Il palazzo di Giovanni Gonzaga Una perduta dimora del Rinascimento a Mantova

Presentazione:
Una ventina di anni addietro, mi recavo a volte in via Bonomi per incontrarmi e dialogare sui Gonzaga con Cesare Mozzarelli nell’appartamento abitato da sua madre, la affabile e colta signora Nella Bottoli, dove Cesare si fermava per qualche giorno nelle occasioni in cui impegni famigliari o professionali lo riportavano a Mantova. L’appartamento era situato all’ultimo piano del condominio che ospitava anche un ufficio delle Poste, verso Via Solferino. Allora, pur sapendo che Via Bonomi era stata creata alcuni decenni prima, demolendo un antico edificio per raggiungere più agevolmente il centro dalla Stazione Ferroviaria, non immaginavo che quel condominio sorgesse su un’area appartenuta proprio ai Gonzaga e precisamente al Palazzo di Giovanni Gonzaga fondatore del ramo di Vescovato. Sapevo dei due Palazzi che già furono di quella dinastia, quello di Via Poma che ospita il Tribunale di Mantova e quello di fronte alla Prefettura in Via Principe Amedeo, ma ignoravo del tutto l’esistenza del Palazzo avito dei Vescovato. In effetti, prima di questa ricerca di Giulio Girondi, poco o nulla si conosceva delle vicende di quella proprietà, poi del tutto scomparsa, creando così il paradosso della sopravvivenza dell’unica dinastia dei Gonzaga oggi esistente, quella di Vescovato, appunto, rispetto alla definitiva scomparsa del Palazzo dal quale quel ramo mosse i suoi primi passi. Un Palazzo che doveva possedere una certa imponenza se insisteva su un’area che andava dall’attuale Via Solferino a Corso Vittorio Emanuele e la cui unica traccia rimastaci è il porticato di fianco alla Chiesa di Sant’Orsola.
Il Palazzo dei Gonzaga di Vescovato o «dal Borgo», come allora si definivano, voluto dal fondatore Giovanni, fratello del marchese Francesco Gonzaga, alla fine del XV secolo, fu poi alienato, circa un secolo dopo, a favore di Margherita Gonzaga, duchessa vedova di Ferrara, per crearvi il convento di Sant’Orsola che tanta parte ebbe nel XVII secolo nell’educazione dell’alta nobità femminile mantovana, comprese le due imperatrici Eleonora e la duchessa di Mantova e del Monferrato Maria Gonzaga. Dopo quell’alienazione, nel corso dei secoli si persero sia le tracce che la memoria di quella proprietà, perdita resa più agevole dalla demolizione di cui si è detto, avvenuta nel 1930; unica traccia di quello scempio, il porticato che ancora oggi è possibile osservare prima di imboccare Corso Vittorio Emanuele, facente parte però, come ci ricorda Giulio Girondi, del complesso architettonico voluto da Giovanni Gonzaga, cognato e consigliere di Isabella d’Este. E pur essendo egli, come si definiva, uomo d’armi, al pari della cognata condivideva una committenza letteraria e artistica di primo piano che in questa occasione Girondi contribuisce a ricordarci, così come la sua facoltosa parentela col Signore di Bologna Giovanni Bentivoglio, avendone sposato la figlia Laura. Il merito maggiore, tuttavia, dell’autore è averci restituito, seppure sulla carta, un palazzo le cui testimonianze, come si è detto, sono andate del tutto disperse, soprattutto quelle iconografiche e grafiche, fondamentali, in un edificio, per la ricostruzione dei suoi volumi. Addestrato da precedenti lavori investigativi, Girondi, incrociando tantissimi documenti, lettere, inventari, registri notarili, molti inediti, ha saputo farci rivivere e rivedere le dimensioni e il percorso storico dell’edificio che fu di Giovanni Gonzaga di Vescovato prima che gli sventramenti urbanistici del primo dopoguerra del Ventesimo Secolo ce ne facessero perdere completamente le tracce, e con esse la memoria.

Raffaele Tamalio

“Il Rio Edizioni” è lieto di invitare la S.V. alla presentazione del libro:

Giulio Girondi   “Il palazzo di Giovanni Gonzaga”  Una perduta dimora del Rinascimento a Mantova

Giovedì 10 aprile, ore 18.00 presso la libreria “Coop – NAUTILUS”, piazza Cavallotti, Mantova.

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