTAMENTO

Via 2 Pezzi N. 2 Ferrara

COMPUTER E ARREDI

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

 FALLIMENTO N. 22/16 IVG 625

Giudice Delegato Dott.ssa Anna Ghedini

Curatore Dott.ssa Elena Lazzari

ASTA

LUNEDÌ 20 MARZO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

VISIONE DEI BENI

Via Torquato Tasso, 4 – Masi Torello

MACCHINE PER CUCIRE CRAVATTE

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

 FALLIMENTO N. 10/16 IVG 645

Giudice Delegato Dott.ssa Anna Ghedini

Curatore Avv. Stefano Tonozzi

ASTA

LUNEDÌ 20 MARZO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

FALLIMENTO N. 13/16 -  N. IVG 644

Giudice delegato Dott.ssa Anna Ghedini

Curatore Avv. Francesco Ruvioli

ASTA

LUNEDÌ 20 MARZO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

VISIONE DEI BENI

ARGENTA (FE) FRAZ. SANTA MARIA CODIFIUME STR. STUOIA, 9

ATTREZZATURA EDILE

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

CONCORDATO PREVENTIVO N. 20/14 N. IVG 615

Giudice delegato Dott.ssa Anna Ghedini

Commissario Giudiziale Avv. Antonio Finessi

Commissario Liquidatore Dott. Gian Luca Soffritti

ASTA

LUNEDÌ 20 MARZO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

VISIONE DEI BENI SU APPUNTAMENTO

VIA SALBONE 7 – POGGIO RENATICO

AUTOMEZZO E MACCHINARI PER CONFEZIONARE FRUTTA

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

FALLIMENTO 29/2015 IVG. 570

Giudice Delegato: Dott.ssa Anna Ghedini

Curatore: Dott. Pietro Mazzilli

ASTA

LUNEDÌ 20 MARZO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

VISIONE DEI BENI SU APPUNTAMENTO

Piazzale Tassinari, n. 2 Sant’Agostino Fe

FOTOCOPIATORE E AUTOCARRO

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

TRIBUNALE DI FIRENZE FALLIMENTO 256/14  IVG 652

Giudice Delegato Dott.ssa Silvia Governatori

Curatore Dott. Massimo Scarafuggi

ASTA

LUNEDÌ 20 MARZO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

ACCESSORI E ATTREZZATURA PER LA PESCA

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

FALLIMENTO N. 53/16 IVG. 655

Giudice Delegato Dott.ssa Anna Ghedini

Curatore Dott. Ettore Donini

ASTA

LUNEDÌ 20 MARZO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

VISIONE DEI BENI SU APPUNTAMENTO

Mirabello (FE) in Via Masetti n. 22

ARREDI E ATTREZZATURA PER UFFICIO LOTTO UNICO

ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE FERRARA

VENDITE COMMISSIONARIE

ASTA

LUNEDÌ 20 MARZO 2017 ORE 15.00

FERRARA VIA LUIGI GULINELLI, 9  “SALA ASTE”

ARREDI, DIPINTI E GIOIELLI